Nuovi modelli di sviluppo per la gig economy

Airnb ha mandato una lettera di richiesta alla SEC, nella quale chiede di modificare le norme sulle securities and in particolare la regola 701 secondo la quale un’azienda quotata (si stima che oggi Airbnb valga 38 miliardi di dollari, in pratica una manovra finanziaria dello Stato Italiano) può vendere azioni solo ad investitori o ai propri dipendenti. Airbnb vuole dare azioni anche ai propri host, per due ottime ragioni:

  • marketing. Poter dare azioni agli host aumenterebbe in modo significativo la fedeltà alla piattaforma;
  • remunerazione. Consentirebbe agli host di ricevere un’ulteriore forma di compensazione per il proprio impegno;

Se la SEC autorizzare e l’IRS (il fisco americano) fosse d’accordo questa soluzione aprirebbe una strada nuova per lo sviluppo della gig economy. Analoghe tipologie di richieste sono state fatte da Uber e da altre aziende della gig economy. Questa impostazione consentirebbe di immaginare una possibile soluzione a molti dei problemi che limitano oggi lo sviluppo radicale della sharing economy.

Potrebbe essere esteso il concetto anche al welfare. In altri termini un lavoratore di Deliveroo potrebbe ricevere nel tempo tre diverse forme di compensazione: remunerazione per le consegne e l’efficienza del proprio lavoro (fissi e variabili) + profit sharing sul successo complessivo della piattaforma + accantonamenti e contribuzioni defiscalizzati per la costruzione di un monte pensionistico.

Andando oltre nell’immaginazione, una classe di quote ad hoc per i contributori esterni potrebbe essere anche dotata di diritti di governance speciali, magari esercitabili online direttamente dalla piattaforma, consentendo agli host o ai lavoratori di prendere parte a decisioni aziendali.

Andiamo verso un mondo in cui le transazioni saranno sempre più intermediate da piattaforme, non solo gli acquisti, le vendite di beni e servizi, ma anche del proprio lavoro e prestazioni, dei propri oggetti, del denaro e del proprio tempo. E’ evidente che dovremo trovare nuove soluzioni per affrontare temi come i diritti, le regole, i doveri, il welfare. Questa è certamente una strada praticabile.

 

 


Diaman Tech, la prima campagna regolamentata di equity crowdfunding al mondo

Daniele Bernardi, Amministratore Delegato e fondatore di Diaman Tech vanta un primato mondiale: è il primo imprenditore al mondo ad aver chiuso una raccolta di capitali su Internet all’interno di una piattaforma regolamentata di equity crowdfunding. La sua startup innovativa ha completato un aumento di capitale di 160.000 euro su UnicaSeed, la seconda piattaforma autorizzata alla raccolta da Consob, delle undici tra autorizzate ed in fase di istruttoria.

L’Italia, con il pacchetto normativo sulle startup è stata la prima nazione al mondo ad abbracciare un’innovazione finanziaria che si ritiene nei prossimi anni potrà essere un forte elemento di sviluppo: l’equity crowdfunding. Su queste piattaforme privati cittadini e aziende possono accedere alla documentazione dell’aumento di capitale e sottoscrivere direttamente dal portale le azioni o quote dell’emittente. Diaman Tech è lo spin-off di un software finanziario che supporta i promotori finanziari e i gestori patrimoniali a fare scelte di investimento più consapevoli, riducendo  gli errori di finanza comportamentale. Ho incontrato e intervistato il fondatore al Techgarage Fintech dell’IWBank Tour, presso l’IT Forum di Rimini, davanti ad una platea di trader ed operatori nel campo degli investimenti finanziari.

“Io sono Automotive Engineer – racconta Daniele Bernardi – ho lavorato 7 anni all’Aprilia Moto come progettista per poi entrare in finanza nel 1999. Il core business del nostro gruppo è la consulenza finanziaria erogata mediante modelli quantitativi. I nostri clienti sono esclusivamente banche e SGR e a nostra volta abbiamo asset under management di 200 milioni di euro. Ho scelto l’equity crowdfunding per una raccolta così modesta principalmente perché volevo mettere intorno alla società un nucleo di persone legate al prodotto. Soci che possono contribuire in modo significativo al miglioramento, alla diffusione e allo sviluppo del software, visto che ne sono i primi utilizzatori. La campagna ci ha dato grande visibilità. Siamo considerati dai nostri clienti degli innovatori e volevamo sperimentare questa nuova opportunità in cui credo molto.”

Diaman Tech ha costruito una campagna che combina l’equity con il cosiddetto ‘reward’. Chi sottoscriveva le azioni dello società riceveva un significativo sconto sul software, quindi la campagna è stato un mix di vendita del prodotto e raccolta finanziaria. Questo ha consentito anche di eliminare il problema della ‘exit’ ovvero di dare ai sottoscrittori una prospettiva per poter monetizzare il proprio investimento. Lo sconto unito alla detrazione fiscale (in quanto investimento in startup innovativa) consente di recuperare l’investimento in meno di tre anni indipendentemente dal suo successo.

“Abbiamo impostato tutto principalmente sulle persone che ci conoscono e già apprezzano il nostro lavoro di consulenza – prosegue Bernardi –  abbiamo contattato 380 promotori finanziari e di questi 40 hanno poi investito, con una percentuale di successo che non ci aspettavamo in tutta onestà. Ma 30.000 euro, il 20% della raccolta, sono arrivati da nuovi clienti che non conoscevamo. Stiamo organizzando un incontro con tutti i soci per aggiornarli sui vari progetti che abbiamo in cantiere e spero che alcuni di loro abbiano la reale volontà di aiutarci, sia dal punto di vista delle vendite che dal punto di vista delle idee per lo sviluppo. Puntiamo ad una quotazione al mercato AIM, anche se non lo abbiamo mai dichiarato apertamente. Non volevamo alimentare illusioni ed avvicinare investitori che non comprendano bene cosa che comporta investire in una start-up.”

L’equity crowdfunding è quella che si dice una ‘nuova asset class’, che oggi ha in Italia un suo primo assetto normativo. In dirittura di arrivo la normativa USA e molti paesi Europei tra cui Francia, Spagna stanno lavorando attivamente sul tema. Non solo è una classe di investimento nuova, ma è una tipologia di raccolta completamente diversa dal passato, in grado di sfruttare al massimo le potenzialità di Internet. Non è necessariamente nemmeno troppo assimilabile alla quotazione in borsa, anche se sembra assomigliarci molto a prima vista. La Consob stessa nell’emissione del regolamento in attuazione della legge sulle startup ha segnalato come sia possibile che a seguito delle prime esperienze potranno avvenire delle revisioni. Trovare il giusto bilanciamento tra tutela dei risparmiatori e apertura del mercato.

“Serve snellire il processo di sottoscrizione – spiega Bernardi – ed i vincoli legati alla normativa MiFID. Non intendo che bisogna liberalizzare completamente il processo, ma bisogna guardare oltre la mera tutela degli investitori, perché i veri obiettivi di questa norma sono dare ai giovani la chance di realizzare i propri sogni e far crescere l’economia. A mio parere bisogna arrivare alla transazione immediata tramite carta di credito e la liberalizzazione degli investimenti sotto i 1.000 euro, senza necessità di effettuare il questionario di adeguatezza che la MiFID impone per la raccolta finanziaria. Servirebbe dematerializzare le quote di SRL, per permettere la compravendita senza dover andare ogni volta dal notaio per la cessione, altrimenti una persona che abbia investito ad esempio 200 euro raddoppiato il capitale, in realtà se cede le quote si trova a dover pagare di più di quello che ha guadagnato.

Con l’equity crowdfunding si apre un percorso nuovo di democratizzazione della finanza e nuovi strumenti per gli imprenditori per realizzare i propri sogni. Un futuro denso di opportunità e rischi nel quale sarà fondamentale e necessario intraprendere un percorso di educazione di sottoscrittori e operatori finanziari, che ancora non conoscono questa nuova tipologia di investimenti.

 

 


Concluso l’IWBank Digital Tour: il vincitore è Wolf of Trading

Si è concluso scorsa settimana a Rimini l’IWBank Digital Barcamper Tour, un tour di Barcamper nel campo del fintech, ha vinto Wolf of Trading, startup di crowd trading intelligence presentata recentemente durante il lancio Italiano di  “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese. Seguono al secondo e terzo posto “Scratch & Screen” e “ONB Analytics” specializzate rispettivamente nel settore del Mobile marketing loyalty e del software gestionale per le risorse umane.

La premiazione si è svolta nell’ambito di TechGarage, la tappa conclusiva dell’IW Digital Tour all’ITForum di Rimini, il principale evento dedicato al trading online e al risparmio gestito. Wolf of Trading è una piattaforma ideata da Davide La Spina con l’obiettivo di supportare gli

Dopo il tour di scouting che ha fatto tappa in diverse città d’Italia, i nove team finalisti hanno esposto, in due batterie di pitch da sei minuti, i loro progetti davanti a una platea di esperti e appassionati del settore, ma anche rappresentanti della comunità finanziaria e giornalisti.

 


Raccolta di capitale tramite portali online, il 2014 l’anno della svolta

Le scorse settimane sono state importantissime per l’equity crowdfunding: mentre la Securities and Exchange Commission (SEC) Americana approvava la bozza finale di regolamento, la Consob Italiana autorizzava il primo portale alla raccolta.

E così Starsup potrà sicuramente vantare un primato per il futuro. E’ il primo sito Internet al mondo autorizzato da un’autorità regolamentare a raccogliere capitali online dal pubblico, il primo portale di equity crowdfunding regolamentato su Internet al mondo.

“La nostra iniziativa nasce con l’intento di promuovere uno strumento che riteniamo rechi in sé il seme capace di una rivoluzione nel modo di fare impresa nel nostro paese e che, se sapremo sostenerne un’adeguata affermazione, potrebbe facilitare la ripresa economica e anche assicurare uno sviluppo duraturo” ha dichiarato Matteo Piras, presidente di Startup. “Ci proponiamo di mettere in relazione idee, persone e risorse finanziarie proponendo start-up con progetti coinvolgenti e che trasmettono messaggi innovativi, anche a sfondo sociale.”

La società è stata fondata da tre dottori commercialisti, poco più che quarantenni, con alle spalle circa venti anni di esperienza nel settore societario, finanziario e della consulenza strategica.

Attualmente Starsup sta completando i test sulla procedura d’investimento e compiendo gli ultimi necessari passi giuridici per lanciare le offerte. Il momento esatto del debutto on-line del portale, con l’apertura delle sottoscrizioni, è una decisione strategica verrà presa nelle prossime settimane.

E’ quindi ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per un fenomeno che è destinato a trasformare il campo della finanza. Il crowdfunding è un mondo ormai vasto ed articolato che va dal mondo reward based (Kickstarter, Starteed, Eppela ad esempio in Italia), al no profit (Kiva, Retedeldono), fino al peer-to-peer lending (LendingTree, Prestiamoci).

Ma con l’equity crowdfunding si entra in una fase nuova. Nasce una nuova asset class che dovrà trovare il suo spazio nella catena alimentare della finanza. Sarà una corsa avvincente, con molti ostacoli, ma grandi traguardi da raggiungere.

Secondo un recente report di Internet Crowdfunding Network (ICN) in Italia si contano addirittura 41 piattaforme di crowdfunding in partenza. Le piattaforme attive al 18 ottobre 2013 erano 27, mentre altre 14 sono in fase di lancio.

9 piattaforme equity-based sono in fase di lancio.

Digitalizzazione, social networks, reputation sono destinati ad essere i fattori trainanti di un crescente fenomeno di democratizzazione della finanza. Gli imprenditori potranno mobilitare le proprie reti sociali per raccogliere i capitali necessari a sviluppare la propria azienda in modo più diretto. Ma saranno anche costantemente sotto il vaglio di centinaia, migliaia di microazionisti.

Con il varo della regolamentazione SEC ormai in dirittura d’arrivo, nel 2014 negli USA e in Italia cominceremo a vedere l’effetto che questi nuovi strumenti potranno avere sullo sviluppo e sulla crescita.
Il crowdfunding è infatti uno degli elementi centrali del JOBS Act, il piano di Obama per generare posti di lavoro.

Vogliamo che il mercato si sviluppi pienamente, ma in un contesto di sicurezza per gli investitori” ha giustamente dichiarato la presidente della SEC Mary Jo White. Il crowdfunding apre uno spazio nuovo per il rilancio dell’economia, ma a condizione che il mercato si sviluppi in modo sano e si conquisti sul campo la fiducia dei risparmiatori. Occorrerà informare e ‘formare’ sul rischio di questa particolare asset class.

Gli investitori dovranno fare i conti con la concreta possibilità di mettere i propri soldi su qualcosa che anche nel giro di poco può andare male e letteralmente scomparire, vaporizzando il valore espresso dal mercato e i soldi investiti. L’investor education sarà in effetti un elemento centrale affinché si sviluppi un sano mercato.

Il passaparola sta viaggiando veloce e anche in America latina, Asia, in molti paesi islamici e nel resto d’Europa diversi governi stanno cominciando ad attrezzarsi. E’ presumibile che a breve diverse altre nazioni rilasceranno il proprio quadro regolamentare nei prossimi anni.

Dentro il crowdfunding, come si è già detto, ci sono molte cose ed è un concetto che si presta a molteplici possibilità interpretative. Lo si nota subito nel diverso utilizzo che ne hanno fatto i primi due governi a varare un regolamento.

  USA/SEC Italia/Consob
Raccolta massima 1 milione di dollari 5 milioni di euro
Campo applicazione Qualunque azienda USA Solo startup innovative
Limiti individuali Fino a 5.000$ per redditi sotto i 100k, 10% sopra Esenzione MiFID per investimenti fino a 500 euro per ordine (1000 euro l’anno) per i privati (10k-20k per aziende)
Vincoli per chiudere la raccolta 100% dell’importo sottoscritto 100% di raccolta, di cui almeno 5% da un investitore qualificato

Negli Usa il regolamento è stato concepito come strumento diffuso e su larga scalaper la raccolta di capitali da parte di qualunque impresa Americana. In Italia è stato inserito in un ampio pacchetto normativo dedicato alle startup, aprendo inizialmente il mercato al finanziamento le startup innovative.

E’ una bella sfida, ma in gioco c’è molto: se il crowdfunding funziona può diventare un potente volano dell’economia reale e motore di una profonda trasformazione dell’imprenditorialità.


A day to remember. Equity crowdfunding is regulated in Italy, here is how the market will work

Consob (the Italian SEC) has published today the final regulation to operate an equity crowdfunding portal. From today Italian startups (first in the world) will have a regulated instrument to really enter the market and realize their projects, fundraising online.

In the next months several portals will launch in Italy and they will offert this new opportunity. Startups will be able to post their business plans and accounts online, and that the general public will be able to subscribe a small share of their capital online.

Italy is the first country in the world that has a regulatory framework for equity crowdfunding, after having recognized its transformative impact by inserting it in the Economic development decree, issued by the previous Monti government. I think this is something we as Italians should be proud of.

Today is a day to remember, since from now many things can change in the economic outlook of the Italian economy. Some objected that several countries (Australia, UK, Netherlands for example) have equity crowdfunding without the need of any kind of regulation. True, but having one means that since we now have a stable regulatory framework in this business, a lot of people that would not touch the sector are now able to invest.

Regulation is also essential as a mean to protect investors, and therefore necessary to develop an healthy market.

The regulation provides that authorized operators which will be inserted in a special registry, vigilated by Consob, will be able to offer on their portal equity instruments, issued by innovative startups. Such operators will have the role to ensure that documentation and information provided by the issuers is complete, clear and transparent. Crowdfunding portal operators are not allowed to provide any kind of investment reccomendation to the public and will have to ensure that subscribers have understood what they are buying and the risks connected to it, though an online questionnaire.

Portals will have the role to collect orders and send them through authorized intermediaries, that will have a simplified management, as long as the amounts are below 500 euros on a single order and a total of 1000 euros on an annual basis.

The law provides that besides banks and financial intermediaries a new category of managers will be autorized, provided they have specific experience and professional requirements. The important thing will be that such managers will have to operate exclusively for  single portal.

Startups that will want to issue fundraising campaigns, will have to provide the portal operators will all the relevant information, which will be subject to some rules:

– they will have to provide a clear, complete and transparent set of informations about their company and business plan

– subscribers will have the right to cancel their order until 7 days since the order is transmitted

– subscribers will have the right to sell shares back to the company in case of a ‘change in control’ in the company corporate structure

In order for the campaign to be completed, the startup will have to make sure that at least 5% of their offer is subscribed by a professional investor, according to the law provisions. This is an important matter, where Consob has clarified on a topic that has been largely discussed in the past weeks. Startups will be able to issue an offering freely but only such campaign whereas 5% has been subscribed by professional investors will complete.

Consob will keep monitoring key indexes and kpi of the market in the coming months, in order to potentially fine tune the regulation in the next months.

With such instruments the outlook for startups in our country has radically changed today. We are the only country in Europe to have a law for crowdfunding and the first in the world to have regulated environment, injecting a significant dose of innovation in the ecosystem.

It is the beginning of a process of democratization of finance and the means of production and if Consob will be successful in building a large and healthy market, from today everything has changed for startups in Italy.


Ouishare Festival, the Barcamper arrives in Paris

If in the future factors of production will be accessible to anyone, anywhere. Hardware, software and know-how will be open sourced and constantly grown and adapted by large distributed communities of developers and makers. If all this know-how will be shared online. If finance will be democratized through crowdfunding and peer to peer lending.

How much faster would innovation go? How more efficient would it be? How much more sustainable?

It would certainly be a different kind of society. Ouishare Festival in Paris is about the collaborative economy.

The Barcamper went to take a look at what’s going on at the Fest. It’s going to be the last stop in France and then we’ll start heading north.


Regolamentazione dell’equity crowdfunding in arrivo a breve

Oggi ho partecipato ad un seminario di approfondimento dedicato al crowdfunding tenuto dallo studio legale Hogan Lovells, nell’ambito delle ECM breakfast (ECM = equity capital markets) coordinate da Roberto Culicchi, partner dello studio e veterano degli equity capital markets in Italia. Il panel era moderato da Pamela Barbaglia, giornalista del Financial Times Group.

All’incontro hanno partecipato una quarantina di fondi, SIM, banker e avvocati.

E’ emerso che a breve (si parla di subito dopo Pasqua) Consob rilascerà la regolamentazione che era prevista in base alla legge per la scorsa settimana. Se così fosse si tratterebbe di tempi assolutamente record, considerando che la SEC sta lavorando da oltre un anno su questo tema (a onor del vero, su una scala che non ha nulla di comparabile rispetto alla normativa Italiana, in quanto il crowdfunding in America sarà uno strumento a disposizione di qualunque azienda US) e si prevede il rilascio della normativa USA per fine 2013.

E’ stato molto interessante poter raccontare del mondo delle startup e del crowdfunding ad una platea di investitori qualificati e si percepiva il loro interesse a capire di più di questo settore (l’incontro ha sforato di un’ora i tempi previsti e si è deciso di farne un’altro a regolamentazione emessa).

Basterebbe riuscire a muovere qualche frazione di punto percentuale degli asset gestiti da questi interlocutori per finanziare migliaia di startup ad alto impatto e far partire una rivoluzione imprenditoriale in Italia…


Jason Best @TedxSanMigueldeAllende

How can we grow the global economy with crowdfunding? Here is how.


Italy coming out first on equity crowdfunding? It could be done! Eventually…

I had the opportunity to partecipate today in Rome to the first open hearing, held by Consob (the Italian SEC) on equity crowdfunding.

The conversion into law of Decreto Crescita, has delegated  Consob to issue the regulatory framework on equity crowdfunding in Italy, with a very aggressive schedule, that would ask for completion of the work by March. Timing that, if met, would put Italy in the position of being the first nation in the world to have specific regulation, as I understand it.

In fact, while equity crowdfunding has existed for years in several countries among which UK and The Netherlands, it is not currently regulated, yet. In Australia, now crowdfunding has been successfully going on for seven years now, unregulated.

It  was a very good meeting, and  I found a sympathetic and open regulator, sincerely interested in understanding the phenomenon and listen to the voice of the industry. There were a couple hundred people and Alessandro Fusacchia, from the Ministry of Economic Development has stressed the importance of this specific regulation. Cornerstone of the startup legislation initiative launched by the Monti’s government.

The regulatory framework is key in-fact, because here ‘devil is in the details’. Initial success or failure of equity crowdfunding in Italy will largely depend on regulation being issued by Consob. It will determine the boundaries that would allow growth of an healthy, competitive and favorable environment for investors. But on the other hand must define an operational context that would make attractive this new asset class. That would drive capital into the Italian startup and venture ecosystem.

When launching the regulation, Consob, shall take into account the balance and trade-off between investor protection and market development. It will need to identify streamlined procedures and containing the costs and fees associated with crowdfunding. It will need to define the level of disclosureprovided by the issuer, rebalancing information asymmetries and dividing risks and responsibilities among the various actors involved in a crowdfunding campaign.

But the big challenge is that the topic is relatively new and requires a deep understanding of the digital age, its customs and related technologies. Because only thanks to the Internet and social networking the entire system can run efficiently, in an orderly, sustainable and scalable way.

It should be noted that legalization on crowdfunding is at the heart of Obama’s JOBS Act, a major piece of legislation geared to economic development and job creation in America. The United States – unlike Italy – have embraced equity crowdfunding in large scale, and this year it will be accessible to any company (start-ups and SMEs). It’s will likely find the next Google, but also fund the local dry cleaner. Not only SEC will launch equity crowdfunding (Kickstarter style), but also will allow what it’s called ‘public PPM’, that will fundamentally enable to post a PPM online. And is raising the current cap on the so called ‘Reg A’, raising it to 50 million dollars. Fred Wilson, said “if Americans take 1% of the $300 Trillion they have in savings it would create a $300 billion dollar market.”  In a recent study by Professor Steven Stralser the Thunderbird School of Global Management has estimated that over the next five years approximately 500,000 companies will be financed through crowd-funding in America.

One key element to understand is that crowdfunding works as it leverages the power of social media to ensure transparency and social control, the use of so-called “crowd intelligence”. To understand what I mean, just look at the experience of sites like Kickstarter (over 300 million raised last year and no fraud), or the decade-long experience of ecommerce platforms such as eBay or Amazon. The combination of feedback mechanisms and ratings  coupled with pervasiveness of social media is the most powerful tool for social control that enables crowdfunding to operate as efficiently in providing investor information and protection.

It should be noted that current crowdfunding campaigns are mainly subscribed within entrepreneurs social networks. Subscribers are in larger part among friends, colleagues, customers, suppliers and acquaintances of the issuers. All connected with their social networks on Facebook, Google, Twitter, Linkedin. It has been discussed in the US (the proposal is not passed) a possible rule that whereas a minimum proportion (eg 20%) of your contacts on social networks does not subscribe the offer, it will not pass and the campaign would be off.

Also regarding documentation and due diligence required to portals Consob will need to find the right balances and take full advantage of digital and multimedia for access to documentation, ensuring transparency and efficiency to the market.

On Kickstarter entrepreneurs put their own face on their project, on video, in addition to standard documentation such as a business plan. Nothing prevents the regulator / market to make full use of graphics, video, interactivity, multi-channel, graphics, infographics, social networks, crowd intelligence services of third parties for marketing, legal, investor relations, accounting and even reporting and certification to solve problems in regulating and protecting all actors involved.

I had the opportunity to express my considerations to Consob today and these are some of the things I feel are important to the success of crowdfunding here:

– First the rule ‘all or nothing’ that allows only offers fully funded through. The campaign ends only when the entire amount (or more) offered is subscribed. If the amount is not reached, the campaign fails. This rule allows a significant risk reduction of potential fraud.

– Offers may be made only on platforms authorized and under the supervision of Consob.

– The funds are only paid at the time of the offering period and during the campaign investors can cancel commitments.

– The use of escrow mechanisms provided by third parties with respect to collection platforms for the management of campaign funds, could provide assurance to all parties involved in the transaction.

– Entrepreneurs who wish to raise capital are subject to specific restrictions with respect to what they can communicate to the public. (For example, they cannot mention terms of the offer in the marketing campaign).

– There are specific rules requiring the portal to ensure that a prospective investor goes through essential elements of the offer. Portals must ensure that potential investors go through online video investor education material.

– Even portals have specific restrictions on marketing activities that can be carried out. For example they can only promote the general business of the portal but not specific offers or issuings. Entrepreneurs, platforms or third parties are not allowed to pay fees to bring subscribers to investors for registering to the platform.

– Potential investors will have to register to the platform,  in order to have full access to information. Portals will have to ensure that investors go through video education material and answer quizzes with specific questions to guarantee full understanding.

– The United States has placed a cap on the amount that each individual investor may invest as a percentage of their annual income.

– The issuer must pass through a legal check that includes founders and directors.

– All data should be made public on the website at least three weeks in advance of issue.

– Portals must provide mechanisms for the prevention and detection of fraud and all portals must be connected to a system of ‘portal check’ managed centrally.

– On the issue of ‘due diligence’ by portals in the United States, there will be  extensive use of third-party information. It’s clear that in order for the system to grow significantly steps must be taken to ensure an appropriate balance between minimum due diligence required,  potential liabilities and the protection of investors.

– The portals will be largely selective in the curation of companies to crowdfund, and this should not be considered as advice on investment.

– Large use of self-certification and in order to establish the compliance of investors.

– It must be possible for entrepreneurs to make follow-on investments through various campaigns.

In addition to these  issues, there are to Italian specific big problems that Consob will have to address.

The current law provides that only so called ‘innovative startups’ that have raised capital from a professional investor such as a VC. Such startups are defined by law and among definitions must be companies that do not distribute profits. On the other hand no provision has been made in the law for secondary markets or liquidity of the asset class. The holding period has been set extremely long (two years, quite long in high tech in my humble opinion).

The combination of these factors make it practically crowdfunding totally unattractive for investors.

Why would anybody put money in a risky investment such as an early stage startup, that cannot distribute profits and there is no way to sell shares. With a two year lock up. It’s absolutely key that Italian regulation allows for developing an healthy secondary market, providing for standardization and interoperability of data in order to make it competitive and widespread.

On the other hand Italian legislation (unlike the U.S.) requires that the collection and transmission of orders should by done by a bank or authorized financial institution. It would seem quite natural to allow trading of crowdfunded shares on online trading plaforms.

There is a second important point that I fell should be considered and that SEC is apparently choosing not to regulate. How do you manage the shareholder meeting in a small company, that could have hundreds if not thousands of micro-shareholders? The issue could be addressed in three ways in my view:

– Through some sort of mandatory proxy to a common representative of the crowdfund shares

– Through the creation of specific classes of shares / units (crowdfund shares) with specific rights and limitations;

– By limitations on voting rights.

I think that expecially in the case of startup, crowdfund shares should have some rights/obligations attached. Some sort of liquidation preference on other classes, particularly towards founders. Some kind of tag along rights, particularly connected to founders selling majority stakes.

Every innovation requires creativity, courage and dedication. But if you these ingredients are there and the business idea is distruptive and scalable enough. A bit of luch and major things can happen. This is stuff that could revive the Italian economy. There are arond 25.000 young wannabe entrepreneurs in Italy today. With some help they could build a new Mediterranean kind of Silicon Valley.


La Consob lancia una consultazione aperta per il crowdfunding

La Consob  ha pubblicato sul proprio sito un questionario per raccogliere informazioni relativamente alla raccolta di capitali di rischio via Internet (crowdfunding) ed effettuare uno studio approfondito sul fenomeno in tempi rapidi. Si terrà sull’argomento un open hearing il 1° Febbraio a Roma.

Si ricorda che il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (c.d. decreto “crescita-bis”) ha apportato, tra l’altro, alcune modifiche al Testo unico della finanza per consentire alle imprese start-up innovative la raccolta di capitali di rischio attraverso portali on-line (“equity crowdfunding”). La Consob dovrà dettare le disposizioni per:

– la gestione dei portali di crowdfunding

– le offerte per la raccolta di capitali tramite i portali (articolo 100-ter del TUF)

La consultazione aperta a chiunque interessato al tema si concluderà l’8 Febbraio ed entro la fine del mese verrà reso disponibile una bozza di regolamento.