Last night a Gdrive saved my life

Ieri Google Drive mi ha salvato la vita. In queste settimane sto editando un documento via cloud con la mia fidanzata e a causa di una mia distrazione ho praticamente cancellato il lavoro di settimane, rendendomi conto solo dopo che quella disponibile online era l’unica versione del documento. Sono stato prontamente minacciato di gravissime ripercussioni dalla mia compagna, che giustamente ha minacciato di eliminarmi dalla faccia della terra se non avessi trovato un qualche hacker che nel giro di poche ore fosse riuscito a ripristinare il documento perduto.

Magicamente ho scoperto però che Google Drive ha una splendida funzionalità: File > Cronologia delle revisioni, che ti consente di recuperare uno qualunque degli edit effettuati in passato su quel documento! Salvandomi le chiappe seduta stante e facendomi fare la figura dell’esperto informatico (cosa che in effetti non sono).

Grazie Google! Questa è dedicata a te.

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100+ indirizzi per chi fa startup in Italia

Uno dei post più letti dello scorso anno è stato quello contente la mappa della Rainforest Italiana, l’ecosistema dell’innovazione. Ho pensato fosse un buon modo per iniziare l’anno, quello di aggiornarlo, ad uso e consumo delle migliaia di startup che sono in giro oggi. Oggi c’è anche una legge che apre nuove prospettive. Buon 2013.

Hangouts online ed eventi

Italian Startup Scene. Quasi 10.000 membri su Facebook. Gruppo di ritrovo degli startupper italiani fondato da Stefano Bernardi. Imprenditori, investitori, bloggers, sviluppatori e chiunque abbia un interesse per startups e venture capital. Ricco di suggerimenti, discussioni, supporto anche tecnico.

Codemotion. L’evento geek per definizione in Italia, sta cominciando ad avere risonanza attrattiva internazionale. Un progetto di successo nato dentro l’Università Roma3, probabilmente il miglior evento in Italia dedicato alla tecnologia software e web.

Frontiers of Interaction. Evento cult per i temi di interaction design, robotica, UX e tante altre cose.

Indigeni Digitali. Associazione fondata da Fabio Lalli. Con oltre 5.000 membri, molto attivi su Facebook, organizza anche un sacco di ‘cocktail’ ed eventi sul campo. È un gruppo di persone motivate a perseguire la diffusione della cultura digitale e la creazione di un network che supporti lo sviluppo di un’ economia e di una cultura dell’innovazione in Italia

Startup Business, di Emil Abirascid. Il network di Startupbusiness è una piattaforma che ha l’obiettivo di mettere in rete startup e spin-off, investitori, imprese, istituzioni, centri di ricerca, università, acceleratori d’impresa, incubatori, parchi scientifici e tecnologici, ricercatori, inventori, innovatori.

Startup Weekend, sono diversi gli eventi organizzati in modo più o meno regolare in Italia a Catania, Bari, Napoli, Milano, Torino, Brescia, Verona, Trento.

Topix. Con il suo development program, diretto da Leonardo Camiciotti, si propone di supportare a livello infrastrutturale (banda, server, hosting, housing) la fase di avvio e di sperimentazione di tecnologie, servizi, modelli operativi e di business che usano Internet a banda larga come strumento principale.

TedX (Lecce, Firenze, Como, Reggio Emilia, Venezia), in giro per l’Italia si sviluppano gli affiliati di Ted.com che tengono regolarmente degli eventi.

HackItaly, hackatons organizzati da Max Ciociola.

<NEW> European Maker Faire. Rome Edition. Evento di riferimento mondiale per i Makers, lanciato in Italia da Massimo Banzi e Riccardo Luna. Il più grande showcase ed evento dedicato al mondo di chi fa “things”. Supportato da Asset Camera e Camera di Commercio di Roma nell’ambito delle iniziative di World Wide Rome.

<NEW> Spaghetti Open Data. Una serie di eventi sul tema degli open data.

<NEW> Startuppami. Evento periodico milanese, rigorosamente riservato a startuppari per conoscersi, discutere, provare i propri pitch davanti a una platea selezionata e porre le basi per il proprio successo.

Co-working, Fablabs, Makerspace, social incubators

The Hub (Milano, Bari, Siracusa), luoghi di coworking e creatività. Bellissimi spazi fisici dove imprenditori, creativi e professionisti possono accedere a risorse, lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, avere idee innovative, sviluppare relazioni utili e individuare opportunità di mercato. Spazi, community, risorse, eventi.

<NEW> Officine Arduino (Fablab Torino). Fondate da Massimo Banzi, le Officine sono il Fablab che nasce intorno all’ufficio R&D di Arduino, a Torino. Nasce con lo scopo di portare la digital fabrication e la cultura open source in un nuogo fisico. A disposizione strumenti, macchine, persone per chi vuole entrare nel mondo della personal fabrication.

<NEW> Talent Garden (Bergamo, Brescia, Torino, Milano, Padova) è network di Campus locali aperti 24 ore al giorno che possono ospitare fino a 445 talenti in tutta Italia. Le sedi vogliono ricreare un giardino immaginario dove, tra mobili ecocompatibili e scrivanie in cartone si trovano chaise-longues, mega schermi con Xbox e anche il biliardino per una partita di calcio balilla.

<NEW> Make a Cube, incubatore focalizzato sull’innovazione sociale ed ambientale basato a Milano guidato da Matteo Bartolomeo.

Una lista molto ampia di spazi di coworking in Italia è disponibile sul sito di Cowo.

Community leaders

FunkyProfessor. Aka Marco Zamperini. L’uomo più prestigioso dell’industry high-tech in Italia.

Stefano Quintarelli, tessuto connettivo di chi vuole promuovere innovazione e tecnologia in Italia, con iniziative come Agenda Digitale ed Equiliber.

Roberto Bonzio, fondatore di Italiani di Frontiera, di Roberto Bonzio. Roberto ex-giornalista Reuters va in giro per il mondo a scovare e raccontare le eccellenze Italiane nel campo dell’innovazione ed è un grande ispiratore con i suoi talk espliciti e motivanti.

<NEW ENTRY!> Vito Lomele, fondatore di Jobrapido. Da non perdere i suoi talk sul tema delle startup.

Media

Wired Italian Valley. La versione Italiana della mitica rivista Americana.

CheFuturo! La pubblicazione di Riccardo Luna, su cui mi pregio tra gli altri di scrivere.

Wikli. Startup, acquisizione e venture capital, via email le ultime news, da Marco Magnocavallo.

Innov’azione. Rivista trimestrale edita da Emil Abirascid.

<NEW> StartupItalia, è una nuova testata interamente dedicata all’ecosistema delle startup, del venture e dell’innovazione in Italia, diretta da Riccardo Luna.

Business Plan competition, startup events

StartCup. Ce ne sono una ventina in diverse regioni Italiane ed alcune nazionali come quella organizzata dal CNR. Le StartCup sono focalizzate sugli spin-off accademici. Milano e Lombardia, Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta, Puglia, StartCup CNR, Calabria, CataniaVeneto, Spinner-Emilia Romagna, Sardegna, Campania). In genere le varie StartCup si tengono tra la primavera e l’autunno, ognuna ed indipendente, si organizza e struttura autonomamente.

Premio nazionale dell’Innovazione. Raccoglie il meglio delle StartCup in un premio nazionale. E’ un’associazione che si occupa di politiche di trasferimento tecnologico attraverso la creazione di imprese innovative dal mondo della ricerca accademica.

Innovaction Lab. Fondata a Roma da Augusto Coppola, Paolo Merialdo e Alberto Pratesi. Oggi operativa in diverse regioni oltre al Lazio, in Puglia e Trentino. ambisce ad insegnare principalmente a chi è nel mondo universitario quali siano gli elementi che devono essere considerati per comprendere il potenziale di mercato di un progetto innovativo e come presentare tale progetto in modo efficace ad investitori e fondi di venture capital.

Bollenti Spiriti, progetto della Regione Puglia sull’imprenditorialità giovanile. Guidato da Annibale D’Elia. Tra le varie iniziative Principi Attivi, finanzia anche progetti di startup. Principi Attivi infatti è volta a favorire la partecipazione dei giovani pugliesi alla vita attiva e allo sviluppo del territorio attraverso il finanziamento di progetti ideati e realizzati dai giovani stessi.

Premio Gaetano Marzotto. Ben 450 mila euro di montepremi per gli imprenditori del futuro assegnati da una giuria internazionale. L’Associazione Progetto Marzotto cerca gli imprenditori di domani che siano in grado di far convivere impresa, società e cultura.

IntesaSanpaolo Startup Initiative. Una business plan competition e iniziativa di mentorship gestita da Livio Scalvini e Roberta Profeta. Startup Initiative è un insieme di iniziative focalizzate sulle startup in cerca di concrete opportunità: attraverso un processo di selezione e formazione, le migliori startup vengono presentate in degli incontri chiamati Arena Meetings, presso i quali posso presentare ad investitori Italiani, internazionali ed aziendali.

Il Talento delle Idee, organizzato da Unicredit, si pone l’obiettivo di individuare, premiare e sostenere i giovani imprenditori in grado di produrre idee innovative.

Microsoft Bizpark. Programma di Microsoft che seleziona startup promettenti offrendo servizi ICT e di cloud computing gratuitamente. Gestito da Mario Fontana.

Programma Ego di Ericsson Italia e Fondazione Lars Magnus Ericsson. Si tratta di un programma di incubazione (presso campus Ericsson a Roma) a cui si accede tramite business idea/plan competition.

Wind Business Factor. Business plan competition e piattaforma online di formazione rivolta alle startup digitali, organizzata da Wind con Andrea Genovese. Dentro a WBF ci sono più di 200 video tutorial esclusivi e gratuiti.

<NEW> Vodafone Xone. Xone intende portare sul mercato idee e progetti provenienti da startup proposte dai propri partner, o da iniziative interne, con l’obiettivo di costruire e far provare nuovi servizi ai clienti Vodafone.

Fulbright Best. Borse di studio e mentorship per i migliori talenti nell’Università e nella ricerca accademica. Nato per iniziativa dell’Ambasciata Americana in Italia è un programma di sostegno a giovani imprenditori promettenti per imparare i principi dell’imprenditorialità, è inoltre un’opportunità per fare conoscere in Italia un modello efficace di collaborazione tra università, imprese e capitali di rischio.

Mind The Bridge. Associazione no-profit tra Silicon Valley e Italia fondata da Marco Marinucci. Lo scopo dell’associazione è di supportare l’ecosistema dell’innovazione Italiana, creando un ponte e mettendo in contatto startup locali con la Silicon Valley.

Techgarage. La missione di Associazione TechGarage è l’animazione dell’High-Tech Entrepreneurship in Italia, presieduta da Michele Costabile. Organizza in tutta Italia degli eventi ‘demo day’ (i Techgarage appunto) dedicati a nuove startup in cerca di finanziatori e le mette in contatto con il mondo Italiano del venture capital, le istituzioni locali, i media ed altri giovani interessati al mondo delle startup Italiane.

ItaliaCamp. Associazione che promuove e sostiene l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove risposte a domande reali, lavorando per colmare la distanza tra la nascita di un’idea e la sua realizzazione.

<NEW> Prendi parte al Cambiamento. Una business plan competition con in palio 100.000 euro sponsorizzata da Ing Direct.

<NEW> Techpeaks. Organizzato da Trento Rise, Trentino Sviluppo e fondazione HREF è un programma di accelerazione ispirato a Startup Chile.

Incubatori/accelerators

I3P presso il Politecnico di Torino. Uno dei più grandi e meglio funzionanti incubatori accademici. Guidato dal Prof. Cantamessa. I3P è il principale incubatore universitario italiano e uno dei maggiori a livello europeo. Favorisce la nascita di nuove imprese science-based con validata potenzialità di crescita, fondate sia da ricercatori universitari sia da imprenditori esterni, fornendo loro spazi attrezzati, servizi di consulenza e professionali per avviare la propria attività imprenditoriale e una network di imprenditori, manager e investitori.

Area Science Park. Il Consorzio per l’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste, che gestisce e promuove il Parco, Ente Pubblico Nazionale di Ricerca, è un punto di riferimento in Italia per il trasferimento tecnologico. Parco industriale e incubatore sono all’interno dell’area scientifica e di ricerca nata intorno al sincrotrone. Presieduto da Adriano De Maio.

TechNest, presso l’Università della Calabria, l’ottimo incubatore gestito dal Prof. Barberi. TechNest, con una superficie di 2.000 m2, 20 locali attrezzati, 6 uffici amministrativi e 1 sala multimediale, ospita fino a 20 imprese hi-tech in start-up alle quali mette a disposizione una serie di servizi per supportare e accompagnare le imprese durante i primi anni attività

Polo Tecnologico di Navacchio. Un’ottima struttura, che ha originato già alcuni casi di successo, fondata da Alessandro Giari. Il Polo Tecnologico ha lo scopo di creare i presupposti per la crescita di competitività sul mercato delle piccole e medie imprese attraverso l’integrazione tra le esigenze innovative delle stesse e l’offerta di conoscenze tecnologiche provenienti dai centri di eccellenza e dal sistema della ricerca.

Consorzio Arca. Incubatore presso l’Università di Palermo. Il Consorzio si propone, attraverso l’integrazione delle competenze e delle professionalità dei propri soci, di promuovere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali di spin-off accademico a partire dai risultati conseguiti dai centri di ricerca operanti in sicilia e di favorire l’innovazione ed il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo e la società siciliana.

Acceleratore d’impresa del Politecnico di Milano. L’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, è l’incubatore di start-up tecnologiche dell’Ateneo che sostiene lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa e offre alle start-up le infrastrutture e i servizi necessari alla loro crescita.

Toscana Life Science. La Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) è un ente no-profit che opera dal 2005 nel panorama regionale con l’obiettivo di supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e, in particolare, per sostenere lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all’applicazione industriale.

Technopolis. Incubatore che ha lo scopo di sostenere, rafforzare e promuovere il ruolo del Parco Scientifico e Tecnologico come polo attrattivo per le organizzazioni produttive e le iniziative imprenditoriali basate sui risultati della ricerca (spin off) generati nell’Università di Bari.

M31. Incubatore tra Padova e la Silicon Valley, focalizzato sulla commercializzazione di innovazione e ricerca nato in ambito universitario, fondata da Ruggero Frezza e Aldo Cocchiglia.

Tecnopolo, l’incubatore e parco tecnologico di Asset Camera (Camera di Commercio di Roma) con due sedi: Tiburtino e Castel Romano. Ha sviluppato ed ospita l’acceleratore Startup Roma.

Parco Tecnologico Padano, (Pavia) con il suo incubatore Alimenta focalizzato in innovazione per l’agroalimentare e la salute.

<NEW> B!Cube. Incubatore per startup di Area e Basilicata Innovazione.

<NEW> iStarter, fondato a Torino da un gruppo di manager e imprenditori si propone di supportare 15 progetti di startup l’anno.

Incubatore Napoli Est. Incubatore del Comune di Napoli, ha ideato, lanciato e sviluppato il programma di accelerazione e incubazione Vulcanicamente.

NIDI Tecnofrontiere. Incubatore di Basilicata Innovazione e Camera di Commercio di Potenza.

Working Capital, ideato e guidato da Salvo Mizzi. Working Capital di Telecom Italia è un acceleratore di impresa che investe nelle migliori startup italiane del settore digital, aiutandole a fare il grande passo dall’incubazione al mercato. favorisce la creazione di partnership e network utili allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle start up, in primo luogo attraverso la collaborazione con il Kauffman Fellow Program. Ha erogato finora 59 grant di ricerca, 36 progetti in preincubazione e 13 startup tra cui: MyoTV, Oilproject, Jooink, Smappo, Frinzer, C6.TV, Pazienti.org, Liber Liber, Cineama, Meetecho.

<NEW> Startup Roma, il programma di accelerazione organizzato dal Tecnopolo Tiburtino.

<NEW> Barcamper è il programma di accelerazione di dpixel in collaborazione con l’Associazione Techgarage, fa scouting sul territorio ed insieme ad istituzioni locali e nazionali organizza attività di mentorship per startup introducendo le migliori al panorama degli investitori Italiani.

<NEW> Biella Città Digitali. Programma di accelerazione e business plan competition organizzato da Banca Sella e Lanificio Successori Reda di Vallemosso.

Investitori di seed capital (<1m euro)

The Net Value. Incubatore di startup Internet fondato a Cagliari da un veterano di Internet in Italia, Mario Mariani. The Net Value fornisce supporto strategico e gestionale ad aziende di ogni dimensione che vogliono sviluppare progetti nel digitale, con un focus specifico sulle startup.

Investimenti nel campo Internet e mobile: Paperlit, Onegratis, aJobforYou, Appsbuilder, Ketogo, Plugg, Moneyfarm, Iulive.net, Sounday, DAO News, Sitofono, What’s More Alive Than You.

H-Farm. La fattoria delle startup fondata da Riccardo Donadon a Treviso. H-Farm è un venture incubator con la missione di accelerare lo sviluppo di startup Internet attraverso una combinazione di seed capital e servizi di incubazione.

Investimenti nel campo Internet e mobile: Uannabe, H-Humus, H-art, wifi.com, Wishpot, Bigrock, Domainsincome.com, H-Care, NEW, Thounds, Shado, Slicon, Zoopa, Logpro, Brand Potion, Takeacoder, Splitgigs, Showme, 1ring, Getbazza, Reeplay, Jobslot, Stylejam, Gowar, Tiltap, Corso12, Responsa, Grow Planet, Misiedo, Garage, Desall, Henable, Fungo Studios.

dpixel, fondata da Franco Gonella, Antonio Concolino e me (Gianluca Dettori). Investiamo per far partire nuove startup nel settore Internet. Siamo focalizzati nel cercare, supportare e far crescere talenti imprenditoriali con la motivazione, le capacità e le idee per costruire aziende significative in mercati digitali ad alta crescita. Crediamo che le nostre expertise e le nostre reti, aggiungano alle startup un valore anche superiore al capitale apportato.

Portfolio: Cortilia, Eco4Cloud, Ciceroos, Mangatar, Sardex, Viamente, Iubenda, Ibrii, Crowdengineering, SmartRM, Vivaticket, Seolab, Kiver, Sounday, Glomera.

Italian Angels for Growth. L’angel network gestito Lorenzo Franchini, Marco Villa e Francesco Marini Chiarelli. IAG ha lo scopo di finanziare progetti industriali in fase early stage che presentino un alto contenuto di innovazione e potenziale di successo, tale da rendere ipotizzabile in circa 5 anni una exit redditizia per gli Angels. Il campo di investimento è abbastanza ampio, così come la rete di angel investor:

Internet/ICT: Stereomood, Nomesia, Spreaker, Trumedia, S5Tech, Senseor, Passpack.

Lifescience: Margherita, Sedicidodici, WINMed, Quotient Diagnostics, Biogenera

Cleantech: On-Sun Systems, Ohikia,

Altro: Agroils, Eugea, Nomesia,

Annapurna Ventures, fondata da Massimiliano Magrini. La missione di Annapurna Ventures è di identificare e supportare innovazione disruptive nell’industria dei media digitali, creando grandi aziende con un processo proattivo di investimento.

Investe in campo Internet e mobile, ecco il portfolio: PharmaWizard, Paperlit, Money360, Appsbuilder, Moneyfarm, Plugg.

Enlabs, un è un incubatore e acceleratore di impresa che offre anche spazi di coworking, basato a Roma, fondato da Luigi Capello. Investimenti: Canvace, CoContest, GeomFree, Mindigno, Interactive project, Nextyler, Urlist, Soundreef, Risparmio Super, S5Tech, Trumedia, Ohikia, Qurami.

Digital Magics, incubatore e investitore early stage basato a Milano e Salerno, fondato da Enrico Gasperini.

Portfolio: Plannify, Young, Skillme, 56cube, Growish, Telecom Design, Sinapsi, Easy Baby, Jumpin, Wazzap, LX, Adpersonam, 4W, Singring, Bibop, Good Games, Realize, Parole di Cotone, Mobnotes, Digital Bees, Sportextension, TheBlogTV, Sodo, Brainspark, Il Cannocchiale.

Boox, incubatore di Milano fondato da Andrea Di Camillo e Marco Magnocavallo.

Portfolio nel campo Internet/ICT: Ofootball, Fubles, Viamente, Cortilia, Trigger.io, Mumumio, Iubenda, Pusher, StartupDigest.

Club degli Investitori. Un Gruppo di Imprenditori Piemontesi ha deciso di investire in società anche di nuova o recente costituzione, aventi consistente contenuto innovativo ed elevato potenziale di crescita. Guidato da Giancarlo Rocchietti, investe anche in campo industriale ed in Piemonte. Investimenti: ArenaWays, Eatinerari, Authix, Caspertech, Lachesi, Microcinema, Microwine, Nicanti, Salus Futura, SkuolaNet, VASS Technologies,

<NEW> Nana Bianca, incubatore fondato dai fondatori di Dada Paolo Barberis, con lo scopo di attrarre giovani società in cerca di un luogo in cui mettere alla prova i propri prodotti. Startup che gravitano intorno a Nana Bianca: Viralize (digital media), Buru-Buru (ecommerce), FreeApp (mobile), Chatme (mobile), Garage (mobile), JotURL (web), MusiXmatch (digital media), ofootball (games), Timbuktu (mobile), Wigstore (things)

Siamosoci, piattaforma di crowdfunding fondata da Dario Giudici. Ad oggi sulla piattaforma 910 startup, di cui 103 nell’area di funding.

Early stage venture capital (1m+ euro)

Principia. Principia SGR gestisce due fondi, Principia I e Principia II che investono prevalentemente in mobile, Internet, digital media, tecnologie digitali, social e per la mobilità.

Principia I: Banzai (digital media), EOS (biotech), GreenFluff (cleatech), Keesquare (ICT), Liquida (digital media), Pharmeste (biotech)

Principia II: Crowdengineering, CityNews, Docebo, Neodata, 6Sicuro, X2TV, Applix, Vivocha, 4W, Moneyfarm.

Innogest. Fondo di 80 milioni di euro, gestito da Claudio Giuliano e Marco Pinciroli. Attualmente ha completato la fase di investimento (investment period). Gli investimenti sono: Internet/ICT: Cascaad, TheBlogTV, HT, Mobango, Intelligence Focus, Singular ID, Authix, Noodls, BeeTV, Stereomood. Lifescience: Silicon Biosystems, TwoF DNA Microarrays, AdriaCell, Igea, Erydel.

360 Capital Partners. Storica firm Franco-Italiana fondata da Fausto Boni, Diana Saraceni, Francois Tison ed Emanuele Levi. Oltre 100 milioni di euro, early stage, generalista.

Investimenti in Francia, Italia e altre nazioni, ICT, medicale e cleantech: Aramis, bmeye, E-blink, Electro Power Systems, Iminent, Invendo Medical, Jettable, Ieetchi, Mutuionline, Newlisi, NSE Industry, SoJeans, Videoforever, Yellowcorner.
Aladin Venture/Friulia. Fondo di trasferimento tecnologico gestito da Roberto Della Marina. Lifescience e biotech. Investimenti: Sprin Technologies, Surgica Robotica, Vivabiocell, AdriaCell, G&Life.

Vertis. Basata a Napoli, 25 milioni di euro, guidata da Amedeo Giurazza.

Internet/ICT: Cogisen, Appsbuilder, LinkPass, Karalit, Vivocha, +Plugg, Blooming, Promoqui, AutoXY, Money360, Mosaicoon, Personal Factory. Lifescience: Biouniversa, Glomeria Therapeutics.

TT Venture. Fondo basato a Milano, 65 milioni di euro, guidato da Mauro Odorico e Nicola Redi, specializzati in ‘hard science spinoffs’

Lifescience: Bluegreen Biotech, Bionsil, Glomeria Therapeutics, Bionsil, Biouniversa.

Altri settori: Personal Factory, Direct Plus, D-Orbit, IPAD Lab, M31,

Finlombarda – Fondo di venture (investimenti diretti) e fondo di fondi (vedi sotto) della Regione Lombardia.

Portfolio di investimenti diretti: BioXell, Dialectica, TOP. ICT, HT, Microcinema. Altro: Nomos.

Atlante Ventures. Il fondo di venture capital di Banca Intesa di 50 milioni di euro (25 al Nord e 25 al Sud Italia), gestito da Davide Turco e Aurelio Mezzotero.

Atlante Nord: YogiTech, Tethis, Silicon Biosystems, Igea.

Atlante Sud, gestita dall’ottimo Giovanni De Caro: Mosaicoon, Icoolhunt, Remocean, SpinVector, Pantea, Samares, Admantix.

Atlante Seed: H-Farm

iDooo. Holding di investimento fondata da Alessandro Vannucci. Investimenti: Pixope, Kiver, ModoModo, Innogest.

Lifescience Capital, gestita da William Cavendish. Investimenti specializzati nel campo lifescience: AAA, Im3D, Cerma, Li-Tech, Abiel, Echolight.

ZernikeMeta Ventures, gestita da Luigi Amati. Gestisce 4 fondi: Ingenium Emilia, Ingenium Sardegna, Ingenium Catania, Ingenium Slovenia

Investimenti: Pharmeste, RisparmioSuper, Biogenera, Paperlit, S5Tech.

Eporgen. Fondo di venture specializzato in biotech e seed capital nel campo delle scienze della vita. Investimenti: Apavadis, Bionucleon, Genovax, Glyconova, Rotalactis, Spider biotech, Target heart biotech, Biopaint, Narvalus, NoToFarm, Smile biotech.

Connect Ventures, fondato da Pietro Bezza, basato a Londra investe in tutta Europa early stage Internet e mobile. Investimenti: Urlist, Citymapper, Ondango, Secretsales, Teleportd, SpaceApe.

Fondazione Filarete. Incubatore specializzato nelle scienze della vita e centro di eccellenza nel campo delle biotecnologie.

Startup e spinoff supportati: Vetogene, Neuro-Zone, Kos Genetic, Newlisi, Wise, Arisla, AISLA, Fondazione Serena Onlus, Famiglie SMA, ISC, Helab.

Venture capitalist esteri con un team operativo in Italia

Doughty Hanson. Fondo tecnologico early stage basato a Londra, il partner Ivan Farneti, segue con attenzione le startup Italiane. Investimenti Italiani: Mobango.

TLCom. Basato a Londra, gestito da Maurizio Caio e Mauro Pretolani. Investimenti Italiani: Media Lario, Netscalibur, TheblogTV ,

Balderton Capital, guidato da Roberto Bonazinga. Da anni segue con attenzione il mercato Italiano.

Earlybird. Fondo tecnologico Tedesco, ha un team dedicato sul mercato Italiano guidato da Michele Novelli e Barbara Poggiali.

Sofimac. Fondo Francese specializzato in scienze della vita. Il partner Mario Caria segue il mercato Italiano.

Sofinnova. Storia firm Francese, Alessio Beverina è l’investment manager di riferimento nel campo del clean tech e segue l’Italia da Parigi.

Banner Ventures. Fondo Americano che investe in Italia.

Fondi di later stage (10m+)

Kreos Capital. Specializzato in venture debt, Luca Colciago segue l’Italia.

Fondi di fondi

Fondamenta – M31, Vertis, Terra, Sofimac, Axxon Partners.

Finlombarda – Next Fund – 360 Capital, Digital Investments, Innogest, Principia, TLCom II.

Fondo Italiano di Investimento – fa investimenti sia diretti e fondo di fondi di private equity e venture capital. Investimenti nel venture: 360 Capital, Sofinnova Capital.

Fondo HT (Ministero Sviluppo Economico) – Principia, Vertis, Atlante.

Associazioni di settore

AIFI. Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. Presieduta dal Prof. Bracchi.

APSTI. Associazione degli incubatori e parchi tecnologici

BAIA. L’associazione degli Italiani in Silicon Valley.

ItalianBusiness. Associazione fondata da Fernando Napolitano ha lo scopo di collegare il venture capital americano con l’ecosistema Italiano dell’innovazione.

IBAN. Associazione degli angel investor, guidata da Tomaso Marzotto Caotorta.

RomaStartup. Associazione di startup a Roma fondata da Gianmarco Carnovale.

ItaliaStartup. Associazione nazionale di startup fondata da Riccardo Donadon.


Techgarage 2009, com’è andata a finire? Exitreality (UK) acquisisce Koinup, startup di Brescia

I finalisti del TechGarage 2009 furono queste dieci startup.

Sono passati tre anni e mi sono chiesto, com’è andata a finire?

Su dieci finalisti 4 startup hanno poi trovato degli investitori, si stanno affermando e preparando a nuove fasi di crescita: Mobatar oggi Cibando, oggi startup di Berlino, Boober (acquisita da Centax), SmartRM, Poken. Una startup è stata acquisita di recente: Koinup ed è diventata inglese.

Altre 3 startup (Leyo, Kipcast ed Eris4) sono attive. Di tre non si hanno notizie o non ce l’hanno fatta, anche se sarebbe molto interessante sapere cosa hanno fatto dopo l’esperienza di startup.

Venerdì, al Tempo di Adriano, le 10 startup finaliste di Startup Roma presentano al Techgarage (qui i dettagli del programma).

Sono:

  • appEatIt: Un sistema di preordinazione per una pausa pranzo più piacevole
  • Copy-copy: Un’innovativo servizio di fotocopie gratuite per studenti universitari
  • Edo: Organizza e condividi file in modo innovativo ed intuitivo
  • Edugami: Una mobile app per migliorare il rapporto tra insegnanti, studenti e genitori
  • FileRock: Il Cloud Storage ad alta sicurezza
  • Holmestrip: Il motore di ricerca per le case vacanza
  • iEscrow.it: Servizio di tutela per i pagamenti online tra privati
  • VMSme: Una app per rivoluzionare il voice messaging
  • WeTipp: Piattaforma di gestione ed ingaggio delle persone in base ai loro interessi
  • Zing: Un piattaforma di social couponing per le piccole/medie imprese

Dove saranno tra quattro anni? Lo scopriremo, intanto in bocca al lupo a tutti gli ottimi finalisti, se volete venire a sentire le loro storie, si inizia alle 11.

Modera Riccardo Luna e in collegamento Massimo Banzi da New York farà un annuncio! Da non perdere.


28 Settembre 2012: il D-Day dell’Agenda Digitale Italiana

La prossima settimana sarà il momento per fare il punto sul digitale, il settore delle startup e del venture capital in Italia. Venerdi 28 è il D-Day in cui è atteso il pacchetto di misure sull’Agenda Digitale da parte del governo Monti, pacchetto attesissimo ormai da mesi, dopo che è cominciato a slittare il suo varo inizialmente previsto per Marzo, fortemento richiesto dall’Unione Europea.

Sono circolate in queste settimane sulla rete diverse ‘bozze’ del decreto, ma la verità è che nessuno sa veramente cosa conterrà effettivamente il provvedimento. Anche perchè sarà frutto della concertazione e mediazione tra diversi Dicasteri, tra cui quello di Passera, Profumo e Fornero. Oltre a dover passare le forche caudine della spending review e delle restrizioni di bilancio gestite da Grilli.

Sarà un momento fondamentale però, il momento in cui dalle parole si passerà ai fatti e i fatti saranno la misura della consistenza delle parole spese in questi anni.

Probabilmente nel giro di poche settimane verrà anche nominato il responsabile della nuova Agenzia Digitale che nasce dalla razionalizzazione di diversi dipartimenti Ministeriali e dovrà gestire l’implementazione delle risorse e degli sforzi su questo argomento. Anche qui l’Unione Europea ha esplicitamente chiesto che a gestire l’Agenzia sia un ‘digital champion’. Serve una persona di alto profilo, con esperienza specifica, non il classico parruccone della politica, anche perchè la sfida è grande, il ritardo da recuperare è ventennale.

Una settimana fa, la task force sulle startup ha consegnato il suo report. La task force ha svolto un ottimo lavoro, ampio, completo e a tutto raggio.  Sono passati due anni da quando il tema fu posto al centro dell’agenda politica Italiana con il lancio di Agenda Digitale. Da lì molte consultazioni con diversi attori dell’ecosistema tra cui ad esempio AIFI, Digital Advisory Group e ultimamente appunto la task force.

Governo e Parlamento hanno avuto ampio materiale, opinioni, energie, tempo ed intelligenze per sviluppare un provvedimento che ci rimetta in linea sul tema digitale. Venerdi prossimo apparentemente il Premier Monti scoprirà le carte e tutti potremo scoprire se ha in mano un poker d’assi o se tutto era semplicemente un bluff e se ne riparlerà per la prossima legislatura.

Serve uno shock legislativo per risvegliare l’Italia da questo incipiente sentimento di smarrimento dilagante di fronte alla brutalità della crisi finanziaria. Serve affrontare concretamente il tema della nuova occupazione giovanile e ridare prospettive ad un’intera generazione che rischia di essere bruciata. Serve ricominciare ad immaginare e credere in un futuro diverso.

Talvolta ho la sensazione che molta gente pensi questi temi del digitale siano temi di nicchia. Bene non lo sono per nulla, e per diverse ragioni. Innanzitutto perchè fanno girare già oggi il 2% del PIL Italiano. Un 2% che si potrebbe rapidamente incrementare visti i trend di mercato, a differenza di moltissimi altri settori industriali che, come vediamo dai notiziari sono inesorabilmente in declino schiacchiati dalla globalizzazione. Ma soprattutto anche perchè la digitalizzazione è il prerequisito necessario per rilanciare lo sviluppo, l’occupazione, favorire l’innovazione tecnologica, il commercio internazionale, la competitività delle nostre aziende. La riduzione di costi inutili, lo sviluppo dell’ecosistema della nuova imprenditoria innovativa, il venture capital e tutto quello che si trascina dietro. Senza considerare i temi culturali, la libertà di espressione, la democratizzazione della comunicazione, della politica e della finanza.

Non è poco, il gioco in ballo è – come direbbe l’amico Funkyprofessor – tanta roba.


Il fattore scarso dell’innovazione

Lavoro nel settore di Internet dal 1995, quando la rete era ancora in bianco e nero e Yahoo! era l’unico elenco di siti web disponibili. Quindici anni fa io, come tanti altri, affascinato dalla rete, giovane e inesperto, avevo preso un abbaglio madornale. Pensavo che Internet fosse una rete di computer, collegati via IP, che grazie a questa lingua franca si potevano parlare tra loro, da qualunque angolo del pianeta. Poi dopo tanti anni un amico, anche lui imprenditore digitale – Salvo Mizzi, ritrovato sul lavoro presso Working Capital – mi fece capire quanto quella visione fosse fuorviante e sbagliata.

La rete è una biosfera. La rete siamo noi. Neanche Facebook  e il social networking con quella visione del mondo ‘positiva’ (Californiana, direi) in cui si può solo dire ‘mi piace’ riusciva a rappresentare correttamente la situazione. E’ vero, è ovvio, e forse era ingenuo pensarla così. Anche se già fin dai primi momenti la rete era ‘community’, era The Onion, Geocities, le prime chat interattive che giravano con pochi Kb di connettività. In effetti Internet non è una rete di computer, ma di esseri umani che oggi sono collegati. Nel bene e nel male.

Si parla di ecosistema dell’innovazione, di startup, di venture capital. Negli ultimi anni ho esplorato in lungo e in largo l’Italia e non solo quella, ponendomi alcune semplici domande. Perchè in Silicon Valley nascono così tante aziende di successo? Perchè diventano così rapidamente grandi e potenti? Perchè generano tutti questi posti di lavoro e conquistano il mondo con le loro tecnologie? E soprattutto perchè tutto questo succede solo in certi posti e in altri no?

Alle domande, sempre uguali dei convegni su questi temi, la mia risposta era sempre la stessa. Perchè non si può fare? In fondo i nostri ragazzi hanno lo stesso DNA di Mark Zuckerberg, che anzi a vederlo da vicino in fondo poi non è esattamente Albert Einstein. Ma uno in gamba, con una grande vision, la capacità e i mezzi per realizzarla insieme ad altri. Uno come tanti altri, come alcuni dei ragazzi che ho conosciuto a Vulcanicamente, a TechNest e a Potenza dove siamo fortemente impegnati a fare scouting e coaching.

In fondo gli ingredienti dell’innovazione imprenditoriale e tecnologica sono semplici: talenti, idee, capitali, sono quello che serve per creare le nuove Amazon, Google e Facebook. Tra i vari esempi illuminanti di Rainforest, uno in particolare mi ha colpito per la sua evidenza. L’esperimento del ‘petri dish‘. Sarebbe facile mettere in un grande petri dish le componenti essenziali della vita: acqua, carbonio e quello che serve nelle dosi giuste. Poi frullare tutto e vedere se magicamente nasce la vita. Ovviamente da quel frullato di molecole non ne uscirà nulla di vivo.

La ricetta dell’innovazione non sta tanto negli ingredienti (peraltro necessari ed essenziali), ma nella ricetta con cui questi vengono messi insieme. Di conseguenza per far funzionare l’ecosistema dell’innovazione Italiana, non è sufficiente avere a disposizione gli ingredienti, ma – cosa ben più essenziale – è fondamentale scoprire la ricetta con cui questi interagiscono e reagiscono tra loro, fino a che da un ambiente arido e scarno, cominciano a nascere piante diverse, animali e nuove specie, che si sviluppano e popolando l’ambiente lo rendono ricco, vitale e unicamente speciale.

Questo è il vero segreto dell’innovazione. Il problema è che non esiste una ricetta unica per ogni ambiente. E’ inutile pensare che scimmiottare la Silicon Valley, copiare il modello Francese, replicare TechHub, imitare Startup Chile,  ci porterà particolari risultati positivi qui da noi, in posti così diversi da Palo Alto, Berlino, Londra, Santigo. Posti come Milano, Roma,  Napoli, Torino, Palermo, Bari. Culture così diverse, ambienti totalmente differenti e assolutamente non comparabili.

In questo momento, come molti, sto riflettendo moltissimo su questi aspetti. Si sta discutendo e forse (speriamo) il nuovo governo, che ha improvvisamente aperto uno squarcio di speranza su questi argomenti, si appresta a varare provvedimenti e leggi per lanciare finalmente l’imprenditoria tecnologica giovanile anche da noi, in Italia. I Ministri Profumo e Passera, sono in prima linea su questo fronte. Il primo ha in mano i la ricerca, l’educazione, gli incubatori, il trasferimento tecnologico. Il secondo decide sui soldi.

E la vera grande domanda è: cosa fare? Quali leggi? Come procedere? Quali provvedimenti?

Quale ricetta?

Alcune azioni sono ovvie e banali. Ovviamente senza gli ingredienti non può succedere niente. Talenti e idee non ci mancano, di questo possiamo stare certi. Mancano i capitali (anche questo non è esattamente vero, ma sicuramente mancano capitali adeguati al fatto che siamo una grande nazione, Napoli ed hinterland da sole fanno circa gli abitanti di tutta l’Irlanda). Ma se stiamo all’analisi che pienamente condivido del VC Hub, serviranno nei prossimi 10-15 anni, almeno 3-5 miliardi di Euro (che probabilmente non abbiamo) ed una lunga serie di misure di accompagnamento e di supporto. Misure che in molti casi all’estero già esistono da un decennio e nuove idee che rapidamente stanno prendendo piede (come la regolamentazione del crowdfunding ad esempio).

Ma tutto questo non basta, non servirà a molto, anzi potrebbe diventare dannoso e controproducente se gli ingredienti saranno mescolati a caso, senza regole, senza aver individuato la giusta ricetta e soprattutto le persone giuste.

Come nel petri dish. Tra i tanti ingredienti che servono per far funzionare il canvas dell’ecosistema Italiano, purtroppo, è la triste verità, ce n’è uno in particolare che è il fattore fondamentale ed è scarso. E’ il moltiplicatore naturale che fa proliferare e germogliare capitali, talenti e girare rapidamente le idee, la condivisione e la collaborazione.

E’ la fiducia, il ‘social trust’. Questo è purtroppo un ingrediente estremamente scarso in Italia. E non parlo della fiducia nel futuro, nel credere di potercela fare. Qualcosa che non esisteva cinque anni fa e che adesso per decine di migliaia di giovani, nonostante tutto, comincia a vedersi in giro. Una speranza alimentata dai primi casi di successo e dall’azione estenuante e continua di inguaribili ottimisti come Riccardo Luna. Parlo della fiducia nel condividere le idee, nel lavorare insieme, nel costruire progetti mettendo  a fattore comune moltiplicativo competenze, provenienze ed esperienze. Purtroppo questo è il principale argomento mancante. Specie dal dibattito.

Il tema dell’innovazione è troppo facile, troppo bello e troppo a basso costo per far girare la retorica, la politica e mascherare la realtà abbagliando i giovani con falsi miti sull’innovazione e il futuro possibile. Senza fiducia, senza un significativo incremento del social trust non nascerà nulla in Italia, anzi quei soldi oggi così scarsi e preziosi si disperderanno in mille rivoli. Investiti nei posti sbagliati, nei modi sbagliati, con le regole sbagliate, in mano alle persone sbagliate. Generando disillusione, sfiducia, spreco, corruzione e kazzim.  Facendo avanzare i furbi, gli amici, gli inetti, scoraggiando i talenti veri e alimentando la fuga dei migliori da questa nazione in cui tutto sembra difficile, forse impossibile.

Non abbiamo 3-5 miliardi in questo momento, è inutile illudersi (probabilmente sarebbe anche immorale spendere tutti questi soldi, considerando che per molti oggi il problema è tirare a fine mese e mangiare tutti i giorni) e a maggior ragione dovremo fare il massimo con quello che sarà disponibile, se poi veramente ci sarà.

Per questo trovare la giusta ricetta del petri dish è l’unica cosa veramente importante adesso. A tutti quelli che ci tengono, consiglio vivamente la lettura del bellissimo libro di Greg Horowitt e Victor Hwang. Ne abbiamo comprato una cinquantina di copie in dpixel da mandare a persone che pensiamo abbiamo il DNA giusto per comprendere questo discorso, il nostro piccolo contributo al dibattito su questo fondamentale e spinoso tema. Mi sono stufato di parlare di innovazione, basta panel, mi sono rotto dei convegni e dei dibattiti. Per quanto mi riguarda non c’è molto altro da dire.

Ora c’è solo da fare, prima che non ci sia più niente da fare.


Quale ricetta per la foresta pluviale Italiana?

Possiamo affermare che esiste una rainforest italiana? E se esiste chi sono i suoi protagonisti e quali sono le pietre angolari del modello di sviluppo disegnato da Greg Horowitt e Victor Hwang?

Fino a cinque anni fa la risposta alla prima domanda sarebbe stata no. Lo scenario italiano delle startup si presentava abbastanza arido, quasi desertico, con un numero di startup tecnologiche post-bolla largamente inferiore a cento. L’interesse riguardo al tema era scarso e sul mercato gli investitori erano pochissimi. Ma poi lo scenario è cominciato a cambiare e man mano la voglia di startup è cresciuta sempre di più, anno per anno, in modo abbastanza spontaneo. Attraverso i social network e i blog specializzati, le informazioni si sono sparse e se oggi sono solo una decina di migliaia le persone iscritte ai vari gruppi rilevanti su Facebook, e le loro news raggiungono centinaia di migliaia di amici collegati. Possiamo quindi affermare che oggi il quadro è molto diverso: l’ecosistema iniziale ha senza dubbio raggiunto uno suo stadio di maturazione e quelli che una volta erano piccoli germogli sparsi qua e là adesso hanno cominciato a crescere, ad incrociarsi, collegarsi, intrecciarsi. Insomma hanno cominciato a fiorire. Certo non stiamo parlando di una foresta pluviale sudamericana,e al massimo possiamo paragonare questa realtà ad un piccolo bosco. Ma qua e là, a macchia di leopardo, si cominciano a veder emergere degli alberi interessanti. E soprattutto numerose nuove piantine, germogli e creature di tutti i tipi. Di fatto l’interesse per le startup è cresciuto. Volendo usare come termometro Working Capital è indubbio il consistente trend di crescita annuale dell’afflusso di business plan, la partecipazione e la risonanza del tema startup. Basti pensare che nella scorsa edizione si è superata la soglia dei 2000 business plan ricevuti. Sono operativi sul campo investitori di diverse tipologie: fondi di venture, fondi di trasferimento tecnologico, fondi seed, investitori pubblici, accelleratori, incubatori, business plan competition, meetups di geeks e ragazzi interessati alla tecnologia, Hackatons, barcamps e così via. Ed intorno a loro decine di migliaia di ragazzi, super-istruiti e spesso super-disoccupati, ma pronti a scommettere tutto sulle proprie idee e capacità. Giovani con una vision, che non ci stanno a subire la crisi. Menti che spesso trovano la soluzione a problemi che noi nemmeno comprendiamo. Dunque il nostro ecosistema c’è. Questa è la buona notizia. La seconda buona notizia è che è nato e cresciuto in modo abbastanza spontaneo. Dal basso, come si dice. Ma è microscopico se confrontato con esempi di successo internazionali e con il potenziale inespresso dei milioni di giovani e di talenti che abbiamo in Italia. Sicuramente inadeguato anche rispetto agli investimenti ‘infrastrutturali’ che il governo comunque ha fatto negli ultimi anni. E’ un potenziale vasto e tutto da sviluppare. Ma ci si può costruire sopra. Mancano ancora molti pezzi, e soprattutto mancano storie di grandissimi successi, ma considerando i cicli di vita medi delle startup cominceremo sicuramente a vedere alcuni casi di successo nei prossimi 3-5 anni. Si vedono i primi segnali, team di eccellenza come Glancee acquisiti dall’azienda tecnologica in cima all’attenzione oggi, Facebook. Exit come Jobrapido di Vito Lomele. E solo per citare i due casi più recenti. La notizia di Glancee da sola porterà via dall’Italia centinaia di developer, ne ho sentiti già molti che stanno facendo le valigie per emulare il successo dei loro amici. E’ fisiologico. Ma ora è il momento di cominciare a creare le condizioni per rendere attraente il contrario: restare in Italia perchè qui ci sono le condizioni giuste per fare startup. E da qui partire ed andare a conquistare i mercati esteri. Non più il contrario. Quindi ecco la mappa del boschetto. Non pretendo che questa sia una mappa esaustiva (me ne scuso fin da subito per gli assenti) ma ritengo sia significativa per descrivere l’ecosistema dell’innovazione in Italia. Gli ingredienti base per sviluppare l’ecosistema dell’innovazione Italiana ci sono tutti, ora la questione è solo più di trovare la ricetta giusta per farli interagire insieme, far sviluppare le piante migliori ed allargare la base della foresta.

——–Ed ecco la mappa della Rainforest Italiana——–

Hangouts online/offline/community leaders

Italy Startup Scene. Oltre 5.000 membri su Facebook. Gruppo di ritrovo degli startupper italiani fondato da Stefano Bernardi. Imprenditori, investitori, bloggers, sviluppatori e chiunque abbia un interesse per startups e venture capital.

Codemotion. L’evento geek per definizione in Italia, sta cominciando ad avere risonanza attrattiva internazionale. Un progetto di successo nato dentro Roma3, che probabilmente è la migliore per la tecnologia web.

Frontiers of Interaction. Evento cult per i temi di interaction design, robotica, UX e tante altre cose.

Indigeni Digitali. Associazione fondata da Fabio Lalli. Con oltre 3.000 amici su Facebook, organizza anche un sacco di ‘cocktail’ ed eventi sul campo. È un gruppo di persone motivate a perseguire la diffusione della cultura digitale e la creazione di un network che supporti lo sviluppo di un’ economia e di una cultura dell’innovazione in Italia

Startup Business, di Emil Abirascid. Il network di Startupbusiness è una piattaforma che ha l’obiettivo di mettere in rete startup e spin-off, investitori, imprese, istituzioni, centri di ricerca, università, acceleratori d’impresa, incubatori, parchi scientifici e tecnologici, ricercatori, inventori, innovatori.

Italiani di Frontiera, di Roberto Bonzio. Roberto ex-giornalista Bloomberg va in giro per il mondo a scovare e raccontare le eccellenze Italiane nel campo dell’innovazione ed è un grande ispiratore con i suoi talk espliciti e motivanti.

– Luoghi di coworking come The Hub a Milano e Fablab, che stanno nascendo in tutta Italia e che grazie a Massimo Banzi, e ci stanno ponendo in prima fila nel mondo della personal fabrication. TedX un pò dappertutto.

Topix. Con il suo development program, diretto da Leonardo Camiciotti, si propone di supportare a livello infrastrutturale (banda, server, hosting, housing) la fase di avvio e di sperimentazione di tecnologie, servizi, modelli operativi e di business che usano Internet a banda larga come strumento principale.

HackItaly, hackatons organizzati da Max Ciociola.

FunkyProfessor. Aka Marco Zamperini. L’uomo più prestigioso dell’industry high-tech in Italia.

Stefano Quintarelli, tessuto connettivo di chi vuole promuovere innovazione e tecnologia in Italia, con iniziative come Agenda Digitale ed Equiliber.

Media

Wired Italian Valley. La versione Italiana della mitica rivista Americana.

CheFuturo! La nuova pubblicazione di Riccardo Luna.

Wikli. Startup, acquisizione e venture capital, via email le ultime news, da Marco Magnocavallo.

Innov’azione. Rivista trimestrale edita da Emil Abirascid. Business Plan competition, startup events

– StartCup. Ce ne sono una ventina in diverse regioni Italiane ed alcune nazionali come quella organizzata dal CNR. Le StartCup sono focalizzate sugli spin-off accademici. Milano e Lombardia, Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta, PugliaStartCup CNR, Calabria. In genere le varie StartCup si tengono tra la primavera e l’autunno, ognuna ed indipendente, si organizza e struttura autonomamente.

Premio nazionale dell’Innovazione. Raccoglie il meglio delle StartCup in un premio nazionale. E’ un’associazione che si occupa di politiche di trasferimento tecnologico attraverso la creazione di imprese innovative dal mondo della ricerca accademica. Presieduta dal Prof. Loris Nadotti

Innovaction Lab. Fondata a Roma da Augusto Coppola, Paolo Merialdo e Alberto Pratesi. Oggi operativa in diverse regioni oltre al Lazio, in Puglia e Trentino. ambisce ad insegnare principalmente a chi è nel mondo universitario quali siano gli elementi che devono essere considerati per comprendere il potenziale di mercato di un progetto innovativo e come presentare tale progetto in modo efficace ad investitori e fondi di venture capital.

Bollenti Spiriti, progetto della Regione Puglia sull’imprenditorialità giovanile. Guidato da Annibale D’Elia. Tra le varie iniziative Principi Attivi, finanzia progetti di startup. Principi Attivi infatti è volta a favorire la partecipazione dei giovani pugliesi alla vita attiva e allo sviluppo del territorio attraverso il finanziamento di progetti ideati e realizzati dai giovani stessi.

IntesaSanpaolo Startup Initiative. Una business plan competition e iniziativa di mentorship gestita da Livio Scalvini e Roberta Profeta. Startup Initiative è un insieme di iniziative focalizzate sulle startup in cerca di concrete opportunità: attraverso un processo di selezione e formazione, le migliori startup vengono presentate in degli incontri chiamati Arena Meetings, presso i quali posso presentare ad investitori Italiani, internazionali ed aziendali.

Il Talento delle Idee, organizzato da Unicredit, si pone l’obiettivo di individuare, premiare e sostenere i giovani imprenditori in grado di produrre idee innovative.

Microsoft Bizpark. Selezione startup promettenti offrendo servizi ICT e di cloud computing gratuitamente. Gestito da Mario Fontana.

Programma Ego di Ericsson Italia e Fondazione Lars Magnus Ericsson. Si tratta di un programma di incubazione (presso campus Ericsson a Roma) a cui si accede tramite business idea/plan competition.

Wind Business Factor. Business plan competition e piattaforma online di formazione rivolta alle startup digitali, organizzata da Wind con Andrea Genovese.

Dentro a WBF ci sono più di 200 video tutorial esclusivi e gratuiti

Fulbright Best. Borse di studio e mentorship per i migliori talenti nell’Università e nella ricerca accademica. Nato per iniziativa dell’Ambasciata Americana in Italia è un programma di sostegno a giovani imprenditori promettenti per imparare i principi dell’imprenditorialità, è inoltre un’opportunità per fare conoscere in Italia un modello efficace di collaborazione tra università, imprese e capitali di rischio.

Mind The Bridge. Associazione no-profit tra Silicon Valley e Italia fondata da Marco Marinucci. Lo scopo dell’associazione è di supportare l’ecosistema dell’innovazione Italiana, creando un ponte e mettendo in contatto startup locali con la Silicon Valley.

Techgarage. La missione di Associazione TechGarage è l’animazione dell’High-Tech Entrepreneurship in Italia, presieduta da Michele Costabile. Organizza in tutta Italia degli eventi ‘demo day’ (i Techgarage appunto) dedicati a nuove startup in cerca di finanziatori e le mette in contatto con il mondo Italiano del venture capital, le istituzioni locali, i media ed altri giovani interessati al mondo delle startup Italiane.

ItaliaCamp. Associazione che promuove e sostiene l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove risposte a domande reali, lavorando per colmare la distanza tra la nascita di un’idea e la sua realizzazione.

Incubatori

I3P presso il Politecnico di Torino. Uno dei più grandi e meglio funzionanti incubatori accademici. Guidato dal Prof. Cantamessa. I3P è il principale incubatore universitario italiano e uno dei maggiori a livello europeo. Favorisce la nascita di nuove imprese science-based con validata potenzialità di crescita, fondate sia da ricercatori universitari sia da imprenditori esterni, fornendo loro spazi attrezzati, servizi di consulenza e professionali per avviare la propria attività imprenditoriale e una network di imprenditori, manager e investitori.

Area Science Park. Il Consorzio per l’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste, che gestisce e promuove il Parco, Ente Pubblico Nazionale di Ricerca, è un punto di riferimento in Italia per il trasferimento tecnologico. Parco industriale e incubatore sono all’interno dell’area scientifica e di ricerca nata intorno al sincrotrone. Presieduto da Adriano De Maio.

TechNest, presso l’Università della Calabria, l’ottimo incubatore gestito dal Prof. Barberi. TechNest, con una superficie di 2.000 m2, 20 locali attrezzati, 6 uffici amministrativi e 1 sala multimediale, ospita fino a 20 imprese hi-tech in start-up alle quali mette a disposizione una serie di servizi per supportare e accompagnare le imprese durante i primi anni attività

Polo Tecnologico di Navacchio. Un’ottima struttura, che ha originato già alcuni casi di successo, fondata da Alessandro Giari. Il Polo Tecnologico ha lo scopo di creare i presupposti per la crescita di competitività sul mercato delle piccole e medie imprese attraverso l’integrazione tra le esigenze innovative delle stesse e l’offerta di conoscenze tecnologiche provenienti dai centri di eccellenza e dal sistema della ricerca.

Consorzio Arca. Incubatore presso l’Università di Palermo. Il Consorzio si propone, attraverso l’integrazione delle competenze e delle professionalità dei propri soci, di promuovere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali di spin-off accademico a partire dai risultati conseguiti dai centri di ricerca operanti in sicilia e di favorire l’innovazione ed il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo e la società siciliana.

Acceleratore d’impresa del Politecnico di Milano. L’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, è l’incubatore di start-up tecnologiche dell’Ateneo che sostiene lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa e offre alle start-up le infrastrutture e i servizi necessari alla loro crescita.

Toscana Life Science. La Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) è un ente no-profit che opera dal 2005 nel panorama regionale con l’obiettivo di supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e, in particolare, per sostenere lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all’applicazione industriale.

Technopolis. Incubatore che ha lo scopo di sostenere, rafforzare e promuovere il ruolo del Parco Scientifico e Tecnologico come polo attrattivo per le organizzazioni produttive e le iniziative imprenditoriali basate sui risultati della ricerca (spin off) generati nell’Università di Bari. Ci sono decine di altri incubatori e business park un pò in tutta Italia. La lista è qui.

M31. Incubatore tra Padova e la Silicon Valley, focalizzato sulla commercializzazione di innovazione e ricerca nato in ambito universitario, fondata da Ruggero Frezza e Aldo Cocchiglia.

Seed capital (focus <1m euro)

Working Capital, ideato e guidato da Salvo Mizzi. Working Capital di Telecom Italia è un acceleratore di impresa che investe nelle migliori startup italiane del settore digital, aiutandole a fare il grande passo dall’incubazione al mercato. favorisce la creazione di partnership e network utili allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle start up, in primo luogo attraverso la collaborazione con il Kauffman Fellow Program. Investimenti nel campo Internet: MyoTV, Oilproject, Jooink, Smappo, Frinzer, C6.TV, Pazienti.org, Liber Liber, Cineama, Meetecho. Working Capital ha inoltre finanziato 59 progetti di ricerca in tutti i settori (Internet, cleantech, lifescience, sociale), diversi di questi stanno generando delle startup.

The Net Value. Incubatore di startup Internet fondato a Cagliari da un veterano di Internet in Italia, Mario Mariani. The Net Value fornisce supporto strategico e gestionale ad aziende di ogni dimensione che vogliono sviluppare progetti nel digitale, con un focus specifico sulle startup. Investimenti nel campo Internet/ICT: Paperlit, Onegratis, JobforYou, Appsbuilder, Ketogo, Spotvisor, Sounday,

H-Farm. La fattoria delle startup fondata da Riccardo Donadon a Treviso. H-Farm è un venture incubator con la missione di accelerare lo sviluppo di startup Internet attraverso una combinazione di seed capital e servizi di incubazione. Investimenti nel campo Internet: Uannabe, H-Humus, H-art, wifi.com, Wishpot, Bigrock, Domainsincome.com, H-Care, NEW, Thounds, Shado, Slicon, Zoopa, Logpro, Brand Potion, Takeacoder, Splitgigs, Showme, 1ring, Getbazza, Reeplay, Jobslot, Stylejam, Gowar, Tiltap, Corso12, Responsa, Grow Planet, Misiedo, Garage.

dpixel, fondata da Franco Gonella, Antonio Concolino e me (Gianluca Dettori). Investiamo per far partire nuove startup nel settore Internet. Siamo focalizzati nel cercare, supportare e far crescere talenti imprenditoriali con la motivazione, le capacità e le idee per costruire aziende significative in mercati digitali ad alta crescita. Crediamo che le nostre expertise e le nostre reti, aggiungano alle startup un valore anche superiore al capitale apportato. Internet: Sardex, Geomercato, Viamente, Iubenda, Ibrii, Crowdengineering, SmartRM, Vivaticket, Seolab, Kiver, Sounday, Glomera.

Italian Angels for Growth. L’angel network gestito Lorenzo Franchini, Marco Villa e Francesco Marini Chiarelli. IAG ha lo scopo di finanziare progetti industriali in fase early stage che presentino un alto contenuto di innovazione e potenziale di successo, tale da rendere ipotizzabile in circa 5 anni una exit redditizia per gli Angels. Internet/ICT: Stereomood, Nomesia, Spreaker, Trumedia, S5Tech, Senseor, Passpack. Lifescience: WIN, Quotient Diagnostics, Biogenera Altro: Agroils, Eugea, Ohikia.

Annapurna Ventures, fondata da Massimiliano Magrini. La missione di Annapurna Ventures è di identificare e supportare innovazione disruptive nell’industria dei media digitali, creando grandi aziende con un processo proattivo di investimento. Investimenti Internet/ICT: Paperlit, Money360, Appsbuilder, Moneyfarm, Plugg.

Enlabs, un è un incubatore e acceleratore di impresa che offre anche spazi di coworking, basato a Roma, fondato da Luigi Capello. Investimenti: Interactive project, Nextyler, Urlist, Soundreef, Risparmio Super, S5Tech, Trumedia, Ohikia, Qurami.

Digital Magics, incubatore e investitore early stage basato a Milano e fondato da Enrico Gasperini. Investimenti: Growish, Telecom Design, Sinapsi, Easy Baby, Jumpin, Wazzap, LX, Adpersonam, 4W, Singring, Bibop, Good Games, Realize, Parole di Cotone, Mobnotes, Digital Bees, Sportextension, TheBlogTV, Sodo, Brainspark, Il Cannocchiale.

Boox, incubatore di Milano fondato da Andrea Di Camillo. Internet/ICT: Banzai, Geomercato, Ofootball, Viamente, Fubles.

Club degli Investitori. Un Gruppo di Imprenditori Piemontesi ha deciso di investire in società anche di nuova o recente costituzione, aventi consistente contenuto innovativo ed elevato potenziale di crescita. Guidato da Giancarlo Rocchietti, investe anche in campo industriale ed in Piemonte. Investimenti: Authix, Caspertech, Lachesi, Microcinema, Microwine, Nicanti, ScuolaNet.

Early stage venture capital (1m+ euro)

Principia. Principia SGR è partecipata dal management, Andrea Di Camillo, Michele Costabile, Stefano Siglienti e Andrea Gerosa di Vintage Capital, e da partner e investitori istituzionali: CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Fondazione BNC. Due fondi, di cui uno in fase di investimento (63 milioni di euro), investe al sud Italia (fondo HT). Startup finanziate: Internet: Banzai, Liquida, Crowdengineering, CityNews, Docebo, Neodata, 6Sicuro, X2TV, Applix, Keesquare, Neodata Group. Lifesciene: EOS, Pharmeste Cleantech: GreenFluff

Innogest. Fondo di 80 milioni di euro, gestito da Claudio Giuliano e Marco Pinciroli. Attualmente ha completato la fase di investimento (investment period). Gli investimenti sono: Internet/ICT: Cascaad, TheBlogTV, HT, Mobango, Intelligence Focus, Singular ID, Authix, Noodls, BeeTV, Stereomood. Lifescience: Silicon Biosystems, TwoF DNA Microarrays, AdriaCell, Igea, Erydel.

360 Capital Partners. Storica firm Italiana fondata da Fausto Boni, Diana Saraceni, Francois Tison ed Emanuele Levi. 100 milioni di euro, early stage. Francia e altre nazioni: Aramis, BMI, E-blink, IMinent, Invendo Medical, Jettable, Ieetchi, Videoforever, Yellow Corner. Italia: Electro Power Systems (cleantech), Mutuionline, Newlisi, NSE Industry.

Vertis. Basata a Napoli, 25 milioni di euro, guidata da Amedeo Giurazza. Internet/ICT: Promoqui, AutoXY, Money360, Mosaicoon, Personal Factory. Lifescience: Biouniversa, Glomeria Therapeutics.

TT Venture/Fondamenta. Fondo basato a Milano, 65 milioni di euro, guidato da Mauro Odorico e Nicola Redi, specializzati in ‘hard science spinoffs’

Lifescience: Bluegreen Biotech, Glomeria Therapeutics, Bionsil, Biouniversa.

Altri settori: Personal Factory, Direct Plus, D-Orbit, IPAD Lab.

– Finlombarda – Next Fund Lifescience: BioXell, Dialectica, TOP. ICT: HT, Microcinema. Altro: Nomos.

Atlante Ventures. Il fondo di venture capital di Banca Intesa di 50 milioni di euro (25 al Nord e 25 al Sud Italia), gestito da Davide Turco e Aurelio Mezzotero. Atlante Nord: YogiTech, Tethis, Silicon Biosystems, Igea. Atlante Sud, gestita dall’ottimo Giovanni De Caro: SpinVector, Pantea, Samares, Admantix.

– Aladin Venture/Friulia. Fondo di trasferimento tecnologico gestito da Roberto Della Marina. Lifescience e biotech. Investimenti: Sprin Technologies, Surgica Robotica, Vivabiocell, AdriaCell, G&Life.

iDoo. Holding di investimento fondata da Alessandro Vannucci. Investimenti: Pixope, Kiver, ModoModo, Innogest.

Lifescience Capital, gestita da William Cavendish. Investimenti: AAA, Im3D, Cerma, Li-Tech, Abiel, Echolight.

ZernikeMeta Ventures, gestita da Luigi Amati. Investimenti: Pharmeste, RisparmioSuper, Biogenera, Paperlit, S5Tech.

Eporgen. Fondo di venture specializzato in biotech e seed capital nel campo delle scienze della vita. Investimenti: Apavadis, Bionucleon, Genovax, Glyconova, Rotalactis, Spider biotech, Target heart biotech, Biopaint, Narvalus, NoToFarm, Smile biotech.

– Connect Ventures, recentemente lanciato da Piero Bezza.

Fondazione Filarete. Incubatore specializzato nelle scienze della vita.

Venture capitalist esteri con un team operativo in Italia

Doughty Hanson. Fondo tecnologico early stage basato a Londra, il partner Ivan Farneti, segue con attenzione le startup Italiane. Investimenti Italiani: Mobango.

TLCom. Basato a Londra, gestito da Maurizio Caio e Mauro Pretolani. Investimenti Italiani: Im3d.

Balderton Capital, guidato da Roberto Bonazinga. Da anni segue con attenzione il mercato Italiano.

Earlybird. Fondo tecnologico Tedesco, ha un team dedicato sul mercato Italiano guidato da Michele Novelli e Barbara Poggiali.

Sofimac. Fondo Francese specializzato in scienze della vita. Il partner Mario Caria segue il mercato Italiano.

Sofinnova. Storia firm Francese, Alessio Beverina è l’investment manager di riferimento nel campo del clean tech e segue l’Italia da Parigi.

Banner Ventures. Fondo Americano che investe in Italia.

Fondi di later stage (10m+)

Kreos Capital. Specializzato in venture debt, Luca Colciago segue l’Italia.

Fondi di fondi

Fondamenta – M31, Vertis, Terra, Sofimac, Axxon Partners.

Finlombarda – Next Fund – 360 Capital, dpixel, Innogest, Principia, TLCom II

Associazioni di settore

AIFI. Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. Presieduta dal Prof. Bracchi.

APSTI. Associazione degli incubatori e parchi tecnologici

BAIA. L’associazione degli Italiani in Silicon Valley.

IBAN. Associazione degli angel investor, guidata da Tomaso Marzotto Caotorta.

– C’è una bella e completissima lista di associazioni ‘digitali’ qui.

Questa Polaroid, parltro largamente incompleta del boschetto, si sta arricchendo anche di nuovi esseri, nuove piantine e giovani virgulti. StartuppaMI (lanciata da Marco Ottolini) e Roma Startup (Peter Kruger), due iniziative che si pongono l’obiettivo di animare e mettere in rete lo scenario delle startup rispettivamente a Milano e Roma. Attività in campo nel crowdfunding (Siamosoci), fondata da Dario Giudici e nel seed (Nana Bianca a Firenze, fondata da Paolo Barberis), nuovi fondi (JVCapital, lanciato da Paolo Gesess), nuovi fondi di fondi (Fondo Italiano di Investimento).


How do we grow the Italian rainforest?

What is an innovation ecosystem? Why certain communities are able to develop it while other fail? And most importantly, particularly these days, how do you build an innovation ecosystem in places where it lacks?

Rainforest, from Greg Horowitt and Victor Hwang, describes perfectly how things in reality are. This great book starts with a very simple point. When building an innovation ecosystem the most important thing is not the ‘ingredients’ but the ‘recipe’.

This sounds all so true from here in Milano, Italy. We have capital, we have talent, we have a huge academia infrastracture, we have the creativity, entrepreneurial spirit of Italians, we have the incubators. We have it all. So how come this is not the Silicon Valley? The fact that we have abundance of the ingredients for a solid innovation ecosystem is a prerequisite, but it’s not enough. How do you ignite these ingredients to create the next Facebooks? How do you do it, so that it happens in a serial, consistent way? The secret to build an innovation ecosystem is how you put together capital, talent and ideas and how they interact. I fully agree and if there is only one thing I could add to this concept.

I would say it depends on the ingredients, the recipe and… the cook.

Greg Horowitt and Victor Hwang are veterans of the venture capital industry. But their firm is quite unique. At T2 Ventures they practise extreme venture capital. While doing direct investments (the first T), at T2 they help governments in building up and bootstrapping their innovation ecosystems. They practise venture capital in ‘extreme’ regions such as New Zealand, Mexico, Egypt, Colombia, Kazakhstan, Palestine.

Rainforest is a great book and a very interesting reading about the inner nature of innovation. It will not give you the recipe to build an innovation ecosystem, but the map so that anyone can build its own. I would strongly suggest the reading to all the many people, inside the government and out, which today are working on this topic in Italy. We have the ingredients (well one is very scarse, which is capital), we have a new cook – our new government – is very interested in this topic. Most importantly we have a newly fresh born generation of startups and innovators, which have emerged. It’s a first blossom, but it’s still too fragile and it could be killed just as fast as it was born by wrong governamental polices.

Now the thing to do is only to design and implement the Italian specific rainforest recipe. And watch out, because the wrong recipe and the wrong implementation will kill the newly born plants or will generate a long lasting raiforest in Italy.

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