Scatto in avanti dell’Italia nella censura digitale, ma non ci sono limiti al peggio

L’Italia è terreno sempre più fertile per le norme assurde e fuori dal mondo, specie nel campo digitale, e così quatto quatto, trullo trullo, il garante per le Comunicazioni sta per varare un provvedimento che è una chicca delle più ghiotte, tra le proposte assurde, impraticabili e non allineate alle leggi e normative internazionali. Ma tant’è:

“Se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito può chiederne la rimozione al gestore. Che, «se la richiesta apparisse fondata», avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all’Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l’avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l’Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti. Per i siti esteri, «in casi estremi e previo contraddittorio», è prevista «l’inibizione del nome del sito web», prosegue l’allegato B della delibera, «ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia».

Cari lettori, che pagate come me lo stipendio a questa gente che passa le giornate a “fare l’Authority” e questo è il prodotto che genera. Ma dico vi siete anche voi rotti di queste cose come me o è solo il caldo estivo? Ulteriori informazioni qui: http://www.agoradigitale.org/nocensura

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One Comment on “Scatto in avanti dell’Italia nella censura digitale, ma non ci sono limiti al peggio”

  1. Luca ha detto:

    Ciao Gianluca, hai perfettamente ragione, secondo me il periodo estivo da alla testa…. fosse per me sarebbe da indire una simil rivolta e spedirli tutti a casa..e mettere al loro posto qualcuno che effettivamente ne capisce, sia su questi argomenti, che la parte innovazione/imprenditoria/fiscalità… personalmente ho una startup in italia, e me ne sto veramente pentendo, gestire alcune situazioni nel nostro paese diventa veramente impraticabile, basta solo il fatto che bisogna per forza emettere fattura per ogni singolo pagamento ricevuto, richiedendo una marea di dati… un’assurdità per esempio in campo mobile, oppure se si vuole fare da tramite per due parti (vedi i servizi di freelancing/outsorcing/crowdsorcing), o anche il fatto che per pagare un affiliato bisogna fare relativa nota di credito o ricevere fattura…. tutti motivi per i quali sto seriamente pensando di spostare tutto fuori, in qualche modo…
    Benvenuti in italia.. 😦


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