La transizione social della comunicazione

Con diversi amici ho scommesso una pizza, da riscuotersi nel 2015. Dico che Facebook a parità di tempo impiegato diventerà più grande e più profittevole di Google. In altri termini, se dopo dieci anni dallo startup, mettendo allo stesso tempo zero la lancetta, tracceremo i grafici di ricavi e profitti delle due aziende, ci troveremo una situazione in cui la curva di Facebook rispetto a quella di Google sarà più ripida e più ciccia.

Chissà – magari perderò la pizza – ma sono convinto che l’impatto dei social media sulla comunicazioni sarà di quello di una profonda trasformazione del settore. E in questo contesto quelle aziende che saranno in grado di comprendere questi fenomeni ed il loro impatto sul proprio business vinceranno introducendo nuove pratiche di successo sul mercato.

Fenomeni recenti nel retail come l’impressionante esplosione dei ricavi di GroupOn e di VentePrivee in Francia, e delle decine di aziende che sono partite su questi spunti negli ultimi due anni, ci dicono che qualcosa sta succedendo nella società e nei consumatori. La socializzazione digitale sta diventando per centinaia di milioni di persone il brodo in cui avviene oggi ‘la comunicazione’ ma anche l’acquisto.

Occupandomi di startup nel settore di Internet, mi trovo nella fortunata posizione di ascoltare talvolta idee brillanti per affrontare queste tematiche. Oggi i brand ‘consumer facing’ si trovano faccia a faccia con milioni di consumatori. In questo brodo è la viralità e la condivisione che dettano l’agenda informativa e la rilevanza dei contenuti, la loro comunicazione, rispetto alla percezione e l’esperienza diretta con servizi, prodotti, aziende e brand.

Sono uno dei 2.474.595 (ad oggi) amici, della Fan Page ufficiale di Nutella (un like automatico, come la mamma e la banda larga). Per la quale esistono anche molteplici gruppi di fan non ufficiali. Entrare nel club è semplice quanto cliccare il pulsantino e da qual momento Ferrero ha un canale aperto con me e può sapere di me più di mia mamma. I suoi 2,5 milioni di amici, interagiscono con almeno 100 di persone di media. Magari 5-6 ore la settimana.

Tutto questo è molto bello, ma come governare la comunicazione in un contesto di questo tipo, nel quale di fatto sto interagendo con un bacino di più o meno 247.459.500 di persone ed una massiccia nonché intricata mole di dati?

Come gestire la viralità in questo contesto? Come attivare conversazioni positive e condisione senza fare spam e generare un ritorno negativo? Come comunicare, fare marketing, customer care, trovare clienti in un contesto di questo tipo? Come utilizzare i centinaia di data-point che emergono dal grafo sociale che Nutella esprime su una piattaforma come Facebook?

Questi sono alcuni dei temi che brand e comunicatori digitali dovranno affrontare nei prossimi anni, in un ecosistema di attori, tecnologie ed innovazioni in continuo cambiamento. Tra le startup in queste aree con cui collaboro ho potuto vedere sul campo la potenza ed efficienza di operazioni condotte da grandi brand nel social media marketing. Utilizzando creativamente grandi piattaforme sociali come Facebook, Twitter, YouTube, oltre alle tecniche più sofisticate per sfruttare Google e le sue mille applicazioni. Ma anche startup nel campo del social crm, del crowdsourcing, nel data drilling del grafo sociale, nella generazione di lead commerciali e così via. Temi fortemente connessi tra loro.

Se nella prima onda di Internet la comunicazione è diventata digitale, nella seconda per come la vedo io diventerà fortemente sociale.

Sarà bello comunque eventualmente parlarne davanti a una pizza nel 2015.

 

Annunci

5 commenti on “La transizione social della comunicazione”

  1. webcopywriter ha detto:

    E io scommetto che vincerai la pizza!

  2. Dario Pagnoni ha detto:

    Caro Gianluca, credo anch’io che tu abbia vinto la pizza, ma solo perché la storia dei primi 10 anni di Google è già tracciata.
    Se prendessimo in considerazione i primi 20 e, quindi, tu incontrassi i tuoi amici nel 2025, sarei pronto a scommettere contro di te. Questo perché Google ha sicuramente capito le trasformazioni in atto e, credo, saprà cavalcare la “trasformazione social”.
    Complimenti, bell’articolo!

  3. lenuit ha detto:

    Il problema vero e’ che non ci sara’ più la bufala, se andiamo avanti cosi’.
    Ottimo pezzo!

  4. Roberto Bernabò ha detto:

    Mio parere personale sul tema.
    Io vado su Google quando ho bisogno di trovare qualcosa.
    Esempio “sceneggiatura originale del film dal quale è stato tratto il film “The Departed” di Martin Scorzese”.
    Clicco e scopro che il film in questione è “Infernal Affairs”.
    Cerco allora “Infernal Affairs”, e, se trovo un link sponsorizzato che mi offre la possibilità di acquistare il DVD di quel film, io ci clicco.
    E Google guadagna.
    Se vado su facebook, invece, ci vado di norma e per consuetudine un po’ come tutti, in un momento di parziale distrazione, per vedere cosa dicono i miei “amici”, se c’è qualche link interessante, qualcosa che catturi il mio interesse, che ne so: le foto di quel concerto a cui è andato tizio.
    È difficile che clicco su un link sponsorizzato, perché è differente la mia disposizione d’animo e la mia propensione marginale all’acquisto, in quel momento.
    Google è, a mio modo di vedere, maggiormente in grado, per questa radicale differente disposizione psicologica di chi utilizza il suo infallibile motore di ricerca, di generare desideri indotti.
    Ma c’è molto di più a favore di Google.
    E risiede nella possibilità, che Google ha, e che facebook non ha, di analizzare le chiavi di ricerca di tutti i suoi utenti, provenienti, ricordo, da tutti i paesi (more or less) del globo, grazie alle quali, nei loro database vengono, di fatto, postati, ogni giorno, ed a costo zero, peraltro, i desideri del mondo! Nessun Social Network, neanche il più popolato del pianeta come facebook, potrà mai, neanche lontanamente, avvicinare la possibilità di replicare il valore, potenziale ed effettivo, di questo asset. Ergo, credo perderai la scommessa.
    Con stima.
    Rob.

  5. Paolo Marocco ha detto:

    Interessante. ho scritto qs sul Social di fb deals: http://blog.tagliaerbe.com/2011/04/facebook-deals-social-commerce.html


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...