Artisti digitali Italiani e la teoria dell’informazione

La scorsa settimana mi sono trovato a discutere di teoria quantistica con Roberto, un amico informatico e fisico, che mi spiegava (ci provava almeno) il ragionamento sottostante gli studi dell'informatica quantistica. Un tema difficile che forse si può descrivere come un modo di pensare all'informazione e alla sua, elaborazione e trasmissione basato sulla fisica quantistica appunto.

Alcune particelle reagiscono a distanza. Distanza che può essere anche elevata, il cosiddetto effetto entanglement. Un fenomeno strano perchè sembra contraddire un principio fondamentale della fisica classica: nulla può viaggiare più veloce della luce. 

Ma da un certo punto di vista invece sembra che l'informazione sia in grado di farlo.

C'è chi, come Roberto, che pensa che la teoria dell'Universo, in fondo sia una teoria dell'informazione. L'Universo è un grande sistema complesso interconnesso. Un sistema in cui sensorialità, documentalità, capacità di elaborazione e di emettere un output sono in grado di interagire ed influire sul sistema. Se immaginassi che anche l'uomo è un 'oggetto sociale', nell'ontologia del professor Ferraris, direi che noi esistiamo nel momento in cui viene codificato per la prima volta il nostro codice genetico, unico e indistinguibile nell'Universo e da oggi ci teletrasportiamo nel tempo documentando le nostre tracce elettroniche.

In fondo anche noi esseri umani siamo anche del codice genetico che si riproduce. Siamo sistemi complessi in cui un Universo di cellule, reazioni chimiche, informazioni vengono continuamente trasmesse, registrate e codificate. Lo spirito è un .doc.

A Torino un appuntamento da non perdere per riflettere di queste cose con la mostra DIVERSE FORME BELLISSIME, la doppia personale di Piero Gilardi Francesco Monico, a cura di Claudio Cravero. L'inaugurazione è giovedì 4 febbraio 2010, alle ore 18.30, via Giordano Bruno, 31 a Torino. Le opere sono esposte fino al 4 Aprile. 

Al centro dell’installazione Eppur si muovono di Gilardi c’è la vita: un Ibiscus, autentico produttore di informazione. La pianta è collocata all’interno di una serra con condizioni di temperatura e umidità ottimali e la sua crescita è costantemente ripresa da una videocamera. Quando il visitatore la sfiora con le mani si attiva una proiezione sullo schermo retrostante che mostra i movimenti della pianta con un’accelerazione che li rende molto evidenti.

TAFKAV (The Artist Formerly Known As Vanda), invece, è l’installazione di Monico costituita da gabbie che racchiudono orchidee (Vanda cerulea) e aria, le cui variazioni galvanometriche sono trasmesse a un computer in grado di trasmutarle in sonorità musicali. Attraverso il complesso apparato sensoriale, il fiore diventa dunque strumento musicale, esplorando, in un’era di profonda mutazione antropologica, la comunicazione tra alterità. Infine, nell’opera-processo Is there love in the techneotic Narcissus?, la nascita di un fiore (Narcisus Poeticus) è trasmessa in tempo reale in un flusso televisivo


Annunci

2 commenti on “Artisti digitali Italiani e la teoria dell’informazione”

  1. claudio brovelli ha detto:

    Ecco quello che intendo quando parlo di una consapevolezza -anche politica- nuova, necessaria e (perdonami) un pochino pirata…

  2. francesco monico ha detto:

    Nella mostra Diverse Forme Bellissime, è successa una cosa importante. Finalmente uno scienziato italiano di fama si è lasciato sedurre dall’arte. All’opening Giuseppe O. Longo, cibernetico autore di ‘Homo Technologicus’, ha introdotto e spiegato le opere esposte e il lavoro dei due artisti. Longo ha messo l’accento su come strumenti sempre più sofisticati stiamo permettendo agli artisti di esplorare campi che prima erano di pertinenza dei soli scienziati e su come la tecnologia stia producendo azioni pragmatiche di ricerca. Poche settimane prima con Pier Luigi Capucci mi ero recato alla Biennale di Arte e Scienza a Lucerna dove si può osservare la scienza dialogare con l’arte. Certo se la scienza va verso l’arte, l’arte deve andare verso la scienza e non rinunciare a un criterio di pubblicità, l’artista deve farsi ricercatore e accogliere in sé i discorsi che il mondo scientifico ha strutturalmente impiegato intorno a questo o quell’argomento. Nella presentazione del PAV Capucci ha parlato di network internazionali che lavorano in questa direzione, e di come la ricerca tra arte-tecnologia e scienza sia diffusa all’estero, poi Franco Torriani ha descritto questi nuovi aprocci all’arte come particolarmente interessanti per i giovani. Personalmente ne esploro le possibilità di ricerca (ed educative) e osservo come in un epoca in cui la filosofia è chiusa in sé stessa sia l’arte a creare nuove metafore, nuovi concetti, nuove visioni coerenti. Mai come oggi l’arte non rappresenta ciò che vediamo e percepiamo ma esploraa quello che non vediamo e non percepiamo, che è tuttavia il nostro attuale presente. Bene per la scienza, che si è dimostrata curiosa, qualche dubbio sulla filosofia che non è presente in questo bellissimo dibattito sulle Infinite Diverse Forme Bellissime.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...