Telecom Italia lancia il Googlephone

Riccardo Jelmini di Telecom
Italia ha lanciato oggi il Googlephone HTC con Android montato a bordo per il mercato Italiano

Gli
operatori come Telecom si trovano oggi a dover affrontare un contesto competitivo in
rapido cambiamento: la convergenza tra web e mobile sta procedendo e i vari player del mercato stanno riposizionadosi altrettanto in fretta. 

Il business della pubblicità web ha ormai raggiunto la soglia ragguardevole di
25 miliardi di euro l’anno, con una quota di mercato di Google nella search del
63%. D'altro canto però se il web ha 1 miliardo di utenti ad oggi ben 3 miliardi di persone
hanno un telefonino, di conseguenza è chiaro come l’avvento del broadband e del
browsing in mobilità rappresentino un nuovo terreno di conquista di fenomenale
potenzialità. 

Al punto che i confini di cooperazione e concorrenza si stanno
mescolando. Google lancia telefonini e porta in mobilità le proprie applicazioni
come Gmail, Maps, Streetview. Ma Google partecipa anche alle aste Wimax
delineando quindi un modello per il futuro di operatore a tutto campo nel
business digitale.

Oltre a produrre i device come iPhone e iPod, Apple sta
costruendo su queste basi una leadership globale nella distribuzione musicale. 

Nokia che ha una base installata di 1 miliardo di telefonini sta
allargando sempre più la propria offerta sull’erogazione di servizi e
contenuti. Ebay con Skype lancia il suo telefonino, Amazon con Kindle si
candida a diventare il leader mondiale negli ebook.

In altri termini i player Internet avanzano espandendo la
loro copertura della catena del valore mobile (device/rete/sviluppo servizi/delivery e
billing). In un contesto di questo tipo operatori come Telecom Italia devono ripensare al proprio
posizionamento di mercato nei prossimi anni.

Radiografia dell'HTC:

Input: Touch screen, molto più facile scrivere rispetto
all’iPhone (tastierino incluso), Trackball

Reti: HDSPA 7.2 Mb, bluetooth, wifi, GPS integrato

Gadget: fotocamera, bussola digitale

Il menu è configurabile mettendo in ‘homepage’ le
applicazioni più usate, simile al desktop di un PC. Con un piccolo movimento si
attiva la "Google experience": search, Gmail in modalità push configurabile (il
Googlephone è ‘always on’), l’Android Market, YouTube, Maps, Streetview.

Telecom è tra i fondataori di Android e seguiranno a questo telefonino probabilmente molti altri di un pò tutte le marche salvo forse Apple, Nokia e Blackberry che hanno la forza di un mercato 'captive' diciamo così.

Rispetto a Apple il modello proposto agli operatori telefonici è girato. Infatti se Apple vuole uno share dei ricavi da traffico, Google invece riconosce al carrier un revenue sharing sulla pubblicità. Quindi anzichè chiedere soldi agli operatori li incentiva sulla base della quantità di soldi che riusciranno a far girare.

E' decisamente una proposition forte che accoppiata ad Android open, può avere realmente un impatto nel modificare il modello di business del web sul telefonino.

Con Android Market inoltre si apre anche un modo nuovo di
pensare alla relazione tra chi sviluppa le applicazioni con un modello molto
più accessibile e basato su tecnologie open source. Molto alla Google' Android, il Market a differenza dell'Apple store è molto più aperto e accessibile agli sviluppatori.

Oggi sul Market tutto è free, ma ad un certo punto verrà integrato il billing e in un modello di questo tipo l'operatore si può riapproriare di un suo ruolo prerogativo nella catena del valore, che è quello della relazione di billing con il cliente finale. 

Quella di Android è certamente un'opportunità grossa per un mercato tecnologico italiano con le
infrastrutture aperte. Si pensi alle applicazioni possibili non solo in campo consumer ma anche in quelle business. Ieri dal Wall Street Journal, HP ha fatto sapere che un proprio team di ingegneri sta testando Android per valutarne l'eventuale utilizzo "in prodotti per il computing e le comunicazioni"

Il concetto di infrastruttura aperta + 'service exposure' sembra essere un'idea intrigante per l'apertura del modello di business delle telco è accogliere quello che è sempre più un'industry convergente.

Alla presentazione con l'amico professor Quintarelli si pensava all'idea di un progetto di filiera con billing Telecom integrato come gateway (Android Market è in tutte le nazioni ovviamente) degli sviluppatori Italiani verso i mercati di tutto il mondo, un'idea molto interessante, magari da collegare ai filoni di 'ricerca' di Working Capital. Un concetto da esplorare.

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