Il data-driven ucciderà la musica o la farà resuscitare?

Il marketing digitale della musica ormai è una scienza. Il mondo della produzione musicale è ribaltato rispetto all’era pre-digitale, dove i bravi discografici erano dei guru delle nuove tendenze che annusando l’aria scoprivano i nuovi talenti. Oggi è tutto data driven. E non necessariamente questo è un bene. Metrics that matter, pubblicato sul blog di Amber Horsburgh, spiega molto bene 23 metriche fondamentali per prevedere il successo commerciale di un progetto e finanziarlo o abbandonarlo.

23 metriche

Sarebbe esploso il grunge negli anni 90 senza l’intuizione della Subpop? Forse si o forse no, perchè sarebbe stato sotterrato dalla trap metric-driven degli Youtuber. Al South Summit scorso anno ho partecipato ad un panel e prima di me un supergiovane entusiasta del data driven e dell’iper personalizzazione, mi aveva fatto reagire forse un pò da matusa dicendo (cosa che penso peraltro) che un Internet iper-personalizzato rischia di essere anche iper-noioso e senza la sana serendipity che ci fa scoprire quello che non sappiamo ci sarebbe piaciuto.

Secondo me Frank avrebbe un’opinione precisa sull’argomento.



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