Meritocrazia vs gerontocrazia

Al ritorno da Venice Sessions in treno si è creato un capannello di partecipanti.

Tra le varie iniziative, il professor Quintarelli ci ha tenuto una lezione di demografia, dopo essersi preso la briga di scaricare un pò di dati Ocse, metterli su Excel, che ha poi postato.

L’Italia è una nazione di anziani. La scala delle nostra popolazione è una specie di fungo, con la maggior parte della popolazione sopra i 35 anni. Colpisce il confronto con l’Egitto a due passi da noi o con una potenza come l’India. Una piramide con una larga base di popolazione sotto i 40 anni. In Cina la base della piramide invece si restringe in modo inquietante a causa delle leggi sulle nascite. Si vede a occhio nudo il risultato delle politiche sulla famiglia in Francia.

Dati interessanti su cui ci sarebbe molto da riflettere e commentare.

La forma funghesca della demografia Italica si porta dietro una serie di considerazioni, oltre all’amara constatazione che non ci saranno i soldi per le pensioni di questa generazione e – quanto peggio per quelle successive.

E’ difficile capire se la gerontocrazia – uno tra i peggiori problemi oggi in Italia – sia causa o effetto di questa situazione, ma la miscela ‘paese più vecchio del mondo, il cui potere è gestito spesso gerontocraticamente’ è un imbuto da cui non è facile uscire. Particolarmente in Italia dove la cosa è contingentata e saldamente controllata.

Intendiamoci la gerontocrazia è una categoria mentale e la sua vera cura sarebbe la meritocrazia, ma sospetto che il fenomento sia fortemente correlato con l’età anagrafica media della nostra popolazione oltre che ad aspetti culturali. I dati e la situazione dell’Università Italiana ad esempio sono sconfortanti ed è proprio di questi giorni il dibattito su questo come su altri temi.

In treno il brainstorming ha generato possibili soluzioni. Alcune relativamente semplici, altre impresentabili anche se interessanti concettualmente.

Si potrebbe – e penso che si dovrebbe – abbassare il diritto di voto da 18 a 16 anni.
Ma guardando i numeri la cosa non basterebbe. Perchè non togliere il diritto di voto superata una certa età? Oppure semplicemente limitarla al poter eleggere Senatori e non Deputati. O abbassare le soglie di età per cariche di potere.

E’ importante favorire e organizzare l’immigrazione. Ma soprattutto occorre regolarla per portare in Italia talenti e intelligenze oltre alle fondamentali badanti, necessarie evidentemente vista la situazione. E molti corsi e stage di aggiornamento per i nostri amati burocrati in Australia, Francia, Israele, Finlandia o negli USA.

Insomma molte idee ma poche veramente praticabili con una minima possibilità di successo.

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Gli investimenti in innovazione in Francia

La scorsa settimana ho viaggiato a Parigi per incontrare alcuni fondi di venture capital Francesi. Un volo di aereo e atterrando a Charles De Gaulle sembra subito di mettere il piede su un altro pianeta, rispetto al desolante panorama dell’Italia in questo campo.

Tanto per inquadrare il fenomeno un po’ di numeri. Gli investimenti di venture capital early stage in Francia lo scorso anno, hanno ampiamente superato il miliardo di Euro. In Italia sono state investite risorse pari a circa 1/20 questo importo.

In Francia negli ultimi dieci anni il settore del venture capital si è consolidato grazie ad un attento supporto del governo e degli investitori istituzionali francesi. Dieci anni fa circa il governo ha impostato la propria politica per sviluppare il venture capital, imperniata su diversi elementi tra cui un ruolo attivi di CDC (la Cassa Depositi e Prestiti Francese), che attraverso la creazione di un fondo di fondi ha fatto nascere decine di nuove realtà di venture capital. I team di allora sono oggi alla loro seconda o terza esperienza di fund managment e molti casi si sono affrancati dalla ‘mamma’ CDC che rimane comunque uno degli investitori istituzionali più attivi e attenti. Alcuni di questi sono professionisti che ho avuto modo di conoscere in quanto investitori di Vitaminic o di aziende che acquisimmo sia come Vitaminic sia successivamente in Buongiorno Vitaminic.

Una politica di defiscalizzazione molto aggressiva ha consentito ai fondi di continuare ad avere accesso a risorse finanziarie private con il risultato netto che oggi sono attivi in Francia diverse decine di fondi significativi con un ampio ventaglio di tipologie di investitori e focus di investimento. Con queste azioni la Francia negli ultimi dieci anni ha recuperato molto terreno per configurarsi un mercato del tutto paragonabile al mercato UK, tedesco e scandinavo.
L’Italia da tutti i punti di vista è più o meno dove era la Francia una decina di anni fa in termini di sviluppo del venture capital. In aggiunta a questo dato siamo il fanalino di coda nella ricerca.
L’Italia investe la metà della Francia in ricerca e sviluppo, oltretutto con una maggiore presenza di fondi pubblici (circa la metà), molto superiore a Francia, Germania e UK dove i privati finanziano circa i 2/3 della ricerca. Technology transfer e brevetti sono al fanalino di coda dell’Europa e spesso materia sconosciuta nelle Università o nei migliori dei casi materia poco e mal praticata.
Impressionante poi entrare nel dettaglio degli investimenti per aree geografiche. Gli investimenti in R&D fatti al sud Italia sono circa 1/5 di quelli del nord-ovest e la cosa fa il paio con un’amministrazione degli ingentissimi fondi destinati all’innovazione e alla creazione di impresa che da queste parti delle Alpi sono gestiti malissimo particolarmente se se confrontati con il modus investendi dei Francesi e con la maggiore efficienza ed efficacia della macchina pubblica.


Toys

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2219035&server=vimeo.com&show_title=0&show_byline=0&show_portrait=0&color=&fullscreen=1
MUNNY on the Run! from Kidrobot on Vimeo.


Karmacoma


Authors@Google: Muhammad Yunus

designing a social business


Altra puntata Vintage

http://www.youtube.com/watch?v=BJqYWH1pIxU


Venti radio universitarie trasmettono a radio unificate

Tra queste l´Università di Torino che ha partecipato alla diretta a reti unificate di ieri promossa da Raduni. A Torino la mitica RadioFlash, da sempre vicina al mondo Universitario Torinese ha ritrasmesso il programma. Tra gli ospiti nomi di tutto rispetto. Il tema di cui si parla è la ricerca, i materiali cominciano a saltare fuori sulla rete.

Gli studenti di Verona intervistano il Professor Enrico Decleva, Rettore della Statale di Milano e Presidente del CRUI Conferenza dei Rettori Italiani. L’associazione delle Università italiane statali e non statali. Si parla dell’alta ricerca. In un momento come questo sarà fondamentale non fare errori su temi come questi. E i tempi stringono…