La nuova definizione di startup innovativa

In seguito agli emendamenti effettuati dal Ministro Zanonato, questa è la nuova definizione di startup innovativa.

Ai fini del presente decreto, l’impresa start-up innovativa, di seguito
«start-up innovativa», è la società di capitali, costituita anche in forma
cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in
Italia ai sensi dell’articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale
sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema
multilaterale di negoziazione, che possiede i seguenti requisiti:
a) i soci, persone fisiche, detengono al momento della costituzione e
per i successivi ventiquattro mesi, la maggioranza delle quote o azioni
rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea
ordinaria dei soci;
b) è costituita e svolge attività d’impresa da non più di quarantotto
mesi;
c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
d) a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il
totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo
bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è
superiore a 5 milioni di euro;
e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la
produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto
valore tecnologico;
g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito
di cessione di azienda o di ramo di azienda;
h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:
1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15 per cento
del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up
innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le
spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. Ai fini di questo
provvedimento, in aggiunta a quanto previsto dai princìpi contabili, sono
altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo
sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione
e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti
da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni
impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le
spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale,
termini e licenze d’uso. Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e
sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di
vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal
legale rappresentante della start-up innovativa;
2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in
percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di
personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un
dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in
possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca
certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero,
ovvero, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro
complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi
dell’articolo 3 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270; (110)
3) sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa
industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una
topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale
ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore
originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per
elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto
sociale e all’attività di impresa

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3 commenti on “La nuova definizione di startup innovativa”

  1. Rock ha detto:

    un punto che mi rimane sempre un pò oscuro:

    “f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la
    produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi “innovativi” ad alto
    valore tecnologico”

    ma cosa significa?

    un’agenzia pubblicitaria che offre servizi/prodotti di comunicazione e pubblicità, dai “monumentali” cataloghi prodotti, fotoritocco, alla realizzazione di siti e promozione web, passando per organizzazione eventi ecc. ecc.
    è intesa come start-up innovativa? o no?

    Cos’è alto valore tecnologico?

    • dgiluz ha detto:

      La scelta di dare una definizione formale di legge di una startup innovativa è molto opinabile e consente l’accesso a una larga fascia di aziende che di innovativo non hanno nulla e lasciando fuori molte che invece lo sono veramente. Ma così è. Bisogna augurarsi che sia il mercato a fare una vera selezione.

  2. Matteo ha detto:

    L’innovazione è da intendersi di “processo” o “prodotto”.

    Come innovazione di processo si definisce l’implementazione di un nuovo o concreto miglioramento della normale procedura, puo riguardare vari settori.
    Per esempio utiizzare tecniche innovative per il miglioramento in un processo di produzione , o di un servizio, o per la realizzazione di un bene artistico, ecc.

    Come innovazione di prodotto si definisce quella che noi intendiamo come invenzione ed ha un particolare riferimento industriale.
    Per esempio la creazione di un prodotto migliorato o completamente nuovo all’interno di un determinato settore industriale.

    Aldilà delle definizione, l’innovazione è da considerare indispensabile nel progresso dell’essere umano, per cui qualsiasi processo o prodotto volto a tale scopo è indentificabile come innovativo.

    Semmai possono nascere discordie sul sistema che si utilizza per identificare le startup innovative, parlando di “alto valore tecnologico” si commette un’errore di forma, in quanto l’innovazione non riguarda solo la tecnologia ma anche la filosofia o la letteratura, per esempio.

    Tornando al tuo esempio un’agenzia di comunicazione, può essere definita innovativa se utlizza processi o prodotti innovativi per lo sviluppo della sua attività, e a tal fine impiega almeno una delle tre opzioni : A) investe il 15 % in R&D B) impiega personale altamente qualificato C) è titolare o licenzataria di un brevetto.


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