Sorpresa! Il babau non è su Facebook

Il Telefono Azzurro ha pubblicato nell’ambito del rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza delle aggiaccianti statistiche sulla pedofilia: quasi il 60% degli abusi su minori avviene in famiglia e una volta su due (nel 32% dei casi) l’autore è il padre. Ma gli “orchi” spesso si trovano tra altri componenti del nucleo familiare, come i nonni (nel 7% dei casi), altri parenti (7%), amici o conoscenti (ancora 7%). 

I pedofili sono estranei solo nel 12,8% dei casi.

Considerando la penetrazione di Internet in Italia una frazione di questo 12,8% forse usa Facebook…chissà. A dispetto della tetra visione della rete dell’Onorevole Carlucci, il babau non è sulla Internet ma tra le mura di casa. 

Tutto questo è molto triste per due ragioni: (1) la pedofilia è una roba seria e brutta e (2) ad occuparsene abbiamo Onorevoli come la Carlucci (tra le altre cose Vice Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia) che non solo non capiscono niente di Internet ma quello che è peggio non ne sanno un gran che nemmeno di pedofilia. 

O forse la sua proposta di legge davvero non era per contrastare la pedofilia? Non si saprà mai, l’unica certezza è che l’Onorevole tra un’asta di Barbie e l’altra sta in Parlamento a legiferare.


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3 commenti on “Sorpresa! Il babau non è su Facebook”

  1. x ha detto:

    sono sempre più schifato di questo paese….. al posto di andare avanti andiamo sempre più indietro… inizio a temere per internet… 😦

  2. paolo scoppa ha detto:

    credo purtroppo che il problema non sia la nostra cara subrette onorevolizzata, il problema è che se prendiamo uno a caso nel parlamento probabilmente direbbe le stesse stupidaggini e progetterebbe leggi simili
    è un’intera generazione politica che non può e non vuole assolutamente abbracciare la società della rete, libera, aperta e condivisa, tre parole che spaventerebbero qualsiasi politico italiano, a meno che non si parli di qualche nuova potenziale candidata 🙂
    allo stesso tempo credo che la rete debba cercare di aiutare queste persone: la cara carlucci non si rende neanche conto che la rete non è anarchia, gli stessi social network hanno la possibilità e l’interesse ad “educare” gli utenti ad utilizzare strumenti e principi per una navigazione più che sicura e che basterebbe dire “ragazzi ricordatevi di impostate la privacy che desiderate!!!” oppure “segnalate l’abuso!” piuttosto che “attenti al lupo”…
    le agenzie ed aziende che operano sul web devono rendersi conto di poter e dover intervenire sull’esperienza dei giovani utenti, con aiuti, strumenti e regole e chi già lo fa (quasi tutti i network hanno opzioni di privacy, strumenti di segnalazione abusi e collaborazioni frequenti con la polizia postale) deve farlo sapere, non solo ai suoi utenti ma anche a carlucci&company…

  3. Ciao Gianluca, abbiamo pubblicato la tua replica video alla Carlucci. Ad oggi, grazie all’intervento di alcuni parlamentari illuminati, l’emendamento D’Alia è stato abrogato
    La Redazione
    http://www.glieletti.it
    http://www.glielettiblog.it


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