30 milioni di euro dal MIUR per le startup

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha lanciato un bando dedicato a startup su 4 temi innovativi: Big Data, Cultural Heritage, Making e Design, Social Innovation, Contamination Lab.

Il bando Miur Startup ha una dotazione di 30.000.000€ e finanzia progetti di ricerca e innovazione che abbiano un valore compreso tra 400.000€ e 1.200.000€ e una durata massima di 24 mesi. I proponenti devono essere startup (aziende attive da meno di 6 anni) delle 4 regioni del Piano Convergenza, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia.

Le proposte possono essere presentate da una startup singolarmente oppure in collaborazione con altre startup, con università, centri di ricerca e, eventualmente, grandi imprese. Le percentuali di contributo alla spesa arrivano fino all’80% del valore del progetto per le attività di ricerca e 60% per quelle di sviluppo.

Ecco tutti i puntatori per saperne di più:


Arduino: creare è un gioco da ragazzi

Da vedere: il documentario di Wired su Arduino.

 

 


New York City’s digital roadmap

E’ il titolo del report sull’agenda digitale di Micheal Bloomberg che racconta lo stato dell’arte nelle iniziative che la città di New York ha sviluppato negli ultimi 4 anni per lanciare la città come distretto tecnologico leader negli Stati Uniti. E’ innanzitutto importante premettere che tutte queste policy sono state definite con delle calls for proposal aperte al pubblico e in qualche maniera quindi sono state indirizzate ‘dal basso’, dalla città stessa.

Le policy del sindaco di New York si fondano su 5 pilastri:

accesso, con l’obiettivo di portare la connettività Internet al 100% dei cittadini entro il 2014 la città ha svolto sia iniziative dirette (ad esempio fornendo la connettività a 72 scuole e 16.000 studenti,  l’accesso Internet nelle linee della metro), sia attraverso partnership pubblico-private (insieme a Verizon portando la fibra al 100% delle case entro il 2014 e con AT&T per portare il wifi in tutti i parchi della città). Ora il wifi verrà portato nelle cabine telefoniche e verrà introdotta una nuova piattaforma tecnologica per i taxi.

educazione, focalizzando l’attenzione sulle scienze applicate con diverse iniziative, alcune di altissimo profilo internazionale:

  • Con il bando “Applied sciences NYC”  la città ha chiesto alle principali istituzioni educative di sottoporre il proprio progetto per sviluppare un nuovo campus nelle scienze applicate e ingegnerie in cui il Comune avrebbe donato la terrà e finanziato il seeding dell’operazione. Da questo bando è nato CornellNYC Tech che sorgerà a Roosvelt Island su un’area di due milioni di piedi quadrati in partnership con l’Università Cornell e l’Istituto Technion. Il progetto prevede anche un fondo revolving da 150 milioni di dollari per finanziare le startup che nasceranno sul campus. 2 miliardi di dollari di investimento.
  • A Downtown Brooklyn nascerà il CUSP, Centro per le scienze urbane e il progresso con il focus sull’urbanizzazione, smart cities, trasporti, risparmio energetico.
  • Academy for software engineering, indirizzata agli studenti delle scuole superiori: un super master per sviluppatori che coinvolge hackNY, Facebook e Fred Wilson.
  • iZone, una piattaforma online che oggi coinvolge 400 scuole della città e supporta le scuole nello sviluppare programmi di apprendimento personalizzati, migliorare la produttività e la collaborazione degli insegnanti e con gli studenti;
  • Mouse, un’organizzazione che si occupa di supportare gli studenti con minori possibilità nello sviluppare la propria carriera nel campo tecnologico

open government. Ad oggi NYC ha rilasciato 900 dataset sul proprio sito. Ha organizzato 15 hackatons coinvolgendo 200 sviluppatori e ricevuto 600 idee nel proprio challenge NYC Bigapps 3.0. Nel frattempo ha varato la legge 11 del 2012, il più grande e significativo pezzo di normativa sull’open government ad oggi negli USA.

engagement. La città si è data degli obiettivi di interazione digitale con i propri cittadini e ad oggi attraverso i suoi vari canali raggiunge circa 5,4 milioni di individui digitalmente ogni mese su oltre 280 canali diversi. Tra queste diverse app (nate da hackaton e challenges). Molto popolare NYC311 con la possibilità di segnalare problemi, fare ed inviare foto e avere informazioni dal Comune e dai vari enti collegati.

industria. Solo nel primo trimestre del 2012 il venture capital ha investito sul territorio di NY 264,65 milioni di dollari in 68 startup. In tutto il 2011 sono stati investiti a New York 2,8 miliardi di dollari di venture capital con una crescita del 41% rispetto al 2010. Come ha detto Fred Wilson, la superstar del venture Newyorkese “non c’è stato un periodo più eccitante nell’high-tech di New York”. Il Sindaco ha visitato personalmente le principali startup della città Foursquare, Etsy, General Assembly, Seamless e Tumblr. Inoltre ha supportato l’espansione della presenza locale di Facebook, Twitter e Yelp. Tra le varie iniziative:

  • NYC tech talent draft, sessioni di incontro sui campus di CEO e CTO delle principali startup cittadine
  • NYC Venture Fellows, un programma che si concentra sulle 20-30 ‘star potenziali’ tra le startup di NY
  • NYCEDC Incubator network. Una rete di 10 incubatori in città focalizzati sulle startup tecnologiche che da soli hanno attratto 83 milioni di dollari di investimenti e creato 500 occupati

Ora… non dico di scopiazzare tutto, molte cose qui in Italia non avrebbero senso o non si potrebbero fare, ma forse una bella visitina a NY per un pò dei nostri amministratori ci starebbe, o no?


Regolamentazione dell’equity crowdfunding in arrivo a breve

Oggi ho partecipato ad un seminario di approfondimento dedicato al crowdfunding tenuto dallo studio legale Hogan Lovells, nell’ambito delle ECM breakfast (ECM = equity capital markets) coordinate da Roberto Culicchi, partner dello studio e veterano degli equity capital markets in Italia. Il panel era moderato da Pamela Barbaglia, giornalista del Financial Times Group.

All’incontro hanno partecipato una quarantina di fondi, SIM, banker e avvocati.

E’ emerso che a breve (si parla di subito dopo Pasqua) Consob rilascerà la regolamentazione che era prevista in base alla legge per la scorsa settimana. Se così fosse si tratterebbe di tempi assolutamente record, considerando che la SEC sta lavorando da oltre un anno su questo tema (a onor del vero, su una scala che non ha nulla di comparabile rispetto alla normativa Italiana, in quanto il crowdfunding in America sarà uno strumento a disposizione di qualunque azienda US) e si prevede il rilascio della normativa USA per fine 2013.

E’ stato molto interessante poter raccontare del mondo delle startup e del crowdfunding ad una platea di investitori qualificati e si percepiva il loro interesse a capire di più di questo settore (l’incontro ha sforato di un’ora i tempi previsti e si è deciso di farne un’altro a regolamentazione emessa).

Basterebbe riuscire a muovere qualche frazione di punto percentuale degli asset gestiti da questi interlocutori per finanziare migliaia di startup ad alto impatto e far partire una rivoluzione imprenditoriale in Italia…


Il Barcamper a zonzo per la Lucania con NIDI Tecnofrontiere

Torno da Potenza, dove ieri presso la Facoltà di Ingegneria abbiamo lanciato la seconda edizione di NIDI Tecnofrontiere, attivando il Barcamper Tour della Lucania, nato grazie alla collaborazione con Basilicata Innovazione ed Unioncamere. Ecco le tappe, che si possono prenotare online sul sito.


European passport for venture capital fund managers approved

The European Union’s Council of Ministers formally approved the European Venture Capital Funds Regulation (EVCFR) on March 21st.

The EVCA called on the Council to follow the European Parliament in endorsing the EVCFR, which will act as a voluntary EU-wide passport for venture capital fund managers and simplify cross-border fundraising.

While there are certain technical issues to be finalised by the European Commission, the EVCA expects this to pose no significant obstacle to the EVCFR becoming law.

As the EVCFR is a regulation, it does not need to be transposed into national law like a directive. It should come into effect on 22 July 2013, in line with the Alternative Investment Fund Managers Directive (AIFMD).

A review is scheduled in two years which could see the regulation expanded to non-EU established funds. Until the review is over, only EU funds can benefit from the regulation.


Una scoperta che potrebbe cambiare il mondo


Ad Usum Fabricae – com’è stata finanziata la costruzione del Duomo di Milano?

Ho avuto la fortuna di vedere la mostra ‘Ad Usum Fabricae’ al Meeting di Rimini della scorsa estate. Una bellissima esposizione che racconta come è stata finanziata la costruzione del Duomo di Milano. Tutto nasce da un lavoro di tesi e di ricerca effettuata in Bocconi, da Martina Saltamacchia che ha spulciato, messo su un grande foglio excel ed analizzato, la contabilità della Fabbrica del Duomo, l’ente che costruì (ci vollero 6 secoli per completarlo!) e tuttora manutiene e gestisce il Duomo di Milano. Da questo lavoro, è emerso un bellissimo affresco di un’epoca e di un’opera che ha richiesto un ingentissimo investimento finanziario, lo sviluppo di nuove infrastrutture, tecnologie e l’afflusso in città dei migliori tecnici e scienziati.

La ricerca voleva rispondere alla domanda, se veramente il Duomo era stato finanziato dal popolo.

Chi ha detto che il crowdfunding è un’innovazione…? Fu decisamente inventato qualche centinaio di anni fa. L’86% del budget di costruzione è stato finanziato dal popolo e metà di queste offerte venivano da persone molto povere che quando non potevano donare denaro, portavano da mangiare, bere o vestiti. Oppure oggetti che venivano monetizzati all’incanto ogni venerdi. E chi non aveva niente portava il proprio lavoro.

Venivano anche organizzate attività di marketing, come feste, eventi nella città. C’erano cassettine sparse per la città, ma la grande parte veniva raccolta direttamente al Duomo da un apposito funzionario.

L’amico Marco Tirelli, che introduce il talk, ha avuto l’intelligenza di organizzare a Milano una conferenza in cui Mariella Carlotti, racconta questa interessantissima ed affascinante storia. E alcune tra le mille storie emerse, come quella incredibile di Marco Carelli, il mercante più ricco di Milano, che donò 35.000 scudi d’oro (pari a 400.000 giornate di lavoro di operai specializzati) o di Marta la più bella escort di Milano del tempo. Era peraltro uso comune per le prostitute di Milano ogni mattina passare a donare la decima della nottata.


NYC la nuova stella dell’high-tech in America

New York sta diventando la nuova capitale dell’high-tech in USA: nel giro di pochi anni si è sviluppato un movimento di startup e venture capitalist tra i più dinamici e creativi al mondo, al punto di fare della Grande Mela la prima scelta per chi vuole startup negli USA fuori dalla Silicon Valley.

A fare da capofila di questo movimento di imprenditori c’è un sindaco illuminato: Michael Bloomberg. Qui il suo programma, un documento che sembra più il business plan di una Google che non il programma elettorale di un sindaco (con tanto di milestones raggiunte nei vari piani di intervento). Un documento che prescriverei come testo obbligatorio su cui essere interrogati, per avere la patente di candidato ad amministratore pubblico in Italia. A vederlo dall’Italia infatti, sembra fantascienza che un sindaco sia in grado di scatenare un rivoluzione imprenditoriale, ma bisogna ricordare che Bloomberg è un imprenditore tecnologico di prima generazione di grande successo, come diremmo in Italia ‘prestato alla politica’. In un paese in cui la ‘politica’ coincide innanzitutto con la buona amministrazione, più che con il conflitto ideologico o pseudo ideologico su una teoria piuttosto che un’altra.

A raccontare questa affascinante vicenda, utile in momenti come questo in cui siamo tutti ad interrogarci sul futuro, sono Maria Teresa Cometto ed Alessandro Piol, con il loro libro “Tech and the City”,  che consiglio assolutamente a chiunque sia interessato nel capire meglio il fenomeno delle startup e l’impatto che un ecosistema dell’innovazione funzionante può determinare su un territorio in termini di sviluppo.

Paradossalmente la rinascita di NY come capitale high-tech coincide con una gravissima crisi: le Torri Gemelle prima, e poi quella economico-finanziaria che portò al fallimento di Lehman Brothers. La finanza – che dava da lavorare ad un terzo dei cittadini – nel giro di un paio di anni bruciò oltre 50 miliardi di capitalizzazione lasciando disoccupati il 25% dei lavoratori del settore finanziario in città. E così Bloomberg per la sua rielezione del 2009 si propose di fare della città una capitale globale del settore high-tech. Il lavoro viene sviluppato insieme a NYCEDC (NY City Economic Department Corporation), una società no-profit alle dirette dipendenze del sindaco. Sono passati 4 anni da allora ed oggi New York è in pieno boom (qualcuno già parla di possibile bolla) dell’industria high-tech: interi quartieri della città sono in fase di ristrutturazione per ospitare le nuove aziende che stanno rapidamente conquistando i mercati globali, il loro indotto e lavoratori. In città l’amministrazione ha organizzato una dozzina di incubatori in tutti i quartieri, che negli ultimi anni hanno sfornato una quarantina di società rilevanti: startup come ad esempio Foursquare, Meetup, Etsy, Kickstarter, Shapeways, Makerbot, Zemanta, Bit.ly, Drop.io e una nuova generazione di venture capitalist come Fred Wilson (Union Square Ventures), Flybridge, Betaworks, First Round Capital, Founder Collective, solo per citarne alcuni.

Tutto questo successo nasceva su un territorio già fertile che aveva comunque alle spalle una forte attività di angels, imprenditori seriali di successo e qualche società di venture capital. Ma bisogna dare credito a Bloomberg per aver messo tutto a sistema e con intelligenti politiche di sviluppo aver fatto da catalizzatore, amplificatore e main sponsor della nuova community di imprenditori cittadini.

E se tutto questo non bastasse la città ha lanciato un nuovo ambiziosissimo progetto, la nascita di una nuova Stanford sulla costa Est: CornellNYC Tech, un investimento di 2 miliardi di dollari, che lascerà un segno nel lunghissimo termine e potrebbe essere l’elemento di svolta con cui NY supererà la Silicon Valley in futuro. A regime il progetto (a metà tra un’università e un acceleratore) avrà 200 docenti e 2.000 studenti, ognuno affiancato da un mentor industriale. CornellNYC Tech creerà 20.000 posti di lavoro per la sua costruzione ed 8.000 permanenti. Dal suo campus  usciranno 600 startup nei prossimi 30 anni che si stima genereranno altri 30.000 posti di lavoro e circa 1,4 miliardi di dollari di introiti fiscali.

Intanto a Brooklin sta sorgendo il nuovo Institute for Data Sciences and Engineering e il Center for Urban Sciences and Progress due iniziative volute dal sindaco sulle scienze applicate. Niente male per un sindaco, che tra le altre cose è il primo a lanciare un top level domain tutto cittadino: il .nyc Altro che smacchiare leopardi, organizzare feste Burlesque e V-Day.

Come direbbe l’assessore alle varie ed eventuali di Roccofritto: fatti non pugnette.


Obama makes a reference to Sedara Ventures

Barack Obama mentioned the one and only venture fund in Ramallah, Sedara Ventures, during a recent speech in Jerusalem. Congratulation to my superstar fellow friend Saed Nashef!