Immuni ma non dall’ignoranza

Monta la panna delle polemiche su Immuni, l’applicazione fondamentale che ci dovrà aiutare a riprendere una vita semi-normale in attesa che la ricerca medica faccia il suo corso. Le due notizie principali sono che il Copasir (il Comitato Interparlamentare che vigila sui servizi segreti) ha aperto un’indagine sull’assegnazione del bando e che maggioranza e opposizione richiedono un voto parlamentare sull’uso dell’applicazione.

L’indagine Copasir pare riguardi l’assegnazione del bando e “l’architettura societaria”, ovvero chi sono i soci di Bending Spoons, Sant’Agostino e Jakala, cosa che sta scatenando un sacco di dietrologia, allarmi complottisti, sospetti speculativi, roba da mettere in ballo addirittura appunto i servizi segreti. Ben venga per carità, ma occhio alle conseguenze.

Questo tipo di cosa è un classico Italiano, perchè siamo culturalmente predisposti a pensare che c’è sempre dietro una fregatura e se non c’è nessuna fregatura, non c’è niente da fare: la dobbiamo cercare, immaginare e spesso e volentieri costruire artificiosamente. Conosco molte delle persone coinvolte: imprenditori e investitori seri e sono certo abbiano sviluppato l’applicazione perchè come molti di noi vogliono dare il loro piccolo contributo per la società: tutta gente che non ha certo bisogno di speculare o di guadagnare da Immuni.

Il problema è che tutta questa dietrologia da social network, aprirà il varco ad un sacco di polemiche inutili, non necessarie e fuorvianti dai temi veri, polemiche che daranno fiato ai ‘partiti’ (non parlo di quelli politici) ma i partiti di quelli che sono contro o a favore per definizione, senza conoscere i temi e le loro implicazioni. Il classico polverone all’Italiana. E tutta questa polemica fomentata dalla disinformazione di massa provocata dai social rischia di essere grandemente dannosa per tutti noi: creare sfiducia e basso utilizzo di Immuni.  Un classico esempio di profezia che si auto-avvera.

Poi c’è il tema della privacy. Anche qui un altro campo minato del tutto simile a quello precedente. Si assiste sui social ai dibattiti più assurdi perchè il tema della privacy è divisivo, si presta bene a creare schieramenti di quelli che sono per la privacy e contro la privacy. Tutta gente che poi usa Facebook, Linkedin, Instagram, Zoom, Google Maps, Gmail, iPhone e quant’altro e spande in lungo e in largo i propri dati (in questo caso molto sensibili) ad aziende private, straniere che ci montano sopra business mostruosi e profitti esteri ingentissimi. Tutta gente che poi è tutta contenta di polemizzare sul fatto che la privacy è un diritto fondamentale e inalienabile.

Infine c’è il tema del codice aperto o chiuso, della documentazione del software e dell’infrastruttura, del protocollo da utilizzare, di quanta decentralizzazione e quanta centralizzazione, dei falsi positivi e dei falsi negativi, dei sistemi di sicurezza da implementare e così via.

Questi sono i temi veri, ma hanno un grandissimo difetto: sono molto poco sexy, sono relativamente poco divisivi, richiedono profonde competenze di dominio verticale e soprattutto necessiteranno di fare delle scelte.

Mentre dibattere delle grandi teorie e polemizzare dei massimi sistemi e facilissimo, fare delle scelte invece è difficilissimo perchè ci sarà sempre quello pronto a criticare qualunque scelta venga fatta.

Questo dibattito invece sarà quello meno seguito, peccato che è quello veramente importante e deciderà veramente le sorti di milioni di persone nei prossimi mesi e dell’economia nei prossimi anni.  Per cui al team di Immuni e a chi dovrà fare delle scelte nelle prossime settimane vorrei riportare una frase di Lao Tzu che mi ha ricordato una cara amica: “preoccupati di ciò che pensano gli altri e sarai sempre loro prigioniero”.

 


One Comment on “Immuni ma non dall’ignoranza”

  1. Danilo ha detto:

    Il peccato originale è stata la poca chiarezza del governo in merito ai criteri di selezione della app. Se fossero stati elencati prima i criteri e successivamente la vincitrice – con relativo punteggio – non avremmo avuto gran parte di questa polemica da 4 denari. Il dubbio poi, se l’app fosse obbligatoria o facoltativa, ha continuato ad alimentare il motore dei complottisti.

    Al governo vorrei chiedere però alcuni chiarimenti sulle scelte effettuate:
    – Perché è stata scelta una licenza open MPL e non una GNU like
    – Perché è stata scelto un protocollo centralizzato (c’è anche l’apertura con upgrade futuri al decentralizzato, che ancora deve essere definito nei dettagli, ma sappiamo bene che se venisse messa in opera con il centralizzato, li rimarrà)
    – Quali librerie di Apple / Google saranno usate, e quali dati condivisi con queste realtà?
    – Si sa poco o nulla sulla parte server della soluzione
    – Analytics e log: Come saranno loggati i crash, con quali API, e quali dati saranno inseriti nei log?


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