Ecco le dieci startup finaliste a Salerno per la tappa finale dell’ERG Re-Generation Challenge

Sono dieci le startup finaliste che presenteranno alla giornata finale di Salerno il 31 Gennaio di ERG  Re-Generation Channel. Startup emerse dallo “scouting tour” del Barcamper, che negli ultimi mesi ha girato otto regioni del centro-sud Italia (Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Molise e Umbria), esaminando 120 progetti imprenditoriali. Qualche dato interessante sulle startup che hanno partecipato: il 42% ha tra i soci una donna; il 37% ha legami con la ricerca universitaria; il 74% ha fondatori under 35.

  • 2nergy (Cosenza). Un impianto innovativo brevettato capace di trasformare l’energia solare in energia elettrica al costo di 0.01€/kWhel ed energia termica al costo di 0.0035€/kWhth, e tramite un proprio storage termochimico di erogare l’energia H24
  • AmbRaNet (Salerno). Software per il monitoraggio e la gestione intelligente delle concentrazioni di Radon indoor
  • EGG (Perugia) Social innovation. Un assistente virtuale che aiuta le persone non udenti a percepire situazioni pericolose attraverso notifiche visive e tattili, sfruttando in tempo reale il riconoscimento del suono.
  • Gimede (Roma). Piattaforma di supporto decisionale per investimenti in impianti rinnovabili che mette in contatto proprietari e potenziali investitori, anche non specializzati, rendendo il processo di vendita/acquisizione di un impianto il più semplice, rapido e sicuro possibile attraverso la certificazione di tutti i dati sensibili di un impianto in blockchain
  • IT-SOFC (Catanzaro). Un sistema energetico avanzato per la produzione di elettricità e calore con ridotti costi di gestione ed avviamento su diverse scale di potenza, basato sulla tecnologia delle celle a combustibile ad ossidi solidi a temperatura intermedia rendendo possibile l’impiego di differenti tipi di combustibili
  • Nanolead (Palermo). Innovativo sistema di storage elettrochimico costituito da elettrodi nanostrutturati low-cost, ricaricabile in soli 6 minuti, ideale per il peak shaving e lo storage per le fonti rinnovabili
  • Pinbike (Bari). Pin Bike incentiva la mobilità urbana in bicicletta e in carpooling, con un’iniziativa di gamification basata su un’app per smartphone, un device hardware e un sistema brevettato di monitoraggio e certificazione che coinvolge direttamente il cittadino/lavoratore e crea un ponte di benefits e iniziative con il Comune/Impresa in cui risiede
  • Safety Cover (Palermo). Safety Cover Hydro PV ® è un dispositivo domotico controllato tramite piattaforma IOT in grado di garantire la sicurezza di un impianto FTV azzerando la tensione continua generata a monte dell’inverter e di controllare/monitorare, pulire l’impianto FTV aumentandone l’efficienza energetica e la vita utile
  • Filtro Fluidodinamico DNA (Brindisi). Il FILTRO DNA PREINVEL® elimina micropolveri ed inquinanti prodotti da processi industriali (acciaierie, termovalorizzatori, centrali a carbone etc,) e civili (stufe a pellet, etc.) sfruttando semplici ma efficienti principi fluidodinamici capaci di ridurre di oltre l’80% gli attuali livelli di emissioni rispetto alle tecnologie esistenti con costi inferiori di almeno un 40%
  • Secure Shelter (Perugia). Un sistema di monitoraggio strutturale in tempo reale di edifici ed infrastrutture che, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, permette a gestori e amministratori di beni pubblici e privati di attuare una manutenzione predittiva, riducendo del 25% i costi di manutenzione

Il Demo Day organizzato da dpixel in collaborazione con il Gruppo Sella si terrà il 31 gennaio presso la Stazione Marittima di Salerno alle 16. Oltre alle startup, una giuria di manager, investitori, esponenti del mondo accademico e rappresentanti delle istituzioni locali assegnerà premi del valore di 30.000, 20.000 e 10.000 euro alle tre migliori idee imprenditoriali. I vincitori saranno premiati dal Presidente di ERG, Edoardo Garrone.

Durante l’evento avrò la possibilità di moderare una tavola rotonda a cui parteciperanno il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, il Vice Presidente Esecutivo di ERG Alessandro Garrone e il CEO del Gruppo Sella, Pietro Sella.

E’ possibile partecipare iscrivendosi a questo link su Eventbrite.

A ERG Re-Generation Challenge hanno collaborato Scuola Politecnica e delle Scienze di Base – Università  degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Salerno, TechNest – Incubatore dell’Università della Calabria,  Liaison Office – Università della Calabria, Università degli Studi di Catania, Polo Universitario Olbia, Disea – Università degli Studi di Sassari, Cubact – Incubatore Università degli Studi di Sassari, Centro Studi Metrologici e Tecnologici Avanzati (CESMA Napoli), Consorzio Arca Palermo, Confindustria Reggio Calabria, CIPNES – Consorzio Industriale Provinciale Nord Est Sardegna Gallura, Confcommercio Molise, Agenzia Umbria Ricerche, Umbria Risorse, SviluppUmbria, SviluppoItalia Molise, Sellalab, Legacoop Puglia, AuLab, DigiLab, TTpoint Salerno, Heroes Meet in Maratea, OpenCampus, Caos Terni, Hub Umbria.

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Yolo annuncia round da 5 milioni

Congratulazioni a Simone Ranucci e Gianluca De Cobelli: oggi in Primomiglio festeggiamo la chiusura del round di Yolo, startup insurtech nel nostro portafoglio, con un aumento di capitale da 5 milioni di Euro.

Un round B che segue il primo da un milione di un anno fa, capitali che consentiranno al team di proseguire nel suo rapido percorso di crescita sottoscritto da Neva Finventures, corporate venture del Gruppo Intesa Sanpaolo e Barcamper Ventures come lead investors e Net Insurance e Miro Ventures come coinvestitori.

“Yolo è un partner dalle grandi potenzialità in ambito insurtech che potrà contribuire ad accelerare la leadership nel business assicurativo del nostro Gruppo – ha affermato Mario Costantini, Direttore Generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center e AD di Neva Finventures. A seguito dell’investimento entra nel CdA di Yolo Alessia Truini, Responsabile Protezione di Intesa Sanpaolo Assicura.

Yolo è un player insurtech che svolge attività di intermediazione assicurativa esclusivamente in modalità digitale, in qualità di enabler tecnologico dei maggiori gruppi assicurativi e bancari. Yolo si rivolge al consumatore digitale tramite un’offerta di polizze on demand che consentono di accedere ad un nuovo modello di digital bancassurance e ad un’offerta ad hoc che risponde ai suoi bisogni. Tramite l’app dedicata è possibile sottoscrivere prodotti instant e pay per use su base giornaliera o mensile: dalla copertura viaggi, alla protezione volo e del proprio smartphone e coperture per attività sportive.

Ad oggi Yolo distribuisce una ventina di prodotti di microassicurazione sviluppati in partnership con primarie compagnie assicurative, direttamente e attraverso diversi partner distributivi tra cui Helvetia e Rendimax già attivi.  In virtù dell’investimento strategico del del Gruppo Intesa Sanpaolo, a questi partner si aggiungeranno a seguito del round anche Banca 5 – banca di prossimità e Intesa Sanpaolo Assicura .


Fondazione Carisbo sale sul Barcamper

Siamo felici in Primomiglio di aggiungere ai partner di Barcamper Ventures la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna che entra con 500mila Euro come sottoscrittore del fondo. La Fondazione si aggiunge al un nostro partner strategico Confindustria Emilia e agli altri investitori che partecipano alla nostra iniziativa di venture capital early stage. Siamo molto vicini all’ecosistema di Bologna e a tutto il territorio dell’Emilia Romagna e recentemente abbiamo tirato le somme dei chilometri macinati. Negli ultimi anni abbiamo battuto in lungo e in largo il territorio e originato 8 investimenti e 2 investimenti di corporate venture capital, oltre a diversi coinvestimenti con altri fondi ed angel investors.

300 giornate di scouting con tappe sul territorio in tutti i capoluoghi di provincia. Sono salite sul camperone 2.600 startup, abbiamo formato 2.800 persone nei bootcamp e organizzato 30 demo day con investitori, imprenditori e stakeholders. Il nostro team di investimento ha collaborato con iniziative come StartCup Emilia Romagna di Aster, da cui è nato anche il nostro investimento nel talentuoso spinoff Cubbit. Ma anche con progetti come Tim Wcap, Emilia 4.0 Wave Tour di Confindustria Emilia, Farete, Smau, il Comune di Bargellino.

Nel portafoglio Barcamper Ventures in questo momento abbiamo 8 investimenti originati in Emilia Romagna: Mapendo, Transactionale, Playwood, Competitoor, Cubbit, Remoria ora defunta e due nuovi investimenti che annunceremo in seguito.

Queste società a due anni dalla partenza hanno una settantina di dipendenti e dando uno sguardo ai business plan sono destinati ad aumentare significativamente nei prossimi due anni.

Insomma questo è territorio molto fertile per noi e stiamo pensando in ufficio che è il momento di riaccendere i motori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pitchbook Europe Venture Report 2018

E’ uscita la radiografia del venture capital in Europa. Chiaramente viste le dimensioni del mercato Italiano fare troppe comparazioni lascia il tempo che trova, ma i dati sono interessanti e contiene informazioni utili e interessanti.

Il venture capital Europeo ha investito lo scorso anno 20,5 miliardi di Euro in 3.384 startup secondo il Venture Report 2018 di Pitchbook. Un incremento del 4% in soldi investiti, ma un netto 26% meno in termini di numero di operazioni.  La dinamica si sposa con l’incremento nella dimensione media dei deal. Un utile indicazione per le startup, in Europa:

  • il deal seed medio è di 900k euro,
  • early stage di 3,3m euro,
  • later stage di 6,7m euro.

Un dato interessante è che sta crescendo il numero di coinvestimenti con fondi di venture americani, 21% delle operazioni.

Cresce anche il corporate venture capital: 713 operazioni per un totale di 8,8 miliardi, con una forte presenza nel later stage segmento che consente alle aziende di entrare in società meno rischiose ottenendo un forte insight su mercati e tecnologie emergenti. Nel corporate venture capital Europe la media degli investimenti è di 12m di euro ma sono stati fatti anche deal nell’intelligenza artificiale come il round D da 172 milioni di euro in Graphcore di Microsoft e BMWi.

 

Nel 2018 i venture Europei hanno ritornato 47,5 miliardi da 373 exit. Un incremento fortissimo (+165%) sui soldi ma sul 30% di startup in meno.

Nonostante il numero delle exit sia positivo, in realtà la situazione è alterata dalle exit di Spotify e la quotazione di Adyen, la mancanza di uscite da 1bn+ frena gli entusiasmi sul settore. Ma forse il dato più preoccupante di un quadro che nel complesso è comunque molto positivo è che nel 2018 sono partiti solo 62 fondi nuovi, con un calo del 23,5%. La raccolta è costante, ma il capitale tende ad accumularsi in pochi fondi molto later stage asciugando i capitali disponibili per l’early stage Europee. La dimensione media dei fondi in Europa infatti è passata da 77-114m nel 2017 a 123-159 milioni lo scorso anno.

Questi significa che ci saranno meno capitali per le nuove startup ma più capitali per le scaleup, quindi se siete li in mezzo alla fase seed-early stage.

 


Manovra finanziaria: 1 miliardo l’anno a regime per le startup in Italia. Ma la sfida è muoverne almeno 10

La Legge di Bilancio 2019 appena varata contiene un intero capitolo dedicato al venture capital e alle startup. Lo misura introduce una serie di importanti novità su diversi fronti. Pochi punti ma molto incisivi, che potrebbero cambiare le caratteristiche dell’ecosistema startup in modo significativo.

Innanzitutto i soldi. 350 milioni di Euro subito, 1 miliardo l’anno a partire dal 2019.

Partirà il fondo Italia Venture III  con una dotazione di 200 milioni di Euro. A questo si aggiunge un fondo da 45 milioni di Euro in tre anni per la sperimentazione di AI e Blockchain del MISE.

Viene varato il Fondo pubblico per il venture capital con una dotazione iniziale di 100 milioni di Euro. Il fondo potrà sottoscrivere anche in co-investimento pubblico e privato quote di fondi di venture capital. Il fondo conterrà meccanismi privilegiati nella ripartizione dei proventi per attrarre co-investitori.

Alla dotazione iniziale verrà aggiunto il 15% dei profitti delle società partecipate dal MEF. Parliamo di partecipazioni di maggioranza o di controllo di società quotate come ENEL, ENI, Monte dei Paschi di Siena, Poste Italiane, ENAV. Così come partecipazioni in società non quotate infrastrutturali (Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato, GSE) finanziarie (Invitalia, MEFOP – Società per lo Sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione, INVIMIT SGR).

Verranno investiti in startup tramite il venture capital il 15% dei profitti di aziende come  ad esempio Coni Servizi, Consip,  Poligrafico e Zecca dello Stato, Istituto Luce – Cinecittà,  RAI, SOGEI – Società Generale di Informatica, STMicroelectronics.

Il flusso di queste risorse dipenderà dagli anni e dai cicli economici, stimabile a numeri 2017 in 400 milioni di Euro. I profitti 2018 costituiranno il primo ticket per finanziare il 2019.

Viene modificata la disciplina dei Piani Individuali di Risparmio (PIR). Il 3,5% degli impieghi dovrà essere in fondi di venture capital che investono in startup. Bisognerà quindi vedere la raccolta 2019 dei nuovi PIR e degli ELTIF. Sono ipotizzabili  un flusso di 600/800 milioni di Euro l’anno solo da questa misura. Anche questo flusso potrebbe diventare ciclico, ma è un flusso stabile che di anno in anno può rinnovarsi e crescere, come calare. Le stime di mercato sono di una raccolta complessiva che potrebbe arrivare a 50 miliardi di Euro, potenzialmente 1,5 miliardi per le startup nel corso degli anni.

Si attivano quindi circa 1 miliardo di Euro tra quest’anno e il 2020,  1 miliardo circa l’anno a regime. Ma soprattutto si costruisce un outlook stabile per gli investimenti in startup Italiane: soldi, competenze e reti di investitori in filiera (fondi di fondi, fondi di co-investimento, fondi di venture di varia tipologia) che potranno alimentare il mercato dell’innovazione per diversi anni.

Introducendo nuovi attori nell’investment infrastructure nell’ecosistema dell’innovazione Italiana, stakeholders che direttamente o indirettamente hanno il miglior interesse a fare in modo che tali risorse si traducano in profitti e potenziali vantaggi per i propri business.

La finanziaria però tocca anche temi strutturali che riguardano il mondo del venture e del mercato startup in Italia. In particolare due aspetti importanti, delicati e strategici per costruire l’infrastruttura di investitori in startup Italiane.

Come prima cosa viene data una migliore specificazione del venture capital e una sua dignità quale asset class istituzionale strategica. E’ qualcosa che può sembrare un pò astratto a molti, ma negli anni questo percorso potenzialmente potrebbe far arrivare la maggior parte delle risorse al mercato dell’innovazione in Italia per molti decenni. Innescando potenzialmente un fenomeno simile al cambiamento che è successo negli USA con l’ingresso dei fondi pensione nel venture.

La chiave di tutta la manovra sulle startup quindi è nel comma 206: “Al fine di promuovere gli investimenti in capitale di rischio da parte di operatori professionali, lo Stato tramite il ministero dello Sviluppo economico, può sottoscrivere quote o azioni di uno o più Fondi di Venture Capital o di uno o più fondi che investono in Fondi di Venture Capital”.

Si definiscono venture quei fondi che investono 70/85% della raccolta in PMI non quotate e che non hanno operato in nessun mercato, attive da meno di 7 anni dalla prima vendita. Startup che necessitano di capitale di rischio che sulla base del business plan è superiore al 50% del loro fatturato medio negli ultimi 5 anni;

Startup nella fase di sperimentazione (seed financing), di costituzione (start-up financing), di avvio dell’attività (early-stage financing) o di sviluppo del prodotto (expansion o scale up financing); − il periodo di attività delle società target viene innalzato da ‘non più di 36 mesi’ a ‘meno di sette anni’.

Inoltre viene innalzata  la quota di investimenti agevolabili per fondi pensione e casse di previdenza. Viene previsto un incremento della quota di investimenti agevolabili per fondi pensione e casse di previdenza che investono in economia reale.

In particolare, tale quota viene portata dal 5 al 10% dell’attivo patrimoniale. Resta ferma la possibilità, per fondi pensione e casse di previdenza, di investire in fondi  e FoF (Funds of Funds) di venture capital.

Considerando che il patrimonio delle Casse Previdenziali e dei Fondi Pensione che possono accedere a questo beneficio e di circa 140 miliardi, il TAM complessivo di questo investitore è di 14 miliardi di Euro.

Ma per mobilitare queste risorse chiaramente startup e venture dovranno convincere e riuscire a farsi spazio nell’asset allocation del mondo previdenziale.

Infine la Finanziaria introduce una serie di misure per agevolare il mercato startup in Italia e affrontarne alcuni gap. Alcune di queste misure dovranno però trovare l’approvazione della Commissione Europea.

  1. Agevolazione fiscale. Viene innalzata l’aliquota di agevolazione fiscale per investitori persone fisiche e giuridiche dal 30 al 40%, sia per investimenti diretti in startup che per investimenti in fondi di venture capital.
  2. Incentivo alle exit. Incentivato l’acquisto del 100% di una startup, incentivato al 50% a condizione che il capitale della startup sia poi detenuto 3 anni.
  3. Voucher. Alle micro e piccole imprese è attribuito un contributo a fondo perduto, nella forma di voucher, per l’acquisto di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale. Il contributo è riconosciuto in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 Euro.

Ora la domanda è, cosa succederà adesso?  Ho provato a modellizzare l’impatto su 5 anni di questa manovra.

Potrebbero partire 20-25 nuovi fondi di venture capital, muoverebbe circa 4,5 miliardi di Euro in 5 anni come investimenti diretti e almeno altrettanti come co-investimenti di terzi nelle società target. Sono potenzialmente quindi una decina di miliardi di Euro investiti in 1-2mila startup nei prossimi 5 anni. In diversi stage di investimento e campi tecnologici.

Il mio suggerimento a voi startup è quindi di prepararsi ed attrezzarvi perchè da qui ai prossimi mesi si vedrà una crescente attività di investimento e progressivamente anche ticket maggiori.