Startup e digitale per una società migliore

Venerdi ho partecipato a Digit4Italy, un panel insieme al prestigioso Funkyprofessor, Lele Dainesi e Santiago Mazza (qui il video).  Organizzato da Simone Crolla, Onorevole del PDL, candidato alla Camera. Purtroppo Massimo Sideri si è beccato l’influenza e non è potuto venire. Curiosamente un candidato in campagna elettorale ha organizzato un evento di ‘ascolto’ a cui hanno partecipato anche Antonio Palmieri e Luigi Casero. Il tema è assolutamente cruciale (almeno per come la vedo io): Digitale, Innovazione e Startup: il motore di crescita per l’Italia.

Ovviamente il tema che mi sta a cuore, è quello delle startup. E’ un tema che sta nell’intersezione tra i concetti di sviluppo, innovazione, lavoro ed imprenditorialità. Il tema delle startup e le priorità in questo campo secondo me sono chiari. Per una serie di semplici considerazioni che ho provato ad esporre nel mio intervento.

L’emergenza nazionale oggi in Italia è il lavoro, la disoccupazione e particolarmente la disoccupazione dei giovani. Perchè?

Perchè sono loro i detentori del nostro futuro, sono loro la nostra futura classe dirigente. Milioni di giovani. I nostri figli. Ed una società che non crede nei propri giovani, non ha prospettive. E se non investe nei propri giovani, forse denuncia di non credere più neanche in se stessa.

Ci sono da diversi anni ormai, migliaia di giovani che hanno l’insana idea di fare – oggi, in Italia – gli imprenditori in mercati competitivi come quelli dell’high tech. Da allora si sono susseguite diverse iniziative di legge per finanziare le startup in Italia (tra l’altro giustamente sempre by-partisan, proprio perchè questo tema non ha nessun colore): prima Mosca-Lorenzin, poi Rao, Gentiloni, Palmieri.

Ci sono decine di migliaia di ragazzi nelle nostre Università, nel mondo delle startup. Nei co-working, FabLab ed incubatori. Migliaia di startup in Italia oggi stanno cercando di partire, partecipano a mille business plan competition. E  comunque il primo problema di una startup è sempre lo stesso: riuscire a finanziarsi. Alcune (poche) ce la fanno da sole e comunque anche in quei casi hanno grandi difficoltà a scalare rispetto ai loro competitor stranieri.

Spero che il prossimo Governo si occupi immediatamente di questa situazione. Perchè ogni giorno che passa ci perdiamo le migliori imprese nel digitale. Ci perdiamo gli imprenditori del domani e l’opportunità di generare sviluppo. Vero, sostenibile, non effimero.

Ho molto apprezzato l’impegno di Antonio Palmieri che insieme a Rao e Gentiloni hanno lavorato ad una misura (il fondo di fondi) che avrebbe fatto affluire risorse finanziarie alle startup in Italia. Risorse guidate dal governo in termini di governance ma gestite non attraverso i classici bandi pubblici, bensì investiti attraverso investitori professionali, come si fa in tutto il mondo. Una delle gambe del Decreto Sviluppo che non è poi però stata finanziata.

Abbiamo milioni di disoccupati (e non) in Italia, e sono la generazione meglio formata nella storia d’Italia. E ci stanno provando. Le startup hanno bisogno di fiducia. Non pacche sulle spalle e ulteriore burocrazia, ma cash.

L’Onorevole Palmieri, che in politica si definisce ‘un verticalista’ (ovvero sceglie pochi temi e su quelli si focalizza) ha confermato che continuerà nel suo impegno per far partire questa misura.

Simone Crolla ha aperto la mattinata con questo bel video, che apre la mente su come si può immaginare una società migliore grazie al digitale.

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