2010: stato del venture capital in Italia

Ho ricevuto un commento da Matteo sul mio blog: "Ciao Gianluca, che ne pensi di questa nuova ondata di entusiasmo verso il modello startUp e VC in Italia? Mi sembra di assistere ad un momento di potenziale cambiamento molto forte! E' un fatto che qui il Venture Capital non sia mai "decollato" come nel resto d'Europa, un po' per mancanza di una diffusa cultura imprenditoriale e sicuramente per assenza di forti capitali. Questa volta però noi studenti e giovani imprenditori sembriamo essere pronti a dare un input in termini di entusiasmo e potenziale creativo che è sicuramente indispensabile… ma sarà determinante? Quali potrebbero essere i fattori di successo (o di insuccesso) in questa nuova fase? Ci sono secondo te i presupposti economici e sociali perchè si assista ad una esplosione del Venture Capital in Italia, con tutto quello che di buono potrebbe comportare? Qual'è la tua visione d'insieme? La domanda è "rognosa", ma ci tengo a sentire la tua opinione… Grazie! Matteo Stifanelli"

E' un momento importante per il venture capital Italiano, l'ecosistema si sta formando e rafforzando, ma i problemi sono molti e tra tutti la carenza di smart money, rispetto alla richiesta delle startup. Lo scorso anno sono stati investiti in tutto poco meno di 100 milioni di euro. 1/10 di quanto investe Israele, nazione leader al mondo nell'innovazione, con 6 milioni di abitanti. Più o meno quanto una regione Italiana media.

Quindi chi vuole fare una startup partendo dall'Italia deve fare i conti con questo scenario, in cui le risorse finanziarie sono limitate. 

Ma per fortuna continuano ad esserci gli imprenditori, senza i quali il venture capital non potrebbe nascere. E si moltiplicano le iniziative per fornire un qualche tipo di supporto a chi vuole partire con il proprio progetto. 

Questa settimana inizio la mentorship al Fulbright BEST. I vincitori della borsa di studio sono tornati dopo sei mesi in California con delle idee veramente interessanti, segno tangibile che gli imprenditori in Italia non mancano anche nei nostri atenei.

Anche a loro devo una lista di punti di riferimenti delle cose che stanno succedendo in Italia. Questa è la mappa per chi sta pensando di fare una startup e vuole finanziarsi. Più o meno completa, se ci sono dimenticanze vi prego segnalarle nei commenti.

Eventi, awards, business plan competition

– Working Capital

– Techgarage

– Intesa Sanpaolo Startup Initiative

– Mind The Bridge

– Start Cups e Premio Nazionale dell'Innovazione

– Fulbright BEST

– Silicon Valley Study Tour

Incubatori

– Netvalue a Cagliari

– H-Farm a Treviso

– M31 a Padova

– Polo Tecnologico di Navacchio (Pisa)

– Area Science Park Trieste

– Incubatore del Politecnico di Torino

In tutte le principali città e quasi in ogni regione esiste un incubatore pubblico o universitario, che è in grado di erogare i primi servizi per partire (uffici, supporto amministrativo e consulenziale). La lista completa è qui.

Early stage venture capital

360 Capital Partners, investe in tutti i settori tranne biotech.

Innogest, investe in tutti i settori tranne biotech

Quantica, tutti i settori

dpixel, seed/early stage Internet/ICT

TT Ventures (no ICT/Internet)

Italian Angels for Growth, tutti i settori, angel network

Venture capital di emanazione bancaria/pubblica

Atlante (Banca Intesa)

SICI (Regione Toscana)

Finlombarda (Lombardia)

Filas (Lazio)

Friulia (Friuli)

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5 commenti on “2010: stato del venture capital in Italia”

  1. Alice Bianchi ha detto:

    Vi segnalo un evento che H-Farm, (citata sopra) il venture incubator internazionale che favorisce ed abilita la creazione di nuove startup basate su modelli di business nel settore internet e dei media digitali, ospiterà il Venice Starup Weekend, per la prima volta in Italia, che si terrà nella sede di H-Farm dal 14 al 16 maggio: http://www.h-farmventures.com/news/h_farm_hosts_the_venice_startup_weekend_the_program

  2. Matteo Stifanelli ha detto:

    Ciao Gianluca,
    grazie per la tua risposta!
    Credo che il lato positivo di questo scenario sia che emergere è davvero difficile!
    Questo garantisce che solo i team e le idee migliori riescano a resistere e ad affermarsi!
    Una volta superata la selezione “naturale” però , si può lanciare la propria idea su un mercato globale, in maniera molto più semplice rispetto al passato!
    In termini di idee di business basate sul web, è fondamentale tenere presente questo aspetto già nella fase di progettazione. Si può testare la propria idea e ricevere feedback anche in contesti relativamente piccoli e ciò può essere determinante e rivelare potenzialità e prospettive inattese (vedi twitter, facebook ecc.)
    In materia economica invece (sopratutto all’inizio!), bisogna fare affidamento su persone estremamente competenti, che sappiano gestire e indirizzare al meglio le startUp all’interno dei sistemi finanziari in cui si muovono. Anche in questo ambito è indispensabile una visione globale, che permetta di sfruttare gli scenari internazionali più fertili in cui impiantare le migliori startUp formatesi in Italia.
    E anche questo, volendo, si può fare!
    In questa ottica perciò, tutti (studenti, VC e imprenditori) possono fare la differenza!
    Insomma, i problemi del VC italiano sono tanti, ma il web pone delle possibilità che se ben sfruttate possono far giocare alla pari con il mondo intero chiunque lo voglia, indipendentemente da dove egli viva.
    E questo ci piace molto!
    P.S.:
    Qualche altro link utile:
    http://bit.ly/ctrLzp
    (è un post di Andrea Genovese su 7thFloor che parla dell’Innovation Lab 2010 e in cui si possono trovare molti altri link indispensabili su VC e StartUp)
    E non mancate al Venice StartUp Weekend!
    Ci vediamo li!

  3. Alberto Cottica ha detto:

    Gianluca, a questo punto sono un po’ confuso. Avevo l’impressione che tu non avessi in grande stima il sistema degli incubatori, alcuni dei quali sottoposti alla solita tendenza italiana alla degenerazione in carrozzone con un bel cda, un presidente, dipendenti, spazi… e imprese incubate otto anni, sei stato proprio tu a raccontarmelo! Cosa ti ha fatto passare da questa visione così critica agli elenchi completi?

  4. dgiluz ha detto:

    Si gli incubatori sono dei carrozzoni di spreco di denaro pubblico nella media, quelli che ho citato sono incubatori privati e quelli pubblici che ritengo migliori.

  5. Gionata Mettifogo ha detto:

    Riguardo agli incubatori, posso dire per esperienza diretta che alcuni funzionano molto bene. La mia azienda (Paperlit) e’ partita e sta prosperando grazie all’aiuto non solo economico ma soprattutto in termini di esperienza, contatti ed anche spesso incoraggiamento di Mario Mariani (ex-AD Tiscali) dell’incubatore The Net Value di Cagliari. Mario porta esperienza di prima persona nelle questioni business, ma soprattutto un’energia decisamente positiva e contagiosa, e crea collegamenti che generano opportunita per tutti.


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