Venture capital in Europa, bene non benissimo

Erano due anni che non mettevo mano al blog. Due anni, tanta roba. Ma ho avuto molto da fare ultimamente.

Vale la pena re-inaugurare, con la lettura tra le righe dello Scaleup Report 2018 di Mind The Bridge, che sempre di più sta diventando una mappa profonda e dettagliata dell’ecosistema startup e venture capital in Europa.

Il report parte da una prima considerazione: still there is no competition with the US.

Vero, la forza con cui le scaleup Americane e Cinesi arrivano sul mercato è semplicemente un altro ordine di grandezza.

Detto ciò nel 2017 sono stati investiti in scaleup in Europa 22 miliardi di Euro, di cui quasi 3 in ICO.

Bene. E’ quasi il doppio di quello che fu investito anche solo due anni fa.

Scaleup Report ha mappato 5.596 startup in cui sono stati investiti complessivamente 83Bn Euro e producono 18Bn Euro di GDP. Con una popolazione di altissime professionalità di mezzo milione di posti di lavoro.

Interessante anche come il fenomeno stia penetrando i territori: “we saw notable increases as well, with the “scaleup density ratio” increasing from 0.9 to 1 scaleup per 100K inhabitants, and the “scaleup investing ratio” increasing as well from 0.33% to 0.45% of GDP.”

Correttamente viene anche rappresentato che non esiste ancora una via chiara per come scalare veramente questo sistema per provare a competere sugli stessi livelli a cui oggi si sta giocando la partita dei mercati tecnologici a livello globale.

Ofo docet. Oggi i mercati sono così. Per chi prende i nuovi business più grossi si può scalare da zero a 1BN nel giro di pochi anni.

Per quanto concerne l’Europa, quindi bene, ma non benissimo.

Qui una mia idea per cambiare marcia è di creare un vero mercato unico in Europa per le startup e il venture in Europa, con un singolo quadro normativo speciale per le scaleup per operare regardless dove sono fisicamente collocate, all’interno dell’Unione.  Una sorta di “Delaware Digitale Europeo”, quello che con l’Unicorn Forum abbiamo chiamato Single Startup Market.

Chissà, sarebbe bello immaginare di fare una test un giorno.

Ma occhio a pagina 5. Il ritmo a cui l’Italia sta cominciando a produrre scaleup (format Europeo… ovvero che hanno raccolto almeno 1M di Euro per essere mappate) è leggermente in ripresa.

Ancora timido (17%), ma il tasso di nuova creazione di scaleup lo scorso anno è cresciuto più che in alcuni altri paesi Europei. E soprattutto è cresciuta la raccolta (34%). Bene, ma nel campionato Europe ci siamo lasciati dietro la Norvegia. Il prossimo obiettivo superare la Danimarca. Un cambio di ritmo, ma strada davanti è ancora lunga ed impervia.

I grandi mercati Europei hanno una scala un ordine o due di grandezza dall’Italia.

scaleup europa fig 7

 

L’85% del funding è venuto dal venture capital. 12% dalle IPO (tra cui 4 IPO e 6 round sopra i 100M di raccolta ciascuno) e il 3% dei soldi è arrivato dalle ICO.  In media le scaleup ci hanno messo 9 anni per arrivare alla quotazione. Con il venture capital ci hanno messo invece 3,3 anni a raccogliere e 1 anno con le ICO.

43% dei soldi sono stati raccolti localmente, 11% cross-border in Europa. I top 5 in Europa scorso anno:

  1. Delivery Hero (Germania)
  2. Spotify (Svezia)
  3. IHS Markit (UK)
  4. Zalando (Germania)
  5. Delivery Hero (UK)

TOP SCALEUPS EUROPE

Ma detto ciò la conclusione del Report ci sta.

Europe is growing.

“This is a fact. But where it stands compared to international benchmarks, which of course means the US in the case of innovation economies? As of 2017, we tracked 20,760 scaleups in the US, approximately 4 times higher than Europe, with a resulting density number of 6.4 scaleups per 100K inhabitants, well above the 1 per 100K as performed by the Old Continent. This gap only widens when factoring in the total capital raised. US scaleups have raised $657.5B since inception, 8 times more than the $83.2B raised by their European counterparts. Speaking in terms of commitment, meaning percentage of GDP invested, once again the US shines, with investments in scaleups equalling 3.53% of GDP, compared to 0.45% in Europe, almost 8 times more.

Detto questo come ha acutamente osservato Emil Abirascid questa settimana, c’è un cambio di passo in Italia: nel primo semestre 2018 le nostre startup hanno raccolto 200M inclusi alcuni round significativi sopra i 10M. E anche il secondo semestre sarà certamente bello caldo, quest’anno si rischia di avere una crescita di quasi il 100% degli investimenti in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ecosistema innovazione e startup il punto della situazione

E’ stato bello ritrovare tanti amici che hanno condiviso un percorso in questo ecosistema delle startup di dieci anni. E’ stato bello vedere come il sistema nonostante le tante difficoltà in realtà sta acquisendo una sua fisionomia, resilienza e consapevolezza. Vedere che le reti si stanno stringendo e soprattutto che continua copioso il flusso ci sono nuove leve e nuove startup che continuano a venire fuori sempre più interessanti.

GIOIN è stato un bellissimo modo per gli amici di Digital Magics per celebrare un amico, che come un mantra ripeteva questo discorso negli ultimi anni.

Riflettevo oggi, su un altro paio di pilastri che hanno costruito pezzi grossi dell’ecosistema di innovazione e startup in Italia. E mi piace ricordarli.

E di un altro carissimo amico, che ne ha messo giù un altro bel pezzo.


Il punto della soluzione dell’ecosistema Italiano startup e innovazione, aziende ed open innovation sta facendo un passaggio da una prima fase ad una nuova fase. Le sfide aumentano ma anche i rewards se sapremo tutti insieme fare bene nei prossimi 10 anni.

E lo dico per tutti i ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerli. Ma sappiate che come si dice we stand on the shoulders of giants.

 

 


Il Cipnes Barcamper Challenge approda in Sardegna

 

Lunedi il Grecale tirava di brutto su Olbia ma quello che sembrava un atterraggio ballerino invece è andato come l’olio. Al Cipnes, il consorzio industriale di Olbia si è tenuta la conferenza stampa per raccontare al territorio e ai media le ultime evoluzioni del Cipnes Challenge, una prima fase del Tour Barcamper 2016 in cui come dpixel iniziamo lo scouting di quest’anno. Insieme ai vari partner del progetto abbiamo raccontato lo stato dell’arte del progetto.

Il Cipnes sta sviluppando un’iniziativa chiamata Sardinia Enterprise, un complesso fieristico e parco multifunzionale in una location strategica, affacciato al mare vicino al porto turistico più trafficato della Gallura. Lo spazio sarà dedicato a promuovere e commercializzare a livello nazionale e internazionale le filiere del comparto agroalimentare ed ittico della sardegna, oltre che un incubatore ed acceleratore di imprese innovative, particolarmente nel campo della nautica e dell’agrifood. Sardinia Enterprise sta realizzando uno spazio in cui i prodotti di qualità dell’isola possano essere raccontati, spettacolarizzati e commercializzati non solo rispetto all’utente finale, ma anche e soprattutto rispetto a target di buyer nazionali e internazionali. Sardinia enterprise inoltre metterà a disposizione una serie di servizi che consentiranno ad imprese e startup di usufruire di logistica, marketing, tecnologia, vendita per sviluppare il proprio business.

Il progetto sta raccogliendo crescenti adesioni di partner e patrocinatori interessati, Cipnes Challenge infatti è patrocinato dalla Cattolica Assicurazioni, dalla Fondazione Banco di Sardegna, da Sardegna Ricerche, da Sardex, dall’Ucina, dall’Università di Sassari, dalla Camera di Commercio di Sassari, dalla Camera di Commercio di Nuoro, dalla CNA Gallura-Fab Lab Olbia.

Oggi e domani il Barcamper sarà a SMAU Padova, ma prossima settimana approderà in Sardegna per incontrare startup, imprenditori e PMI interessate a partecipare al Challenge. Il nostro obiettivo è individuare 20 progetti da inserire in una settimana di mentorship con tutto il team di dpixel. Tutti i partecipanti saranno vagliati anche da Sardinia Enterprise e laddove interessati avranno la possibilità di accedere ai servizi e alla piattaforma di servizi e infrastrutture per lo sviluppo del proprio business.

Un’evoluzione interessante è che vista la natura del progetto e del suo scopo, oltre alle startup che propongono innovazioni tecnologiche nel campo dei settori primari e agroalimentari e al comparto della nautica e del mare in genere, siamo anche molto interessati a incontrare soluzioni nel campo del retail innovativo, in quanto lo spazio di teatralizzazione e commercializzazione dei prodotti sarà allestito con le più moderne tecnologie e applicazioni per offrire la migliore esperienza possibile e per arricchire la relazione tra i produttori e i clienti. Logistica, analytics, big data, IoT, storytelling interattivo, social CRM sono tutte aree di interesse del Cipnes Challenge.

Ma lo scouting non si ferma qui. Stiamo anche cercando startup e PMI nel campo agroalimentare che vogliano accedere alla piattaforma di Sardinia Enterprise. Produttori dedicati alla qualità e alla tradizione delle filiere del cibo Sarde con la voglia di crescere, aggregarsi e aggredire i mercati internazionali.

Saremo parcheggiati con il nostro camper la prossima settimana a:

  • Sassari, il 14 Marzo presso Cubact, incubatore dell’Università di Sassari
  • Oristano, 15 Marzo al Consorzio Industriale di Oristano
  • Cagliari, 16 Marzo dagli amici di Open Campus Tiscali
  • Nuoro, 17 Marzo presso Ailun

E’ possibile prenotarsi un appuntamento online, dal sito del barcamper  se volete assicurarvi un posto. Oppure passare di li se non siete riusciti a prenotarvi.

Stiamo cerando 20 iniziative interessanti da mettere nella TechWeek la startup school di una settimana di dpixel, durante la quale oltre a lavorare con gli imprenditori sui loro business plan avremo l’ausilio di un partner per strutturare la documentazione di accesso ai bandi pubblici che sono molti in questo campo sia nazionali che regionali.

I migliori 10 team potranno partecipare all’evento finale che si terrà ad Olbia per presentare i progetti di impresa selezionati alla comunità finanziaria e ai partner industriali e finanziari del Challenge. I vincitori riceveranno premi in denaro (due premi da 15.000 euro) e un periodo di supporto e accelerazione all’interno del nascente incubatore del CIPNES a Olbia.

 


 


The biggest tribute to a band

This is probably one of the biggest tribute events ever dedicated to a band. 1000 Italians met to record this cover of Learn to Fly with the objective to ask the Foo Fighters to come play in Cesena, Italy. As the organizers say ‘Italy is a country where dreams not easily become true. But it’s a land of passion and creativity’.

And Dave Grohl, touched confirmed they will come. Awesome! Dreams can become true with the right dosage of passion, creativity and entrepreneurship.

 


Altro che bamboccioni!

RAC Bergamo Città Alta

Quando passi una serata ascoltando Gianluca Dettori ne esci pieno di entusiasmo. Gianluca sa che fra i giovani che guarda c’è la leadership di domani e sa che grazie a loro [noi, diciamolo] si potranno risolvere molti problemi lasciati in eredità dalle generazioni passate.

Gianluca nasce come un economista, prendendo una laurea che, afferma, “nessuno voleva più una volta finita l’università”. Decide così di andare a fare il venditore per Olivetti, raggiungendo il massimo ruolo operativo per un venditore nonostante lui si faccia passare come uno qualunque della rete, perché dice: “un venditore è sempre ben accetto, Olivetti era all’epoca la società più figa del mondo ed era in Italia”.

È strano sentire un simile linguaggio in ambiente Rotary e anche lui ha un attimo di perplessità, tanto da scusarsi accenando un sorriso.

_DSC0107 Gianluca Dettori

È un fiume in piena, Gianluca, e ci racconta di come le sue passioni lo abbiamo traghettato da…

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Sardex Factor sul Financial Times e comincia girare nel mondo

Una bella storia del Financial Times ha piazzato Sardex in homepage, con un racconto che nonostante ci provi da alcuni anni è decisamente la miglior narrazione di questa esperienza che abbia visto. Da alcuni anni riceviamo richieste da tutto il mondo di entità interessate a portare il modello Sardex nei loro territori. In questa presentazione Giuseppe Littera spiega ai Greci come funziona il modello, ovvero come costruire sviluppo senza moneta.


“Music was better back then”: When do we stop keeping up with popular music?

Skynet & Ebert

After sixty years of research, it’s conventional wisdom: as people get older, they stop keeping up with popular music. Whether the demands of parenthood and careers mean devoting less time to pop culture, or just because they’ve succumbed to good old-fashioned taste freeze, music fans beyond a certain age seem to reach a point where their tastes have “matured”.

That’s why the organizers of the Super Bowl — with a median viewer age of 44 —  were smart to balance their Katy Perry-headlined halftime show with a showing by Missy Elliott.

Missy don't brag, she mostly boast Missy don’t brag, she mostly boast

Spotify listener data offers a sliced & diced view of each user’s streams. This lets us measure when this effect begins, how quickly the effect develops, and how it’s impacted by demographic factors.

For this study, I started with individual listening data from U.S. Spotify users and combined that…

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