Brunetta e Microsoft, seconda puntata

In seguito alla conferenza stampa del Ministro Brunetta, il Partito Pirata a rilasciato una lettera aperta a cui stanno aderendo diverse associazioni.

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6 commenti on “Brunetta e Microsoft, seconda puntata”

  1. Pietro Zanarini ha detto:

    Siamo proprio sicuri che «i giovani (e con loro gli insegnanti, e le famiglie) formati oggi dalla scuola, saranno in futuro cittadini e lavoratori capaci di utilizzare solo i software che ora ricevono». Sono così stupidi i giovani (e con loro gli insegnanti, e le famiglie)? Hanno forse imparato dalla scuola ad usare il cellulare, youtube, facebook, etc.? 😉

  2. dgiluz ha detto:

    Non lo sono di sicuro, anzi la gente normale sa usare la rete meglio della nostra pubblica amministrazione. Personalmente penso che l’accordo di Brunetta con Microsoft sia semplicemente una ridicola operazione di marketing. Ottima per Microsoft, patetica per un Ministro dell’Innovazione.

  3. Patetica forse, ma gratis … temo che i conti, per un ministro di questa Repubblica in questo momento con la cronica e storicamente ___bassa___ attenzione alle tecnologie di questo paese, vadano fatti anche in questa ottica.
    Disclaimer: non lavoro per MS 🙂

  4. dgiluz ha detto:

    Mauro, hai presente quanti fondi pubblici vengono gestiti dai ministeri su queste tematiche? E dove vanno a finire e come vengono spesi?

  5. matteo ha detto:

    al di là della scelta di usare microsoft, che da ormai 20 anni si dimostra azienda all’inseguimento della tecnologia e innovazione, e tralasciando come vengano usati i soldi e i fondi pubblici, mi auguro, che il salto tecnologico che questo paese ha bisogno, avvenga in tempi molto brevi.
    Per il digitale terrestre, nel giro di poco tempo, tutti si sono preoccupati di procurarsi un decoder o una tv nuova, per computer e peggio ancora internet, c’è gente che usa ancora windows 98, nel 2010!

  6. dgiluz ha detto:

    Matteo, nel digitale terreste non c’è assolutamente nessuna innovazione e la gente non ha avuto nessuna scelta: anzi si sono spese risorse e fatte spendere agli italiani per un mercato come quello televisivo, già saturo da anni e ormai in crisi per l’avvento della tecnologia digitale e di competitor nuovi come Sky.
    Altro che innovazione, la chiamerei ‘lobbying’ di alto livello per difendere lo status quo. Un’altra delle anomalie tutte Italiane che passano come acqua fresca sotto i ponti del nostro paese ogni giorno.


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