Idee per ItaliaCamp

Sto lavorando per 'fare la conta' dei soldi che nei budget pubblici sono destinati alla voce: imprenditorialità/innovazione in Italia, finora ho contato tra fondi POR, PON, PIF, Enti vari oltre una quindicina di miliardi di euro. Non sto mettendo nel conto ancora una serie di entità privatistiche che però hanno scopi di natura pubblica, ad esempio le Fondazioni Bancarie.

15.000.000.000 euro sul periodo 2007-2013 sono destinati in Italia a questo scopo. Good news.

Il problema è che francamente giro l'Italia in lungo e in largo e davvero non vedo una Silicon Valley. Eppure sono una cifra che supera gli investimenti di venture capital in Francia, Israele e una lunghissima lista di oltre 200 nazioni. 

Penso che ItaliaCamp potrebbe essere il giusto contesto per ragionare sull'argomento. Che idee positive può proporre la biosfera per usare bene questi soldi? Butto giù le prime fesserie che mi vengono in mente:

1) Ogni progetto che usufruisce di questi fondi deve presentare su un sito il proprio progetto (in quindici slide). Un social network aperto a qualunque cittadino.

2) Il progetto deve essere valutato su pochi parametri semplici e chiari, tipo…(problema/soluzione, costo/opportunità, quanti soldi e per fare che. Voti e commenti dei valutatori (nomi e cognomi) vengono lasciati per iscritto e sul sito. Con un linguaggio che anche mia nonna possa capire.

3) Vengono pubblicate le graduatorie, erogati i fondi e assegnato un mentor che ha il compito di supportare il progetto e rendicontare l'esito. Il materiale viene pubblicato, geotaggato, con i link a tutti i siti ufficiali. Tutta la rendicontazione di base deve andare online e ognuno ha il diritto di dire la sua sull'argomento.

Si ricomincia la routine dal punto uno, i progetti che non funzionano lasciano spazio a quelli che stanno funzionando.

A voi continuare… 


Mobile monday inizia un tour in Italia

Sviluppatori di applicazioni mobile, l'appuntamento è questo:

  • 11 Ottobre 2010 18h00 – Mobile Monday Milan - Ristorante Le Biciclette;
  • 15 Novembre 2010 18h00 – Mobile Monday Bologna;
  • 13 Dicembre 2010 18h00 – Mobile Monday Roma.


Parte da Roma ItaliaCamp alla ricerca di idee per rimettere in piedi l’Italia

ItaliaCamp parte tra un paio di settimane da Roma per un tour di quattro barcamp che terminerà a Milano volto a raccogliere "La tua idea per il Paese". Le idee potranno essere relative ad una di queste sei aree:

– Ricerca, Scienza e Tecnologia
– Energia, Infrastrutture e Ambiente
– Economia, Finanza e Mercati
– Politica, Istituzioni e Pubblica Amministrazione
– Lavoro e Impresa
– Cultura e Società

Le idee migliori saranno presentate in un evento finale a Palazzo Chigi previsto a Maggio del prossimo anno e saranno affidate a dei mentor soprannonimati “Italia Units”, che si occuperanno di supportare i proponenti nella realizzazione delle stesse.

Le date del tour:

– Roma 16 ottobre
– Lecce 20 Novembre
– Bruxelles Gennaio 2011
– Milano Marzo 2011

Per tutti quelli che ci tengono al futuro dell'Italia e pensano di avere una buona idea, fatevi avanti e presentatevi al Barcamp per parlare, il microfono sarà a vostra disposizione e saremo tutti con le orecchie aperte per sentirvi.


Legge sul venture capital in Italia: le prime proposte

Lo Spazio della Politica ha pubblicato sul suo sito le prime idee relative alla proposta di una legge per lanciare il venture capital in Italia. Ecco i punti essenziali, la creazione di un fondo di fondi pubblico/privato che si ispira all'iniziativa Yozma lanciata vent'anni fa in Israele.


Italia, investitori e startup in risposta ad Augusto Marietti

Augusto Marietti, geniale fondatore di Mashape, ha pubblicato sul Tagliablog una lettera aperta appassionata e dolente destinata a tutte le startup Italiane. La lettera ha scatenato nelle ultime settimane un acceso dibattito e sono seguiti molti commenti e alcuni post tra cui quelli di Infoservi e di Stefano Bernardi.

Augusto ha vissuto sulla sua pelle la difficoltà di fare startup tecnologiche in Italia. Dopo aver girato l'Italia in lungo e in largo, alla ricerca di investitori senza successo per oltre un anno, alla fine insieme al suo team è emigrato in Silicon Valley ed è riuscito a trovare un primo seed funding da angel di grandissimo peso, ex Paypal e YouTube. Grazie a questi capitali oggi Mashape è partita ed è in public alpha

Se Mashape è un buon progetto per la Silicon Valley, perchè non ha trovato investitori in Italia? Anche noi in dpixel abbiamo seguito molto a lungo il progetto di Augusto e il suo team, decidendo di non investire. In cosa abbiamo tutti sbagliato, se abbiamo sbagliato? Banalmente gli investitori US sono più bravi di quelli Italiani?

In parte si, gli investitori della Silicon Valley sono molto più esperti e capitalizzati, ma chiunque conosce il venture capital sa che il problema non è così semplice. Con il senno di poi saremmo tutti investitori infallibili, ma le decisioni di investimento vengono prese in base ad una serie di fattori che non sono facilmente decodificabili dall'imprenditore. Non ultime contano le risorse che il fondo ha in gestione e la qualità del suo dealflow, ma più importante ancora sono le competenze specifiche del team di venture capitalist e l'ecosistema che è intorno a lui.

In altre parole e in estrema sintesi il problema di fondo è che l'ecosistema dell'innovazione Italiano è ancora troppo piccolo, troppo poco capitalizzato e deve combattere tutti i giorni sopravvivere all'interno di un 'sistema paese' fondamentalmente ostile all'imprenditorialità e all'innovazione tecnologica per investire in progetti così rischiosi come Mashape che sicuramente richiedono a tendere capitali significativi e competenze rarissime in Italia.

L'ecosistema della Silicon Valley non è semplicemente comparabile all'Italia. La Silicon Valley è un posto unico al mondo, al punto che non si trovano situazioni analoghe nemmeno in altre parti degli Stati Uniti. E non è solo questione degli oltre 15 miliardi di dollari che vengono investiti in un raggio di alcune decine di chilometri quadrati, soprattutto è un tema che riguarda la decennale stratificazione in quel luogo di competenze, star imprenditoriali, angel investor, manager competenti e aziende che nascono e muoiono e dalla loro ceneri rinascono nuove startup, un mercato captive 100 volte più grande di quello Italiano e così via. A questo ovviamente si aggiunge la facilità di fare impresa che negli USA è grandemente superiore all'Italia.

La conclusione amara di Augusto è: Lasciate l’Italia se l’amate veramente, diventate un cavallo da corsa, vincete tutto, e poi un giorno forse, potrete tornare da grandi, molto grandi e avrete il potere per cambiarla, voi.

La frustrazione di fare imprese high-tech in Italia è grande e tutte le mattine mi faccio anche io la domanda di Augusto; sarebbe molto più semplice fare il mio mestiere a San Francisco o a Shangai. Inoltre da imprenditore so che se fosse stato necessario spostarmi anche a Samarcanda per far partire Vitaminic lo avrei fatto. Ma continuo ad essere persuaso che nonostante le enormi difficoltà di fare questo mestiere in Italia sia assolutamente possibile fare startup e venture capital in Italia, anzi da un certo punto di vista sia una grande opportunità. 

Andare in Silicon Valley, come a Shangai, Boston, Londra, Tel Aviv è un'opzione ma non è necessariamente l'unica possibile. E' vero, fare una startup in Italia è dura, ma  posso assicurare che fare venture capital in Italia è ancora più dura. Ciononostante in Italia continuano a nascere società innovative e competitive, ma, come testimoniano i molti casi di successo, si può fare. Detto questo Mashape ha fatto bene a spostarsi in Silicon Valley, solo lì startup di questo tipo possono nascere, crescere e diventare veramente grandi. 

A differenza di Augusto penso però che se si vuole veramente bene all'Italia occorre farle qui le startup ed è qui che va sviluppto l'ecosistema. Se dobbiamo aspettare che i vari talenti imprenditoriali come Marietti che qui senza dubbio esistono emigrino, abbiano successo per reinvestire nel loro paese ci vorranno almeno una decina d'anni e non mi sembra che l'Italia abbia tutto questo tempo a disposizione.


La crescita nei posti di lavoro Americani interamente dovuta alle startup

La Kauffman Foundation ha pubblicato quest'estate un report veramente interessante. E' stato analizzato il database relativo ai posti di lavoro, suddividendo le aziende in startup e aziende già esistenti. E' emerso un dato davvero eloquente: tutti i posti di lavoro che sono stati creati negli USA negli ultimi anni sono dovuti ad aziende di nuova costituzione.

Sarebbe curioso calcolare lo stesso dato per l'Italia.


Il Comune di Pisa sostiene la candidatura di Internet al Nobel per la pace