Cosa non è la BNI

Vorrei partire citando un commento assolutamente centrale di Gianluigi:

"Bella idea dire che bisogna impegnare meglio le risorse. E' una verità talmente evidente che è persino banale asserirla. Ma con quali criteri? L'unico criterio possibile e del merito anche di chi decide! Se lo stipendio di chi decide il finanziamento non dipende dalle sue decisioni è ovvio che finanzierà solo gli amici e gli amici degli amici. Nonostante nello statuto della "Banca" ci sia scritto che si finanziano solo progetti meritevoli."

Questo è il tema centrale e non ci sono scorciatoie su questo punto. Senza questo elemento qualunque iniziativa è tesa a fallire. E c'è un solo modo per assicurarsi che questo avvenga ed è nella governance.

Però il bello è che nel venture capital i risultati sono sempre misurabili e nel tempo questi sono il track record che consentono ai manager di proseguire nella loro carriera o di dover cambiare mestiere. Le regole in questo settore sono abbastanza standard e sono scritte tese ad assicurare una netta distinzione tra investitori e manager. Gli investitori non possono determinare, nè influenzare le scelte dei manager. Possono solo rimpiazzarli e secondo certe regole. D'altro canto i manager sono remunerati in base ai risultati e sarebbe fondamentalmente contro i loro interessi se ciò potesse avvenire.

Ci sono decine di regole di questo tipo che sono codificate da alcuni decenni ormai nel venture capital. E funzionano. La scommessa di Phelps è che meccanismi di questo tipo possano dare sufficienti garanzie di funzionamento anche nella gestione del capitale pubblico o pubblico/privato come in questo caso.

Ma è un sogno fare una cosa di questo tipo in Italia? Probabilmente si, ma vale la pena.  

 

 

 

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6 commenti on “Cosa non è la BNI”

  1. Alberto ha detto:

    Ciao Nicola,
    sto seguendo con grande passione il tuo progetto e sono al cento per cento in accordo con quello che dici. La mia domanda pero e’…quale sara lo spazio per progetti di innovazione sociale in un futuro dove la banca nazionale dell innovazione sara realta?

  2. Alberto ha detto:

    non so perche ho scritto Nicola…
    scusa Gianluca

  3. dgiluz ha detto:

    Bella domanda, secondo me dovrebbe avere uno spazio molto ampio. Io penso solo che la metodologia del venture capital consentirebbe un salto in avanti in termini di trasparenza, possibilità di verifica dei risultati, orientamento al merito nelle scelte, etc.

  4. Alberto ha detto:

    Lo spero tanto…
    thanks for your reply!
    in questo momento qual e secondo te il rapporto tra venture capital e social innovation?

  5. dgiluz ha detto:

    E’ un campo affascinante, i migliori operatori al mondo secondo me operano in questo campo. E’ anche uno dei settori in cui ci sono risorse forse più ampie del venture capital ad esempio tecnologico. Solo la fondazione di Bill Gates sta lavorando per investire 70 miliardi di dollari. Ho visto anche progetti molto interessanti in Italia.

  6. Alberto ha detto:

    si in Italia ci sono progetti interessanti anche se la situazione non e’ paragonabile a quella USA e UK per esempio. Ho visto che hai postato recentemente la storia di Endevour.
    Da tempo mi sto interessando al campo del Social Venture Capital. Il mio post precedente era comunque per avere un tuo giudizio su quello che potrebbe succedere in Italia. Ho avuto modo di vedere che gia alcuni fondi VC “tradizionali” si sono gia interessati ad investimenti di questo tipo.
    Tu che cosa ne pensi personalmente?


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