Eco4cloud entra in fase commerciale, firmato contratto triennale con Telecom Italia

Eco4cloud ha annunciato la firma di un contratto triennale con Telecom Italia che prevede l’integrazione della tecnologia ‘made in Calabria’ presso data center dell’operatore telefonico in Italia e all’estero. E’una tappa importante per lo spin-off di Unical e l’Istituto per il calcolo e le reti ad alte prestazioni del CNR insediato a  TechNest. Come si dice nel gergo startup, è una pietra miliare (milestone), perché segna la conclusione del primo contratto commerciale con un attore molto significativo – leader in Italia – nei servizi di cloud computing.  

“Dopo un approfondito periodi di test e validazione, abbiamo scelto la soluzione di Eco4Cloud per ridurre il consumo energetico dei nostri data center rafforzando il nostro vantaggio competitivo nel fornire sistemi di cloud efficienti” ha dichiarato Franco Regis, Energy manager di Telecom Italia.

Il prodotto, basato su sofisticati algoritmi sviluppati dai fondatori, si è evoluto notevolmente anche a seguito dell’investimento di Digital Investments e Principia, ed oggi è in grado di operare su qualunque piattaforma hardware senza problemi di scalabilità, fornendo una soluzione potente nell’ottimizzazione e consolidamento dinamico dei carichi di lavoro virtuale. Eco4cloud consente di raggiungere significativi risparmi nel consumo elettrico e vantaggi tangibili in termini di monitoraggio, pianificazione, ottimizzazione, mitigazione del rischio e controllo delle SLA di un data center.

La startup ha ormai completato diversi proof-of-concept a livello internazionale con livelli di risparmio tra il 23% e il 56% della bolletta energetica di ambienti cloud con aziende come Microsoft, Cisco, HP (ha raggiunto presso l’HP Innovation Center, una risparmio del 49% su piattaforma HP’s Gen8  BladeSystem c7000 Enclosure).

La relazione con Telecom Italia inizio a svilupparsi a fine 2011, quando Eco4Cloud vinse il Premio Nazionale per l’Innovazione, entrando nell’ecosistema e nel programma di Working Capital.

“Dopo aver intercettato la startup nel nostro radar abbiamo iniziato a Luglio 2012 un percorso di sperimentazione e validazione della tecnologia. A fine di dicembre 2013 Telecom Italia ha deciso di adottare la tecnologia  ed inserirla nel proprio portafoglio di offerta ai propri clienti” ha dichiarato Salvo Mizzi.

La bolletta energetica di Telecom Italia è di circa 400 milioni di euro l’anno e l’azienda si è data l’obiettivo di risparmiare 170 milioni a regime. Ciononostante chiudere il contratto è stato un percorso complesso, com’è normale in questo tipo di applicazioni ‘enterprise’ che vanno a toccare ambienti critici come un data center.

“Entrati in Working Capital – spiega Roberto Mircoli, AD di Eco4Cloud –  è partita una approfondita due diligence tecnica da parte dei più qualificati esperti e architetti di rete di Telecom, volta a verificare l’effettiva maturità carrier-class della soluzione. Il sistema è poi stato testato in un ambiente live e alla fine si è arrivati alla partnership commerciale. Eco4cloud verrà presto installata anche presso TIM Brasile entrando nel pacchetto di offerta per i clienti sudamericani”

Lavorare con grandi aziende come Telecom Italia richiede di dover coordinare molteplici stakeholder affrontando complessità procedurali, a partire dalla qualificazione come fornitori.

“Il Team di Working Capital, s’è dimostrato un importante facilitatore interno – spiega Roberto Mircoli – risolvendo molte delle complessità di processo e di organizzazione. Senza il loro contributo sarebbe stato difficilissimo per una start-up come Eco4cloud, con le sue limitate risorse di persone e di tempo, riuscire a lavorare con un grande gruppo come quello di Telecom.”

Eco4Cloud è una delle startup che ha potuto usufruire dell’accesso veloce all’albo fornitori di Working Capital e il basket innovazione gestito direttamente da Marco Patuano.

La startup è ancora all’inizio del suo percorso e l’esito è tutto da scrivere, tuttavia in questi primi due anni di vita, quello di Eco4Cloud è un buon esempio di come diversi attori dell’ecosistema Italiano (ricerca, Università, venture capital, grandi aziende), possono contribuire ognuno con il proprio pezzo allo sviluppo dell’innovazione in Italia e alla rigenerazione di un nuovo tessuto di aziende competitive ed a forte vocazione globale.

 

 

 

 

 

 

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