Startup tools

Oggi inauguro un nuovo tag: startup.

Colgo questa occasione intanto per scusarmi su un argomento: Startup Master. Il progetto è in ritardo, causa il fatto che in ufficio siamo stati affacendati in vicende che hanno richiesto la nostra  massima focalizzazione. Detto questo rimane l'impegno a farlo partire e mi auguro si creeranno le condizioni per partire il prima possibile.

Dicevamo di startup: oggi per fare le aziende del futuro basta un garage, due computer e dei talenti con cervello, idee ed ambizioni. E venture capital. 

Bo Fishback, VP entrepreneurship della Kauffmann Foundation ha sviluppato un tool che è disponibile gratuitamente online e che vorrei consigliare a tutte le startup: OnYourVenture.com

Spesso ci troviamo a fare discussioni lunghe e complicate con i fondatori  su temi come valutazione, diluzione (premoney, post-money, option pool). Spesso sono anche discussioni che sono complicate dal fatto che nella maggior parte dei casi i fondatori hanno poca dimestichezza sul come funziona un term sheet e sull'impatto delle varie clausole.

Per tutti quelli che vogliono avvicinare il venture capital questo strumento può essere molto utile. Basta inserire i termini di un'operazione di venture capital e vedere come impatta sulla startup. La vera utilità di questo tool secondo me è che consente di ragionare su come strutturare un percorso di funding della propria startup simulando diversi round e l'impatto che hanno sulla struttura societaria.

 

 

 


Venture capital a impatto sociale

Il social impact è uno dei segmenti più interessanti del venture capital internazionale. Le organizzazioni attive in questo settore sono tante, tra esse spiccano la Belinda Gates Foundation, la Kauffman Foundation ed Endevour. E' un settore che si suddivide in due grandi blocchi: not-for profit venture capital e for-profit venture capital. Il secondo in particolare è quello che trovo più interessante in quanto è il modello più sostenibile nel lungo termine.

Endevour è un'organizzazione affascinante: seleziona imprenditori seriali con un track record significativo e finanzia missioni ad alto impatto, con un forte focus sul Sud America. Finora Endeavour ha generato aziende che producono complessivamente 3 miliardi di dollari di ricavi ed hanno un impatto fortissimo sulle comunità locali.

 


Obama premia Federico Faggin

Ci sono stati anni in cui l'Italia era leader al mondo nell'informatica a livello globale. Molti Italiani hanno realizzato innovazioni significative e centrali allo sviluppo di quest'industria. Tra questi Federico Faggin, che per il suo lavoro nel campo dei semiconduttori ha ricevuto dal Presidente Obama la medaglia Nazionale per la Tecnologia e l'Innovazione.

 


Riflessioni a valle di Italia Camp, qualcuno ha una buona idea su come far fruttare 6,517 miliardi di euro?

E' partito Italia Camp, il tour organizzato dagli ex-studenti LUISS in cui si possono presentare idee che finiranno sui tavoli dei nostri governanti e amministratori. Ho potuto inaugurare la sezione di lavoro "Innovology" in cui sono state presentate e discusse una prima manciata di proposte. I gruppi di lavoro seguono diversi filoni tematici ed ora decine di progetti sono all'esame delle commissioni di esperti.

Il tour è partito molto bene, il campus della LUISS era pieno di gente e ho potuto ascoltare personalmente alcuni progetti molto interessanti. Nel gruppo di lavoro 'Innovology' si indirizzano le idee che utilizzano tecnologia e il web per rendere migliore la nostra vita o renderci più competitivi.

Il bello di Italia Camp è che ad ascoltare le idee sono funzionari pubblici a vari livelli competenti sulle materie presentate. Gente che potenzialmente ha il budget ma che probabilmente è poco esposta ad un canale diretto e 'grassroot' come questo. Un'occasione più unica che rara di poter esporre direttamente una buona idea agli enti decisori, senza troppe carte e burocrazia.

Come dicevamo parlando di Banca Nazionale dell'Innovazione, si tratta di risorse potenzialmente ingenti. Qui sotto ad esempio solo la ripartizione regionale dei fondi POR delle varie Regioni Italiane sul tema dell'Innovazione e imprenditorialità.

Regione Dimensione complessiva POR di cui: Ricerca, innovazione, competitività e rafforzamento della base produttiva proporzione sul totale
       
Lazio  744  255 34%
Lombardia  532  263 49%
Sicilia  9.800  500 5%
Sardegna  1.702  630 37%
Umbria  348  160 46%
Basilicata  752  88 12%
Veneto  453  190 42%
Molise  193  76 39%
Marche  289  153 53%
Friuli Venezia Giulia  303  138 46%
Valle d'Aosta  49  22 45%
Emilia Romagna  347  184 53%
Trento  64  21 33%
Toscana  1.127  401 36%
Puglia  5.200  580 11%
Abruzzo  345  186 54%
Bolzano  75  27 36%
Piemonte  1.077  498 46%
Campania  6.865  1.215 18%
Calabria  2.998  300 10%
Liguria  1.702  630 37%
       
Totale  34.965  6.517 19%

Tra i progetti ho sentito almeno due idee interessanti che se fossi il responsabile della Banca Nazionale dell'Innovazione guarderei con grande attenzione. Ne parlerò in dei post separati. Ma perchè Italia Camp funzioni veramente e quelle che potenzialmente sono delle buone slide diventino veri progetti, occorre la materia prima. Occorrono le vostre idee per spendere meglio i nostri soldi. 

La prossima tappa sarà a Lecce, è importante perchè dopo bisognerà sbarcare a Bruxelles. Innovatori tirate fuori le vostre idee! Il mio consiglio per approcciare Italia Camp nel modo giusto è di 'non chiedetevi cosa Italia Camp può fare per voi, ma chiedetevi cosa potete fare voi per l'Italia'.

E' soprattutto il mio motto qui è uno solo: "basta cassate!" (chi era presente sa cosa intendo dire).

 

 


Discussione sui fondi nazionali per l’innovazione a Padova

Dal panel di Working Capital.


Craig Mundie parla della visione di Microsoft sul 3D

Bel talk su quella che sarà la prossima onda del computing, il 3D. Una visione che condivido in pieno.


Craig Mundie parla della visione di Microsoft sul 3D

Bel talk su quella che sarà la prossima onda del computing, il 3D. Una visione che condivido in pieno.


Bill Gates parla di Khan Academy

Con la rete oggi il sapere è direttamente accessibile dietro la tastiera. Si discute molto sulla rete di come questo sia destinato ad impattare nei prossimi anni. Ne ha parlato anche Bill Gates ad Aspen, citando uno dei suoi siti preferiti: Khan Academy. Un sito il cui traffico è letteralmente esploso nel giro di pochissimi anni ed è #1 nel suo segmento come traffico su Youtube.

I contenuti: videolezioni di dieci minuti, con cui chiunque si può fare un proprio curriculum di crescita e conoscenza. Salman Khan qui racconta la sua iniziativa e fa vedere una sua videolezione di storia di esempio.  Come lui stesso racconta le ragioni del successo sono in una combinazione di fattori e secondo me nella geniale semplicità del progetto (no profit). Sicuramente vincente è il format delle sue lezioni, estremamente efficace in effetti.

 

 

 


Cosa non è la BNI

Vorrei partire citando un commento assolutamente centrale di Gianluigi:

"Bella idea dire che bisogna impegnare meglio le risorse. E' una verità talmente evidente che è persino banale asserirla. Ma con quali criteri? L'unico criterio possibile e del merito anche di chi decide! Se lo stipendio di chi decide il finanziamento non dipende dalle sue decisioni è ovvio che finanzierà solo gli amici e gli amici degli amici. Nonostante nello statuto della "Banca" ci sia scritto che si finanziano solo progetti meritevoli."

Questo è il tema centrale e non ci sono scorciatoie su questo punto. Senza questo elemento qualunque iniziativa è tesa a fallire. E c'è un solo modo per assicurarsi che questo avvenga ed è nella governance.

Però il bello è che nel venture capital i risultati sono sempre misurabili e nel tempo questi sono il track record che consentono ai manager di proseguire nella loro carriera o di dover cambiare mestiere. Le regole in questo settore sono abbastanza standard e sono scritte tese ad assicurare una netta distinzione tra investitori e manager. Gli investitori non possono determinare, nè influenzare le scelte dei manager. Possono solo rimpiazzarli e secondo certe regole. D'altro canto i manager sono remunerati in base ai risultati e sarebbe fondamentalmente contro i loro interessi se ciò potesse avvenire.

Ci sono decine di regole di questo tipo che sono codificate da alcuni decenni ormai nel venture capital. E funzionano. La scommessa di Phelps è che meccanismi di questo tipo possano dare sufficienti garanzie di funzionamento anche nella gestione del capitale pubblico o pubblico/privato come in questo caso.

Ma è un sogno fare una cosa di questo tipo in Italia? Probabilmente si, ma vale la pena.  

 

 

 


Banca Nazionale dell’Innovazione, un punto di vista interessante

Vorrei pubblicare un messaggio estremamente interessante che ho ricevuto da Andrea sul tema della Banca Nazionale dell'Innovazione che contiene un paio di riferimenti importanti. Grazie Andrea!

 

Ho seguito con molto interesse gli ultimi commenti intorno al progetto di Banca dell'Innovazione in stile Yozma e ringrazio Gianluca per il suo impegno in questo ed in ogni altro senso.
I dubbi intorno all'importazione di un modello innovativo sono fondati ed anche forward loop li ha raccolti, a seguito del commento di Jesper Bergmann.

Vorrei dare il mio piccolo contributo in tal senso segnalando due teorie fondamentali d'interpretazione della storia economica, due teorie che sicuramente fanno parte del bagaglio di chiunque possieda una formazione economica, ma che forse sono sparite nella memoria.

Queste teorie sono nate nel periodo in cui la rivoluzione industriale inglese travolse il mondo (parlo della prima rivoluzione industriale, quella nata in Inghilterra fra '700 ed '800), un mondo del tutto incapace di adottare un modello simile. Una situazione che assomiglia incredibilmente a quanto sta accadendo oggi con l'hi-tech e la Silicon Valley, che in ogni dove si tenta di replicare. Senza successo.

Le due teorie di cui parlo sono la teoria dei fattori sostitutivi e dei vantaggi dell'arretratezza di Gerschenkron insieme a quella del differenziale della contemporaneità di Pollard.

Gerschenkron crede che i Paesi arretrati siano in grado di colmare il proprio svantaggio mettendo in campo "fattori sostitutivi" che si sostanzino in caratteristiche differenziali poste in atto nel processo imitativo. Gerschenkron dimostra anche come i Paesi arretrati possano godere di un "vantaggio dell'arretratezza" dovuto alla possibilità di imparare dagli errori altrui e realizzare l'innovazione con risorse inferiori rispetto ai Paesi pionieri.

Pollard spiega invece due cose. Per primo, l'innovazione coinvolge le Regioni e non gli Stati, ove per regioni s'intendano zone organizzate intorno ad un centro nevralgico e propulsivo; questo è illuminante per spiegare lo sviluppo disomogeneo comune a molti Paesi (e non solo all'Italia!). In secondo luogo, Pollard introduce il concetto di "differenziale della contemporaneità", che allude a quegli eventi, sia positivi che negativi, che deviano un Paese dal proprio corso economico previsto, eventi irripetibili ed impossibili da imitare.

Tornando ai temi affrontati da Gerschenkron, bisogna considerare come ogni posizione di leadership innovativa sia guadagnata con grande dispendio di risorse, commettendo errori ed imparando dagli stessi. E che questa leadership non è destinata a durare per sempre.
I Paesi rimasti indietro possono invece adottare le innovazioni in modo meno dispendioso rispetto al pioniere, fino a realizzare l'agognato raggiungimento (catching up).
Circa i settori trainanti e le modalità che diedero forma allo sviluppo durante la Rivoluzione Industriale, è utile notare come ogni Paese mise in campo fattori sostitutivi differenti. È facile trasferire osservazioni relative a due secoli fa con qualcosa di più vicino a noi: lo sviluppo italiano del Secondo Dopoguerra. Questo propose un modello del tutto nuovo, fatto di piccole imprese e distretti, oltre che d'estro imprenditoriale.

La storia insegna come, due secoli fa, i Paesi che conobbero uno sviluppo pari a quello inglese, seppur ritardato, furono quelli che riuscirono a far leva suoi propri caratteri distintivi, trasformandoli in vantaggi chiave.

Se la Gran Bretagna puntò su concentrazione dell'industria, banche private orientate al credito, impero coloniale ed istituzioni orientate al liberismo, Francia, Germania e Russia tentarono strade diverse.
La Francia fu protagonista di uno sviluppo diffuso, senza grandi balzi ma con una crescita costante, basata sulla diversificazione industriale.
La Germania inventò le banche miste, che unificarono credito e risparmio in  soggetti unici (cosa che oggi sembra ovvia), superando il modello focalizzato di tipo anglosassone. In Germania le banche investirono in prima persona nei progetti industriali, partecipando con quote ed occupando posti nei consigli di amministrazione: oggi lo chiameremmo Venture Capital.  E poi il sistema previdenziale, la geniale iniziativa di Bismarck.
La Russia realizzò invece uno sviluppo parziale, ma è di grande interesse come questo sia stato caratterizzato dall'intervento propulsivo dello Stato, ancora in epoca Zarista. Qui non esisteva un ecosistema di capitali privati e lo Stato pensò bene d'investire in quei progetti che, altrove, erano stati promossi dall'iniziativa privata.

Quanto descritto fino ad ora pone molte domande e cerca di affermare un principio. La storia insegna come non sia possibile importare modelli esterni senza fattori sostitutivi, in grado di far leva sulle peculiarità di un Paese.
Il compito più difficile è individuare dei fattori sostitutivi per il Nostro Paese. In ogni caso, ciò di cui bisogna convincersi è come quello appena descritto sia un quesito fondamentale, a cui non si può non dare risposta.

Mi congedo con qualcosa che non sarà forse utile nel progettare un Fondo dei Fondi, ma che può forse accendere un lumicino.

In occasione di Mind The Bridge, Charles Versaggi ha convinto l'intera platea di come le storie d'impresa non siano storie di "denaro", ma storie di "significato", di "senso".  Quando si parla di vita e di significato, a me vengono in mente l'Italia e gli Italiani. E poco altro.