Perchè serve una Banca Nazionale dell’Innovazione

E' andato online stanotte il nuovo sito di Wired e Riccardo Luna (grazie Riccardo) mi ha regalato il piacere di inaugurare la sezione 'Italian Valley' per parlare della Banca Nazionale dell'Innovazione. Le prime conversazioni sono partite su Facebook e su LSDP.

Tra questi vorrei segnalare l'ottimo post di Jesper Bergmann, con cui concordo su tutta la linea. Jesper ha totalmente ragione e vorrei subito precisare un punto importante.

Yozma è stata una storia di successo probabilmente irripetibile. Ci sono almeno una ventina di governi di tutto il mondo che hanno già un loro programma nazionale e si stanno apprestando a lanciarlo. E non sono solo i soliti noti. 

C'è anche la Russia, l'Irlanda, il Messico, l'Armenia, il Giappone, Corea Del Sud per fare degli esempi. Tutti guardano a Yozma come punto di riferimento, ma occorre che ognuno trovi una propria ricetta. E in realtà ognuno lo sta facendo. 

L'Italia dovrà trovare la propria strada per non inserire rapidamente la retromarcia anche su questo fronte.

 

 

 

 

 

 

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4 commenti on “Perchè serve una Banca Nazionale dell’Innovazione”

  1. marco cavicchioli ha detto:

    non mi convince l’idea di una Banca dell’Innovazione. infatti secondo me il problema non è il credito, ma i costi. mi spiego…
    in Italia una qualsiasi azienda che voglia investire in innovazione può già oggi trovare diversi modi per finanziarla. inoltre una Banca che finanziasse progetti senza le normali garanzie richieste dagli istituti di credito rischia di creare una bolla come quella dei mutui subprime (anche se in miniatura): infatti il credito senza garanzie prima o poi implode…
    inoltre il credito non riduce i costi: semplicemente permette di dilazionarne il pagamento negli anni a venire.
    sarebbe invece molto più utile ridurre i costi dell’innovazione, introducendo forti benefici fiscali per tutti gli investimenti in innovazione. questo non inficerebbe minimamente sulla possibilità di finanziare tali investimenti, ma li renderebbe molto più appetibili proprio grazie a costi molto più competitivi. inoltre non avrebbe alcun rischio (se non quello che lo Stato dovrebbe accollarsi per finanziare la conseguente riduzione del carico fiscale).
    è ovvio che la soluzione migliore sarebbe avere sia gli incentivi fiscali sugli investimenti che la Banca dell’Innovazione, ma i primi sono prioritari sula seconda.

  2. Jesper ha detto:

    Ciao Gianluca,
    Grazie mille per il tuo feedback gentile.
    Sono d’accordo che bisogna adottare i punti di forza da Yozma al contesto Italiano.
    Pero, é anche importante che secondo un’iniziativa funzionerá solo se c’e una massa critica di early stage startups concentrato in uno o massimo due luoghi.
    Io spero molto che ci siamo arrivati a questa massa critica ma probabilmente tu lo sai molto meglio?
    Un’altra punto di forza di Yozma era che sfruttavano dai contatti e competenze degli israelani all’estero. Anche questo potrebbe secondo me essere un’idea adottare in Italia.

  3. dgiluz ha detto:

    Marco,
    sono molto d’accordo con te, in un mondo ideale accompagnerei la BNI agli incentivi fiscali.
    Anzi i primi sono meglio della seconda (se veri)
    Ma l’idea di Phelps è di un meccanismo di impegnare meglio risorse che già oggi sono spese con risultati troppo spesso discutibili
    comunque se un’iniziativa di questo tipo fosse accompagnata da incentivi fiscali sarebbe una combinazione perfetta per avere un impatto concreto

  4. Gianluigi ha detto:

    Quest’idea fa il paio con la Banca del sud, e tutte le altre banche create nei decenni passati. Bella idea dire che bisogna impegnare meglio le risorse. E’ una verità talmente evidente che è persino banale asserirla. Ma con quali criteri? L’unico criterio possibile e del merito anche di chi decide! Se lo stipendio di chi decide il finanziamento non dipende dalle sue decisioni è ovvio che finanzierà solo gli amici e gli amici degli amici. Nonostante nello statuto della “Banca” ci sia scritto che si finanziano solo progetti meritevoli. Conoscete qualcosa di più meritevole e innovativo di una pizzeria di un amico, o di quell’azienda del figlio di quel ministro?
    Insomma quello che si vuole mettere insieme è solo l’ennesimo carrozzone pubblico, totalmente pubblico, scommettiamo che il contributo privato sarà pari a zero?
    Idea pessima.


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