Meritocrazia vs gerontocrazia

Al ritorno da Venice Sessions in treno si è creato un capannello di partecipanti.

Tra le varie iniziative, il professor Quintarelli ci ha tenuto una lezione di demografia, dopo essersi preso la briga di scaricare un pò di dati Ocse, metterli su Excel, che ha poi postato.

L’Italia è una nazione di anziani. La scala delle nostra popolazione è una specie di fungo, con la maggior parte della popolazione sopra i 35 anni. Colpisce il confronto con l’Egitto a due passi da noi o con una potenza come l’India. Una piramide con una larga base di popolazione sotto i 40 anni. In Cina la base della piramide invece si restringe in modo inquietante a causa delle leggi sulle nascite. Si vede a occhio nudo il risultato delle politiche sulla famiglia in Francia.

Dati interessanti su cui ci sarebbe molto da riflettere e commentare.

La forma funghesca della demografia Italica si porta dietro una serie di considerazioni, oltre all’amara constatazione che non ci saranno i soldi per le pensioni di questa generazione e – quanto peggio per quelle successive.

E’ difficile capire se la gerontocrazia – uno tra i peggiori problemi oggi in Italia – sia causa o effetto di questa situazione, ma la miscela ‘paese più vecchio del mondo, il cui potere è gestito spesso gerontocraticamente’ è un imbuto da cui non è facile uscire. Particolarmente in Italia dove la cosa è contingentata e saldamente controllata.

Intendiamoci la gerontocrazia è una categoria mentale e la sua vera cura sarebbe la meritocrazia, ma sospetto che il fenomento sia fortemente correlato con l’età anagrafica media della nostra popolazione oltre che ad aspetti culturali. I dati e la situazione dell’Università Italiana ad esempio sono sconfortanti ed è proprio di questi giorni il dibattito su questo come su altri temi.

In treno il brainstorming ha generato possibili soluzioni. Alcune relativamente semplici, altre impresentabili anche se interessanti concettualmente.

Si potrebbe – e penso che si dovrebbe – abbassare il diritto di voto da 18 a 16 anni.
Ma guardando i numeri la cosa non basterebbe. Perchè non togliere il diritto di voto superata una certa età? Oppure semplicemente limitarla al poter eleggere Senatori e non Deputati. O abbassare le soglie di età per cariche di potere.

E’ importante favorire e organizzare l’immigrazione. Ma soprattutto occorre regolarla per portare in Italia talenti e intelligenze oltre alle fondamentali badanti, necessarie evidentemente vista la situazione. E molti corsi e stage di aggiornamento per i nostri amati burocrati in Australia, Francia, Israele, Finlandia o negli USA.

Insomma molte idee ma poche veramente praticabili con una minima possibilità di successo.

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24 commenti on “Meritocrazia vs gerontocrazia”

  1. E’ stato ipotizzato anche di far votare solo chi e’ in eta’ lavorativa…
    (no representation without taxation).
    p.s. i grafici sono qui: http://tinyurl.com/5fvrpx

  2. Guido ha detto:

    Basterebbe introdurre la “ius soli” (non serve neanche cambiare la costituzione) e avremmo tantissimi italiani di tutti i colori e in piena regola!

  3. Guido ha detto:

    Basterebbe introdurre la “ius soli” (non serve neanche cambiare la costituzione) e avremmo tantissimi italiani di tutti i colori e in piena regola!

  4. Ale ha detto:

    Bel post Gianlu.
    Tutte le proposte del vs. brainstorming sono sicuramente irrealizzabili e non cambierebbero il sistema. L’Italia e’ un paese per vecchi? Ed allora “facciamoli” questi giovani – il governo dovrebbe varare politiche per la famiglia (a scapito, ovviamente, delle pensioni per i vecchi), dovrebbe varare una politica per la casa, dovrebbe riformare la cultura delle mamme italiane perche’ i ragazzi vadano fuori casa a 18 anni (e non a 30 come il sottoscritto), dovrebbero… ma cosa chiedere ad un parlamento con la piu’ alta eta’ media d’Europa?
    Basta sognare e portiamo Augusto in giro come segno di qualcosa che sta cambiando

  5. Ale ha detto:

    Bel post Gianlu.
    Tutte le proposte del vs. brainstorming sono sicuramente irrealizzabili e non cambierebbero il sistema. L’Italia e’ un paese per vecchi? Ed allora “facciamoli” questi giovani – il governo dovrebbe varare politiche per la famiglia (a scapito, ovviamente, delle pensioni per i vecchi), dovrebbe varare una politica per la casa, dovrebbe riformare la cultura delle mamme italiane perche’ i ragazzi vadano fuori casa a 18 anni (e non a 30 come il sottoscritto), dovrebbero… ma cosa chiedere ad un parlamento con la piu’ alta eta’ media d’Europa?
    Basta sognare e portiamo Augusto in giro come segno di qualcosa che sta cambiando

  6. dgiluz ha detto:

    Si ma occhio a non confondere troppo facilmente il fatto anagrafico con la gerontocrazia. Occorre investire sul futuro e smettere di proteggere ciecamente lo status quo. Occorre liberare e potenziare chi ha idee, capacità e volonta’.
    Tra le idee funky ne ho pensata un’altra guardando la piramide:
    Si potrebbe inventare una nuova forma di prepensionamento. L’eta’ porta competenze e network che sono tipicamente ingredienti essenziali per le startup.
    Si potrebbe pensare a un piano che incentivi manager oltre i cinquanta a prepensionarsi volontariamente per fare tutoring a nuove aziende create da impreditori con meno di 40 anni. Si liberano posizioni aziendali per le linee che stanno sotto, si favorisce la creazione di nuove imprese.

  7. dgiluz ha detto:

    Si ma occhio a non confondere troppo facilmente il fatto anagrafico con la gerontocrazia. Occorre investire sul futuro e smettere di proteggere ciecamente lo status quo. Occorre liberare e potenziare chi ha idee, capacità e volonta’.
    Tra le idee funky ne ho pensata un’altra guardando la piramide:
    Si potrebbe inventare una nuova forma di prepensionamento. L’eta’ porta competenze e network che sono tipicamente ingredienti essenziali per le startup.
    Si potrebbe pensare a un piano che incentivi manager oltre i cinquanta a prepensionarsi volontariamente per fare tutoring a nuove aziende create da impreditori con meno di 40 anni. Si liberano posizioni aziendali per le linee che stanno sotto, si favorisce la creazione di nuove imprese.

  8. Andrea Sarubbi ha detto:

    Carissimi, anche noi politici giovani soffriamo il glass ceiling! Nel mio post di oggi ho parlato proprio di gerontocrazia: http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/30/gerontocrazia-foro-753/

  9. daniele galiffa ha detto:

    Nn mi pare male l’idea di dgiluz.
    Un pò quello che alcuni BA fanno, ma senza essere costretti dal sistema ma orientati dalle prospettive.

  10. dgiluz ha detto:

    Si in effetti, di fatto si tratta di estendere il concetto di ‘angel investing’ alla ‘mentorship’ organizzata

  11. M. ha detto:

    Cazzate. Chiacchiere inutili. Volete continuare a lavorare fino ad 80 anni in ruoli di comando perché preferite sentirvi dei papà invece che dei nonni. Più invecchiate, più siete avidi di denaro. Non avete altri valori. Avete mai vissuto un giorno con un ventenne? Pensate davvero di conoscere com’è la vita di un ventenne?
    — 1) “L’Italia e’ un paese per vecchi? Ed allora “facciamoli” questi giovani ” — AHAHAH. Divertente. L’Italia non è un paese per vecchi. L’ITALIA E’ U N PAESE DI VECCHI (che non ne hanno preso ancora coscienza). La nuova generazione di giovani è (forzatamente) low cost: Ryan Air, abiti falsi firmati, DVD comprati su e-bay da San Marino, tariffe flat, musica scaricata da Internet, sesso senza la necessità di fare figli, etc, etc, etc. Sono solo i ricchi che hanno i paraocchi. I giovani italiani (sto parlando degli individui dai 20 ai 28 anni, partendo dalla classe 80) non hanno l’opportunità di farsi una famiglia: auto e case costano troppo. Hanno la possibilità di vivere le loro vite nel loro piccolo… ed è quello che fanno.
    2) — “Il governo dovrebbe varare politiche per la famiglia (a scapito, ovviamente, delle pensioni per i vecchi)” — Non sarebbe più semplice abbassare il costo degli affitti? Non sarebbe più semplice introdurre in modo massiccio automezzi a metano per abbassare il costo dei trasporti e abbassare i prezzi? Ora è il momento giusto per accoppiarsi perché lo ha deciso lo Stato? Ma i giovani sono animali o cosa? In Italia, quando qualcosa non quadra, vengono puniti sempre gli onesti lavoratori o i pensionati?
    Io penso che questa non sia la crisi. Non di certo per i giovani. Questa è la rinascita per i giovani. Dite bene… il governo è dei vecchi… e stanno facendo una figura imbarazzante… perché l’economia italiana sta crollando. Questo è il risultato di numerose speculazioni. Il problema resta dei vecchi. L’intolleranza dei giovani, la loro capacità di non formare legami sentimentali duraturi, il loro nuovo modo di spendere… è un’arma di difesa che sta uscendo fuori biologicamente, naturalmente. E’ la loro risposta.
    Questa è la loro voce: “Avete annientato lo stato sociale? Non siamo in grado di ribaltare i ruoli… inoltre, in TV ci avete insegnato che l’importante è divertirsi. E’ quello che stiamo facendo…”
    Vi aspettavate che adorassero la politica e il governo? Ma ci siete o ci fate? Prima li avete trattati da consumatori… quando vi faceva comodo. Usate tante parole complicate ma non c’è succo in quello che dite. Siete televisivi anche voi. Immensamente sopravvalutati. Vi interessa di più sparare paroloni difficili che risolvere il problema. Io sono giovane, conosco 3 lingue e ho una laurea scientifica. Pensate che conoscete l’informatica perché sapete navigare su Internet e sapete inviare un’email? Lo credo che siamo alla deriva… ABBASSO LA GERONTOCRAZIA. VIVA LA MERITOCRAZIA. — QUANDO QUALCUNO HA BUONE IDEE LO OSTACOLATE… DITE CHE E’ PAZZO — Siete troppo orgogliosi, troppo disadattati alle novità della vita e del nuovo modo di fare economia. Affonderete nella vostra merda. Vi state seppellendo voi stessi nella merda. La puzza ormai è arrivata ovunque… potete nascondervi solo nella vostra stessa merda. Non preoccupatevi per i giovani. Preoccupatevi per voi stessi. Questo fine settimana me ne vado alla disco.

  12. dgiluz ha detto:

    M. peccato che non hai il coraggio di firmarti

  13. dgiluz ha detto:

    M. peccato che non hai il coraggio di firmarti

  14. Folletto Malefico ha detto:

    Si, moderando i toni quanto dice M. è anche interessante e lo trovo sensato. Prospettiva sicuramente da tenere in considerazione.
    Interessante cmq anche la proposta iniziale di Gianluca sul voto, prospettiva utopica – e credo inattuabile – ma molto da pensiero laterale. Curioso peraltro come certe cose nascano in treno post-evento! serendipità e libertà spingono sempre la creatività.
    Il mio problema è che non riesco a vedere soluzioni (da membro della categoria “giovane”, prealtro): tutte le proposte per quanto interessanti e magari anche “risolutive” le vedo bloccate nel loop in cui “per fare la proposta serve qualcuno in posizione di potere che la attui, ma nessuno in quella posizione lo fa perché sarebbe contro i suoi interessi”.
    Si potrebbe fare qualcosa dal basso? Quello non richiederebbe passare dalle categorie “radicate”, ma come? Con quali soldi e investimenti?

  15. dgiluz ha detto:

    Folletto, soldi (pubblici) ce ne sono e a mazzi, solo che sono:
    – gestiti male nella migliore delle ipotesi
    – gestiti in modo disonesto in parecchi casi
    talvolta (ma sono eccezioni) funzionari capaci e motivati riescono a fare le cose. Ma nel complesso la ‘macchina’ è stupida. Premia gli amici e i furbetti, incentiva il parassitismo e rafforza lo ‘status quo’ anzichè migliorare e innovare.
    E’ difficile da smontare. Ma il primo passo è culturale, è già qualcosa parlarne.

  16. Mad ha detto:

    Tutte idee interessanti, davvero! E soprattutto, finalmente qualcuno ne parla.
    Il problema di fondo di noi giovani (rientro nella categoria, ho 25 anni) è che non potremo mai essere competitivi con i “geronto” finchè non ci permetteranno di esprimerci.
    In poche parole: abbiamo lauree e master, abbiamo studiato all’estero, parliamo due o tre lingue straniere e ci tocca lavorare gratis (5 stage non retribuiti, nel mio caso) oppure per cifre minime (qualche centinaia di euro).
    Perchè non partiamo dal liberare le professioni?
    Perchè mi/ci tocca spendere centinaia di euro per sostenere un esame di stato il cui unico scopo è mantenere lo status quo?
    Siamo tra gli ultimi in Europa a mantenere gli Ordini e gli Albi professionali.
    Barriere all’ingresso che aiutano solo la gerontocrazia a scapito della meritocrazia.
    Grazie per aver comunque parlato di un argomento che mi fa particolarmente soffrire.

  17. dgiluz ha detto:

    Mad hai perfettamente ragione, albi e ordini professionali nella maggior parte dei casi servono ormai solo per creare barriere a protezione di piccole caste verticali.
    Lasciami fare una precisazione. Per me gerontocrazia è un modo di gestire il potere privilegiando il passato e lo stato delle cose. Erigendo muri, protezioni e barriere all’ingresso per paura del cambiamento e di doversi mettere alla prova.
    Conosco persone che hanno superato i settant’anni ma hanno un modo di ragionare e di agire assolutamente progressista e aperto al cambiamento. Occorre dare fiducia e creare occasione per persone meritevoli a qualunque livello e a qualunque età anagrafica, ma è fondamentale avere un occhio di maggiore attenzione per i giovani. Il mondo da sta cambiando, molto rapidamente: occorre trovare nuove soluzioni e bisogna farlo in fretta.
    Il paradosso è che l’atteggiamento di chi ha il potere in Italia e il modo in cui funzionano le cose in questo paese va esattamente nella direzione opposta.
    Sono privilegiati i furbi, anzi talvolta l’atteggiamento da furbetto è considerato ‘cool’. Il risultato è non solo la sofferenza e la rabbia di cui parli ma è una situazione assurda di conflitto generazionale che non dovrebbe esistere.
    Stiamo tagliando le gambe e rubando i sogni alle prossime generazioni: ai nostri figli, ai nostri nipoti. Questa è una battaglia che sento di dover combattere anche e soprattutto per la mia nipotina. Non voglio lasciarle un’Italia in questo stato disastroso.

  18. dgiluz ha detto:

    Mad hai perfettamente ragione, albi e ordini professionali nella maggior parte dei casi servono ormai solo per creare barriere a protezione di piccole caste verticali.
    Lasciami fare una precisazione. Per me gerontocrazia è un modo di gestire il potere privilegiando il passato e lo stato delle cose. Erigendo muri, protezioni e barriere all’ingresso per paura del cambiamento e di doversi mettere alla prova.
    Conosco persone che hanno superato i settant’anni ma hanno un modo di ragionare e di agire assolutamente progressista e aperto al cambiamento. Occorre dare fiducia e creare occasione per persone meritevoli a qualunque livello e a qualunque età anagrafica, ma è fondamentale avere un occhio di maggiore attenzione per i giovani. Il mondo da sta cambiando, molto rapidamente: occorre trovare nuove soluzioni e bisogna farlo in fretta.
    Il paradosso è che l’atteggiamento di chi ha il potere in Italia e il modo in cui funzionano le cose in questo paese va esattamente nella direzione opposta.
    Sono privilegiati i furbi, anzi talvolta l’atteggiamento da furbetto è considerato ‘cool’. Il risultato è non solo la sofferenza e la rabbia di cui parli ma è una situazione assurda di conflitto generazionale che non dovrebbe esistere.
    Stiamo tagliando le gambe e rubando i sogni alle prossime generazioni: ai nostri figli, ai nostri nipoti. Questa è una battaglia che sento di dover combattere anche e soprattutto per la mia nipotina. Non voglio lasciarle un’Italia in questo stato disastroso.

  19. Mad ha detto:

    Hai perfettamente ragione!
    Stiamo andando nella direzione opposta al futuro e al cambiamento. Il “gap” generazionale aumenta a dismisura. E la cosa mi preoccupa molto.
    Io sono ad un passo dal realizzare il mio sogno, che mi è costato anni di studi e sacrifici (i famosi stage, di cui sopra). Manca poco, lo so. Eppure, a volte, mi guardo intorno e perdo le speranze. E penso che chi è dietro di me (anagraficamente parlando) è messo ancora peggio.

  20. Mad ha detto:

    Hai perfettamente ragione!
    Stiamo andando nella direzione opposta al futuro e al cambiamento. Il “gap” generazionale aumenta a dismisura. E la cosa mi preoccupa molto.
    Io sono ad un passo dal realizzare il mio sogno, che mi è costato anni di studi e sacrifici (i famosi stage, di cui sopra). Manca poco, lo so. Eppure, a volte, mi guardo intorno e perdo le speranze. E penso che chi è dietro di me (anagraficamente parlando) è messo ancora peggio.

  21. dgiluz ha detto:

    Mad non mollare. C’è una buona ragione per cui dobbiamo tutti combattere ed è quello che hai detto tu. Mi vergogno dello stato di degrado soprattutto morale in cui stiamo lasciando questa nazione ai nostri figli.
    Altro che Belpaese, stiamo diventando una discarica a cielo aperto e dobbiamo veramente ringraziare per questo la nostra classe dirigente.
    Non c’è più pudore e non voglio dover spiegare a mia nipotina che sono stato parte di questo scempio, io continuerò a combattere per questo
    http://picasaweb.google.com/dgiluz/BattesimoViola#

  22. dgiluz ha detto:

    Mad non mollare. C’è una buona ragione per cui dobbiamo tutti combattere ed è quello che hai detto tu. Mi vergogno dello stato di degrado soprattutto morale in cui stiamo lasciando questa nazione ai nostri figli.
    Altro che Belpaese, stiamo diventando una discarica a cielo aperto e dobbiamo veramente ringraziare per questo la nostra classe dirigente.
    Non c’è più pudore e non voglio dover spiegare a mia nipotina che sono stato parte di questo scempio, io continuerò a combattere per questo
    http://picasaweb.google.com/dgiluz/BattesimoViola#

  23. Mad ha detto:

    La tua nipotina è uno splendore! Si merita il meglio del meglio.
    Speriamo che le future classi dirigenti siano più lungimiranti di queste ultime.
    E spero – con un po’ di narcisismo – di far parte anch’io della futura classe dirigente. Nel mio piccolo.

  24. Luciano Ardoino ha detto:

    Io cretino ma voi un po’ di confusione l’avete, perché…
    …perché la prima tessera politica è avvenuta un po’ oltre il mio mezzo secolo di vita, e nonostante anteriori ammalianti canti di sirene durante prolungate soste di lavoro negli Stati Uniti (Reagan), l’ho compilata a Genova, la mia cara città, e per Forza Italia. E fin qua tutto bene; a parte che l’iscrizione andò dapprima smarrita e quindi sarebbe stato meglio ipotizzare l’accaduto come un segnale divino o forse semplicemente un’indicazione terrena; cioè di quelle che ti avvisano mentre all’altezza del posteriore sta arrivando…insomma, quello là!
    Comunque, non molto tempo dopo la legenda, circa un anno fa, fui contattato telefonicamente più volte dal team di un Senatore della Repubblica affinché accettassi la “ricercatissima” nomina di responsabile della commissione turismo cittadino per il partito di appartenenza; cosa che accolsi dopo alcune ripetute cortesi richieste e soprattutto perché mi fu detto che la mia esperienza internazionale e quindi il curriculum avrebbero portato “notevoli” innovazioni nelle disamine di questo settore così tanto travagliato e che abbisognava di nuove vitali conoscenze per erudire gli addetti alle varie discussioni consigliari.
    Embè, come poter privare il partito, la città e quindi la regione intera di un aiuto così necessario e per loro utile? Come poter zittire la coscienza che instancabilmente mi urlava di assecondarne la preghiera?
    Si, lo farò!
    No anzi, lo faremo; perché a capo di queste varie commissioni vi erano e credo ci siano ancora circa 25 persone, ognuna per ogni singolo settore dipartimentale, tutta brava gente nonché veri e seri professionisti; Porto, Economia, Sport, Università, Turismo, Cultura, eccetera, eccetera. A cui vanno sommate, per ognuno di questi, altre 5 o 6 prs. (da noi ricercate) per l’appoggio ed aiuto logistico; che portano il totale a circa 150 esaminatori (centocinquanta).
    Ma il bello, se così si può affermare, arriva nel momento in cui si decide di elencare e quindi consegnare la nostra esperienza tramite incontri preordinati e dettagliate relazioni a coloro che ne usufruiranno nei vari consigli. Ottima iniziativa, che diamine! Ma resta però un unico grande problema! Maddecchè, se non siamo mai stati avvisati sulle future delibere o provvedimenti nelle molteplici sedute comunali, provinciali o regionali da esaminare e quindi ragguagliare? E a chi, se nessuno dei destinatari è mai stato presente, nonostante i ripetuti inviti, nell’intero arco dell’anno, e mai le hanno probabilmente ricevute?
    Riunioni mensili dipartimentali mentre bimensili quelle generali, con un unico denominatore comune e cioè; probabile appallottolamento delle relazioni e tiro, per i migliori, da tre punti nel canestro (cestino della rumenta)… il tiro da tre punti definisce nel basket un canestro realizzato al di fuori di una linea delimitata da un arco semiellittico radiante dal centro del canestro; la distanza è stabilita in 6,25 metri. I miei più sinceri complimenti!
    Ma noi?
    Gli altri non lo so, ma io mi sono sentito un cretino.
    Un cretino che gestisce aziende con 2.800 dipendenti. Doppio cretino! 2.800 volte cretino, ma sono abituato a non arrendermi e a lottare per raggiungere…boh! Lo facevo gratis.
    Ma sciaguratamente non è finita qui, almeno per me, perché, testardo come sono, scrivo a tutti richiedendo un colloquio poiché credo di aver individuato (presuntuoso che non sono altro) le problematiche che oramai da alcune decine d’anni si ripercuotono nella nostra cara penisola. Chissà mai che non sia vero! E questo chi è, da dove spunta e perché lo fa gratis?
    Il risultato è che un Ministro mi invita ad un colloquio non appena avrà del tempo al di fuori di quello istituzionale (perbacco)! Peccato che dalla sua prima ed ultima sono passati 8 (otto) mesi e non si è fatto vivo nessuno; anzi, cercando poco tempo dopo di mettermi in contatto telefonico con il medesimo venivo, tra l’altro, apostrofato da un capo di qualche cosa nel Ministero d’appartenenza con:
    Eccheccazzo c’entra!
    Mentre un Senatore locale mi invitava ad un colloquio con un conoscente per un’eventuale lavoro presso una ditta presumibilmente come scribacchino o cameriere (lavori degnissimi, per carità)… ma io veramente volevo mettere le mie conoscenze al servizio della comunità, dello stato o verosimilmente a mettermi in condizione di elencare le mie cognizioni nella specifica materia con qualcuno di veramente valido sotto l’aspetto turistico, in quella stessa maniera che ho sviluppato nei paesi esteri, dove addirittura mi assillavano, ti ascoltano e dove si sono visti i risultati. Che dire; oltre 50 mie assemblee mondiali sul turismo finite là, dove sfocia il mare, dove i pesci siluro si ingrassano di sterco umano.
    Io non vi ho chiesto un lavoro! E inoltre…ma siete scemi?
    Finita?
    No, perché subito dopo arriva un’altra e-mail, questa volta è della segretaria personale della responsabile massima del turismo nazionale; ci siamo, vogliono sapere del mio lavoro con i Governi di altri paesi, della realizzazione delle leggi sul turismo…ma anche qui passano i mesi. Sei mesi per la prima risposta, la seconda…per adesso due mesi, poi chissà?
    Mi trovo sull’orlo del baratro dell’orgoglio personale ed ecco che arriva finalmente l’occasione giusta. Commissione turismo da esporre agli stati generali di Varazze il 12/13 dicembre 2008.
    Dai Luciano, adesso siamo a cavallo!
    Quattro o cinque riunioni in regione; la prima siamo in tanti, ad ognuno viene fornita una penna ed una cartellina contenente dei fogli bianchi mentre i discorsi per la rinascita del turismo ligure sono sempre gli stessi; alla seconda si registrano alcune assenze, i fogli sono messi tutti all’ingresso e le biro sono contenute con un elastico. Vabbè, si sono dimenticati, capita, e la conversazione giace e riposa ancora sulle stesse causali improduttive. Nella terza ci assottigliamo sempre più a mo di cabina telefonica, cartellina sparita, biro rosse…i fogli? Quelli portateli da casa! Tralascio per pena la descrizione sul dibattito turistico.
    Nella quarta o quinta leggono i risultati delle discussioni e di quello preso in considerazione e mentre la sfogliano mi ricordo della prima relazione turistica regionale; cavolo è uguale… solo che la mia è datata 1972!
    Come uguali sono quelle lette per trent’anni quando erano scritte nella mia lingua nazionale, tutte identiche, precise e i risultati si sono visti! Ma la finite di prendervi in giro o forse vi aggrada e vi rende questa inutilità o molto probabilmente queste cose sono fatte solo per apparire?
    Ho scarabocchiato questa mia perché ero incazzato e volevo divertirmi un po’ e devo dire che credo d’esserci riuscito, almeno lasciatemi questa consolazione anche se mi sento sempre un cretino. Il tempo, con voi, non è galantuomo laddove la meritocrazia applicata vi dista anni luce a differenza di quella che instancabilmente menzionate e fate credere di ricercare e mentre non discuto affatto della bontà e del valore di alcuni (qui purtroppo pochi) in Forza Italia, io non voglio più che le mie idee e il mio lavoro sia mangime per i luassi o ratti delle fogne, mandateci i vostri lavori e le vostre parole.
    Con trapassata stima
    Luciano Ardoino


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