Le ragioni del successo di Yozma dalla voce del fondatore, Yigal Erlich

L'annuncio di una legge per sviluppare il venture capital in Italia sta attivando un certo dibattito sulla rete. Quando si parla di questo argomento si cita spesso il caso di Yozma. Ho avuto l'opportunità di intervistare Yigal Erlich, fondatore di Yozma e padrino dell'industria high-tech in Israele. 

Yigal, quali furono le logiche che portarono alla nascita di Yozma?

Il progetto fu lanciato nel 1993 dal governo Israeliano per far nascere un'industria locale di venture capital che al tempo non esisteva. Esistevano gli imprenditori ma non riuscivano a raggiungere il successo in termini di scala e dimensione delle loro imprese. Decidemmo che era necessario quindi sviluppare un'industria di venture capital in grado di cambiare questa situazione. Per anni mi ero occupato di selezionare i progetti di investimento tecnologico per conto del governo, per cui avevo un'ampia visibilità sul tessuto imprenditoriale esistente locale.

Se già finanziavate aziende tramite i programmi nazionali di supporto all'innovazione perchè avete sentito l'esigenza di introdurre il venture capital?

Molti pensano che il venture capital consiste nell'erogare denaro, ma non funziona così. Esistono già gli incentivi all'innovazione e fondi pubblici erogati a questo scopo. Il venture capital consiste invece nel trasferire le competenze di investitori sul mercato per consentire lo sviluppo di grandi aziende in settori molto innovativi e competitivi, per questo è così difficile da sviluppare. La differenza sta proprio in questo: prima di Yozma mi occupavo proprio di erogare questi fondi e vedevo chiaramente il gap manageriale e imprenditoriale. E'  quello che ci siamo proposti di colmare: avere in Israele gente che sappia sviluppare grandi aziende partendo da nuove idee. L'obiettivo fondamentale di Yozma era di costruire uno strumento che consentisse di colmare questo gap di competenze, convincendo i migliori venture capital internazionali a venire ad operare in Israele. 

Ci spieghi la meccanica del fondo di fondi che avete utilizzato?

Si trattava di un fondo di fondi di 100 milioni di dollari, il team che lo gestiva era di quattro persone con una governance snella che consentissi ai manager di gestire in ampia autonomia gli investimenti effettuati. Lo schema era molto semplice:

1) la dimensione minima dei fondi che potevano partecipare presentando il loro progetto era di 20 milioni di dollari;

2) Yozma investiva fino a 8 milioni coprendo fino al 40% massimo, il resto doveva essere apportato da investitori privati

3) Gli investitori privati avevano a disposizione una call option sulle quote del fondo detenute da Yozma, valida per cinque anni ad un prezzo pari ai soldi messi + un tasso di interesse e una percentuale del carried interest generato dal fondo. Questo fu uno dei meccanismi fondamentali, perchè non era sufficiente l'apporto come coinvestimento per attrarre i migliori venture capitalist in Israele. Discutemmo a lungo e decidemmo di non dare nessuna protezione sul 'downside' offrendo invece un incentivo sull'upside attraverso questo meccanismo. Se alla fine dei 5 anni l'opzione non veniva esercitata, essa decadeva e quindi Yozma manteneva la proprio quota sul 40% del valore del fondo investito. Lo scopo per il governo non era di guadagnare dal fondo, ma di sviluppare il settore, per cui decidemmo che se fossimo anche riusciti a recuperare una parte dei fondi sarebbe stato sufficiente, ma l'importante era attrarre le migliori competenze per operare in Israele.

4) Nel team di gestione doveva esserci almeno  un venture capitalist straniero con esperienza, come partner. 

5) Gli investimenti dovevano riguardare principalmente società Israeliane, anche se incorporate all'estero.

Quali furono i risultati?

Lo schema di Yozma era semplice, ma ovviamente implementarlo nella maniera corretta non fu per niente facile anche perchè occorreva una certa dose di flessibilità soprattutto necessaria per attrarre i partner privati e quelli esteri. La logica vincente però fu di non voler controllare la gestione dei fondi che avevamo finanziato, ma concentrarci sull'attrarre e selezionare i migliori team di gestione per poter operare in Israele. Yozma finanziò 10 fondi da 20 milioni di dollari ciascuno. Dopo 5 anni, nessuno dei fondi aveva generato una exit, ma il valore delle aziende in portafoglio convinse gli investitori privati di 8 fondi sui 10 iniziali ad esercitare la call option ricomprandosi le quote del governo. Questo ci consentì di rientrare di 80 milioni sui 100 investiti. Inoltre grazie alla quota di carried interest nel complesso dopo 10 anni il governo rientrò per 140 milioni, generando addirittura 40 milioni di plusvalenza. Non ho dati ufficiali, ma parlando con i vari investitori privati so che degli 8 fondi che hanno esercitato la call la peggiore performance fu di 2X il capitale investito, la migliore di 14X, un risultato notevole reso possibile grazie all'effetto leva dell'opzione. 

Dopo 5 anni Yozma chiuse i battenti, cosa successe in seguito?

In cinque anni il mercato era diventato molto competitivo per cui non fu necessario proseguire con il programma, l'attenzione si spostò quindi su altri interventi:

– defiscalizzazione delle plusvalenze per mantenere l'attrattività di Israele come target di investimento, in particolare furono defiscalizzati i proventi del carried interest per i manager.

– privatizzazione degli incubatori. Mi occupai personalmente nel 1991 di lanciare un programma volto a rendere competitivi gli incubatori. In quegli anni ci fu un'enorme affluenza di ingegneri informatici particolarmente dagli ex-paesi del blocco sovietico, quindi molto rapidamente creammo una rete di 24 incubatori privati. Offrimmo la possibilità per manager privati di gestire gli incubatori, che furono creati con un forte contributo pubblico. Il governo finanziò l'85% degli investimenti iniziali e partecipò anche in modo significativo nei costi di gestione, fu un progetto molto aggressivo e di grande successo.

– incentivi fiscali agli angel investors, un'iniziativa tuttora attiva in Israele.

Yigal di cosa ti occupi attualmente?

Yozma è oggi un fondo privato di cui sono partner, inoltre sono coinvolto in alcuni progetti simili allo Yozma originale su richiesta di alcuni governi. Ad esempio sono uno dei due advisor indipendenti del fondo di fondi per il venture capital lanciato dal governo Russo tre anni fa: un fondo da 1 miliardo di dollari che ha una missione del tutto simile a Yozma.



Annunci


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...