Speed and scale in capital formation

Accellerators such as YCombinator, TechStars and Seedcamp are proving that a new model in capital and startup formation is emerging. And it works. Just recently Paul Graham has released that current asset value of the YCombinator is 4,7 Bn$, proving that is also financially viable. However how much YCombinator is scalable and replicable in other locations and geographies? Techstars and Seedcamp are proving that this model can work not only in the Silicon Valley, but also in unusual venture capital geographies. The good news is that thanks to the over 300 ‘startup factories’ that have popped up in the past few years, venture capital and startups are flourishing in places such as Boulder Colorado, Austin, Washington DC, Philadelphia, Pittsburg, Seattle, London, Dublin, Copenhagen, Madrid and Athens.

We estimate that accellerators are generating a rate of around 500 startups per year right now and by looking at the Accellerator study data, I believe this should at list double next year. How far can it go in terms of scale and geographical reach? This question will be one of the key ones in the second edition of the study, we are starting to plan.

One thing that clearly emerged from the data is that the current criteria has served well in providing a relevant description of the current US market, the same methodology however has not been able to correctly describe the European one. This is most likely due to two factors:

– Europe – with the exception of Seedcamp – is a couple of years behind in terms of this new segment in capital formation;

– the European ecosystem is smaller, made of several islands loosely connected. Each market has developed its own adaptation of this model, in a very darwinian kind of process

The main challenge of next edition study will be to adapt the methodology to fit reasonably well these differences. Any suggestion and contribution is welcome, the current plan is to issue the study around March 2012.

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Gigaom maps accellerators in Europe

Fifty entities are somehow active in accelleration in Europe, according to Gigaom. And here is the map.

http://maps.google.com/maps/ms?msa=0&msid=208469022928201053802.0004a819d19a050fcab45&ie=UTF8&source=embed&t=h&ll=60.930432,14.326172&spn=15.039444,37.353516&z=4&iwloc=0004a819ed43b47c87380&output=embed
Visualizza GigaOM’s European accelerator map in una mappa di dimensioni maggiori


Accellerators in US and Europe, final presentation


Silenzio, parla il Capo

Ecco il bellissimo talk di Fabrizio Capobianco, fondatore di Funanbol, il più importante progetto open source oggi. Why Italians do it better.


Bilistick, vincitore della tappa di Firenze


Techgarage sbarca in Calabria

Oktago e i ragazzi di Technest hanno fatto questo fantastico video, grandi! Appuntamento il 14 Settembre.


Startup e innovazione fioriscono a Firenze

Di nuovo, il sapore in bocca lasciato dalla tappa di ieri di Working Capital è che decisamente qualcosa di concreto e duraturo stia succedendo in Italia sul fronte dell’innovazione e che anche a Firenze c’è un sacco di startup activity in corso. Intanto abbiamo sfondato il muro dei Mille iscritti e ad oggi si sono caricati sul sito di Working Capital 1.685 team con i loro progetti, circa 700 solo nell’Internet, 470 nell’innovazione sociale ed oltre 500 tra scienze della vita e ambiente. 3-4 mila giovani ricercatori, imprenditori che hanno un’idea per il futuro. Un numero che impone una riflessione, poichè se la statistica del venture capital non è un’opinione tra tutti voi che avete partecipato ci sono almeno 100-200 progetti ad alto potenziale.

Per quanto mi concerne, tutti i finalisti di ieri meritavano di ottenere un grant, alcuni su temi fondamentali come l’acqua, la necessità di trovare strade nuove per finanziare la cultura ed infine sul tema del social CRM, centrale oggi nel marketing digitale. Ma quelli in palio ieri erano solo due. E così hanno vinto la tappa il team guidato da Carlos Coda Zabetta, che sta sviluppando Bilistick, un device per la diagnosi veloce e a basso costo dei livelli di bilirubina nei neonati, tecnologia che oltre a salvare potenzialmente molti bambini, potrebbe impattare in modo significativo sui tempi e costi di degenza neonatale, e Julinda Stefa che ha fatto una presentazione killer di Clone2Cloud, un’architettura che attraverso l’uso del cloud computing intende potenziare la capacità computazionale degli smartphone riducendone i consumi elettrici e consentendo potenzialmente nuovi tipi di applicazioni dei terminali.

Vincitori battezzati direttamente online con un tweet di MarcoPatuano:

#wcap – WINNER del secondo grant BILISTICK. Dall’Argentina a Trieste. Quanti km deve fare una buona idea per trovare i fondi !

#wcap – WINNER del primo grant CLONE2CLONE. Ha preso una montagna di voti e mi è piaciuto alla grande. Brava Julinda: si vede che ci credi !

Un grazie a tutti quelli che sono saliti sul palco ha raccontare la loro storia, ed uno particolare ai fondatori di Dada, architetti e costruttori dell’Internet Italiana e a Fabrizio Capobianco per averci ispirato con il suo bellissimo talk che spiega agli Americani, Why Italians do it better.

Prossima tappa Trieste, fatevi sotto.