Corsi di SEO

In uno dei primi manuali di html dell’Apogeo si concludeva asserendo: “bene, bravi. Se siete arrivati fino a questo punto… dovreste avere il vostro sito internet pubblicato e funzionante… ma chi lo leggerà ora?”. 


Oggi essere visibili correttamente nei motori di ricerca è essenziale. La Search Engine Optimization (SEO) è quell’attività che si occupa di ottimizzare un determinato sito in modo che a fronte di ricerche rilevanti finisca in alto nella pagina dei risultati di Google e degli altri motori. Imparare a sfruttare al meglio tali tecniche è più una questione di esperienza che la conseguenza di un apprendimento teorico. 


Torino, Milano e Roma nel mese di febbraio Seolab  (http://corsoseo.seolab.it) tiene dei corsi per approfondire questi argomenti. I corsi sono rivolti a: Imprenditori Professionisti, Direttori marketing, Responsabili commerciali, Programmatori, Sistemisti e chiunque altro voglia lavorare nella new economy.


High-tech digitale italiano e venture capital: lo stato dell’arte

E' passato più o meno un anno da quando "abbiamo messo la prima" con dpixel e recentemente in ufficio ci siamo messi a riflettere per fare il bilancio dello scorso anno. Ho avuto l'opportunità di parlarne con Daniele Lepido, giornalista del Sole 24 Ore che è uscito con un articolo sul numero oggi in edicola.

Lo scorso anno abbiamo ricevuto più o meno 300 business plan di startup Internet che volevano partire e abbiamo incontrato più o meno 150 team imprenditoriali che ci hanno presentato i loro progetti. 

Idee di tutti i tipi e di varia estrazione: software, social networking, mobile, communities, poche idee sull'ecommerce, alcuni spin-off universitari. 

Il primo con cui parlai del progetto di dpixel fu Elserino Piol nel 2007 e la nostra preoccupazione al tempo era che la latitanza degli investitori conseguente allo sboom post-bolla avesse ammazzato definitamente lo spirito imprenditoriale degli innovatori digitali in Italia. Non è stato così.

La prima buona notizia è che la voglia di innovare non si è persa e questa è la cosa in assoluto più importante.

La seconda buona notizia del 2008 è che sono riapparsi sul mercato gli investitori, fondi di venture capital early stage nuovi che hanno sicuramente contribuito fortemente ad una ripresa di fiducia da parte degli imprenditori e che stanno riaprendo la partita del venture capital in Italia. 

Ancora pochi ma decisamente meglio del niente che ha caratterizzato gli ultimi sette anni: 360 Capital Partners, Innogest, Quantica, Italian Angels For Growth e dpixel a cui si sono aggiunte recentemente iniziative di estrazione bancaria di MPS, Intesa Sanpaolo e delle Fondazioni Bancarie, oltre a fondi pubblici regionali come Piemontech, Finlombarda, Friulia ed Ingenium (Emilia Romagna).

La cosa non è passata inosservata da parte delle istituzioni pubbliche e finalmente recentemente si è sbloccata l'iniziativa del fondo di fondi del Ministero per l'Innovazione che farà partire nel 2009 nuove iniziative.

A dire il vero di questi tempi occuparsi di venture capital sembra che stia diventando 'di moda' per le regioni e diverse amministrazioni regionali in Sardegna, Calabria e Veneto stanno pensando di occuparsi della materia. 

A tutto questo ha sicuramente contribuito fortemente il dibattito che si è riaperto con lo stimolo dell'Ambasciata Americana  e il lavoro fatto all'interno dell'AIFI. Il tutto fomentato da diverse iniziative dal basso come First Generation Network, Face2Face, MindTheBridge, Techgarage e dal lavoro instancabile ed ostinato di gente come Emil Abirashid.

Insomma senza dubbio il 2008 è stato un anno di svolta che ha riacceso la speranza di tornare a fare high-tech anche in Italia.

C'è ancora moltissimo da fare ma qualcosa è decisamente successo. 

Le risorse sono ancora poche e soprattutto sono assolutamente latitanti gli investitori istituzionali, particolarmente di questi tempi in altre faccende affacendati a seguito del meltdown dei mercati finanziari dello scorso anno. 

Quello che è peggio però è che sono relativamente assenti le grandi aziende: media companies, telcos e società ICT Italiane hanno fatto poco o niente negli ultimi anni e sono ancora alla finestra. Questo sarà sicuramente uno dei temi principali a mio giudizio su cui lavorare nel 2009.  

Una sola grande preoccupazione: nel venture capital le parole contano ma quello che contano veramente sono solo i fatti ed i risultati. Così come tutto sta rinascendo può morire altrettanto rapidamente se non ci saranno risultati concreti e tangibili. Per questo non basta fare, bisognerà fare bene perchè il rischio è che questa volta la fiducia già precaria dei grandi investitori in questo business gli farà archiviare definitivamente il capitolo venture capital in Italia.

Ma più che mai ne sono convinto: si può fare

A chi legge questo blog i miei auguri: buon 2009.


Kiva

Kiva.org è un sito che consente a chiunque di fare microcredito via web. Ecco come funziona

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2769845&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1
A Fistful Of Dollars: The Story of a Kiva.org Loan from Kieran Ball on Vimeo.


Borsa di studio per la Silicon Valley

Fulbright BEST è un programma, promosso dall’Ambasciata Americana a Roma rivolto a giovani ricercatori che vogliono trasformare in azienda un proprio progetto di ricerca nei campi dell' ICT, Biotech, Tools and Machinery, Energy and Green Technology.

Il programma prevede una full immersion di sei mesi nella Silicon Valley

I partecipanti frequentano corsi accademici su imprenditorialità innovativa, marketing, finanza e gestione aziendale presso la Santa Clara University, e uno stage presso un’azienda ad alto potenziale di crescita operante in un settore merceologico coerente con l’idea imprenditoriale proposta. 

Sono previsti anche seminari presso altre due prestigiose università, Stanford e Berkeley, e opportunità di networking in collegamento con business communities italiane e americane. 

La terza edizione dell’iniziativa è stata realizzata con il contributo di: ALCOA, Amgen Dompé SpA, Booz and Co., Comune di Milano, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Enel Green Power, Farmindustria, IBM, Mediaset, Poste Italiane, Provincia di Benevento, Regione Toscana.

 Per partecipare è necessario presentare il proprio progetto entro il 27 febbraio 2009.

Il bando e altre informazioni utili sono disponibili sui siti: http://italy.usembassy.gov/best/  http://www.fulbright-best.it/


Telecom – Fastweb 1 a 0

Nelle ultime settimane mi e’ capitato di dover avere a che fare in parallelo con Telecom e Fastweb in relazione a rispettivi servizi Internet. Da un lato ho dovuto trasferire la mia connessione ADSL da un indirizzo ad un altro, mentre dall’altro disdire il servizio poiche’ non e’ possibile sospenderlo.

Con Fastweb infatti ho inizialmente chiesto di sospendere per alcuni mesi il mio contratto per poi riattivarlo verso Giugno. Mi e’ stato detto che non e’ possibile (un mio amico che aveva fatto il sabbatico anni fa era riuscito a farlo) e che la cosa migliore era di ‘mettere a dormire il mio abbonamento’ ovvero modificarne le opzioni per spendere il meno possibile. Cosa che non mi esime pero’ dal pagare 19 euro al mese per non ottenere nessun tipo di servizio. In alternativa annullare l’abbonamento costa 49 euro, alla faccia della libera concorrenza! Mi e’ stato detto che la cosa e’ grazie a ed in ottemperanza ad un decreto xyz Bersani) e successivamente poi riattivarlo (altri 100 e passa euro di costo). Risultato: e’ partita la mia lettera di disdetta a Fastweb, che non riattivero’.

Per spostare l’indirizzo della mia ADSL con opzione Sky con Telecom la procedura e’ un po’ barocca, ma l’operatore del call center si e’ occupato di tutto, addirittura chiamandomi lui nei giorni seguenti per fissare l’appuntamento con il tecnico, fino a mandarmi oggi l’sms che mi conferma data e orario.


Mediocrita’ al potere

Non ci facevo conto ma l’ADSL e’ arrivata anche nell’atollo di Giravaru (non ce l’ha ancora fatta invece a percorre il tratto di 8 chilometri tra Castiadas e il mio condominio in Sardegna).

Ho appena finito di leggere il libro di Antonello Caporale "Mediocri. I poteri dell’Italia immobile". Libro che consiglio vivamente a tutti coloro che hanno a cuore le tristi sorti di questa generazione di giovani Italiani letteralmente fregata dai propri genitori e nonni.

Le storie sono del tutto simili a quelle raccontate da "La casta" e dal suo sequel "La deriva" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Storie perfettamente complementari alla "Meritocrazia" di Roger Abravanel, di cui consiglio anche il blog. Il tutto condito con narrazioni di degrado culturale dal tubo catodico italiota che danno il giusto contesto al libro. Storie tristi di baroni e baronetti, ricercatori fuggiti, politici clientelari, sprechi pubblici dei nostri soldi, veline, show televisivi inutili e cosi’ via. Roba a cui siamo ormai talmente tristemente abituati da passare quasi come acqua fresca.

Uno dei post piu’ letti e commentati del mio blog e’ stato quello su meritocrazia e gerontocrazia, questo segue lo stesso ragionamento ma in modo speculare: incentivare la mediocrita’ e’ lo strumento con cui viene gestito il potere gerontocratico. Popolare di mediocri yes-man le posizione chiave consente di mantenere il controllo del proprio status, piazzare gli amici degli amici e in ultima analisi coltivare il proprio potere, unico fine veramente raggiungibile del gerontocrate.

Negli ultimi anni mi sono convinto che nella maggior parte dei casi la gente non e’ intrinsecamente cattiva o corrotta, anzi al contrario. Ma e’ la macchina che e’ stupida, nel suo complesso. E’ una macchina che sta castrando le aspirazioni di un’intera generazione per soddisfare le voglie e le insicurezze di pochi. Il paradosso e’ che per tenere le chiappe sulla poltrona un’intera generazione composta prevalentemente da over 40 sta letteralmente fregando i propri figli e nipoti.

Una macchina che va cambiata. Ma come e iniziando da dove?


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