raduni

00:34 Raduni trasmette a rete unificate. Cremonini, musica soft…dagli atenei la voce degli studenti di oggi, le assemblee e i dibattiti.
Flash mob a Pisa e lezioni all’aperto.


Microfinanza senza garanzie più solida dei subprime

L’economia occidentale sta attraversando una fase di crisi con pochi precedenti. L’esplosione della bolla immobiliare e finanziaria che si era accumulata negli ultimi anni sta detonando una recessione e aprendo un preoccupante periodo di instabilità.

Mi ha colpito in questo contesto lo stridente contrasto con i contenuti di un bel report di Credit Suisse sulla responsabilità sociale in campo finanziario. La micro-finanza moderna è nata negli anni 70, con la Grameen Bank fondata dal Premio Nobel professor Muhammad Yunus. I fondi di micro finanza ammontano oggi a circa US$ 4,4 miliardi e questo è un settore che ormai comprende oltre al microcredito anche la microassicurazione, il micro-venture capital e i servizi di deposito e trasferimento per individui a bassissimo reddito. Si tratta di fondi che investono ‘alla base della piramide’: microimprese, piccole aziende spesso familiari in centri urbani e rurali.

I prestiti vengono forniti senza garanzie e la cosa che colpisce è il fatto che i fondi che forniscono questi microprestiti hanno un tasso di default molto basso e un elevato grado di solvibilità. I soldi sono dati sulla parola e sulla parola sono restituiti. Spesso finanziano progetti legati all’economia informale e sono quindi anche abbastanza scollegati dagli sbalzi dell’economia formale e lontani dalle oscillazioni dei mercati finanziari.

A Pachacutec, una baraccopoli in Perù, l’acqua corrente è arrivata grazie ad i prestiti di Vivencia, società appartenente al gruppo ACP (Acción Comunitaria del Perù»). di Lima. Il prestito consente alla popolazione di allacciarsi alla rete idrica ad un costo inferiore all’acqua comprata dalle autobotti. Vivencia è un developer immobiliare che investe in progetti infrastrutturali nelle baraccopoli e nonostante questo è una società che genera dei rendimenti.

La cosa che colpisce è che ‘alla base della piramide’ nella maggior parte delle economie meno industrializzate e nei paesi poveri si trova la maggior parte della popolazione.
Mibanco, banca del gruppo ACP, è specializzata nel prestare soldi a chi non riesce ad ottenerli dalle altre banche: finanzia aziende che tipicamente hanno meno di dieci dipendenti e ricavi inferiori ai 150.000 US$. Parliamo di circa 3 milioni di imprese in Perù che impiegano complessivamente il 76% degli occupati del paese e generano il 42% del PIL nazionale.

Pur avendo al centro dei suoi obiettivi la responsabilità sociale, il gruppo ACP non fa beneficenza e ha registrato lo scorso anno un utile di US$ 15,4 milioni che sono stati reinvestiti nello sviluppo della holding e delle sue aziende.

A chi interessano questi temi: un’ora di YouTube ben spesa.


Microfinanza senza garanzie più solida dei subprime

L’economia occidentale sta attraversando una fase di crisi con pochi precedenti. L’esplosione della bolla immobiliare e finanziaria che si era accumulata negli ultimi anni sta detonando una recessione e aprendo un preoccupante periodo di instabilità.

Mi ha colpito in questo contesto lo stridente contrasto con i contenuti di un bel report di Credit Suisse sulla responsabilità sociale in campo finanziario. La micro-finanza moderna è nata negli anni 70, con la Grameen Bank fondata dal Premio Nobel professor Muhammad Yunus. I fondi di micro finanza ammontano oggi a circa US$ 4,4 miliardi e questo è un settore che ormai comprende oltre al microcredito anche la microassicurazione, il micro-venture capital e i servizi di deposito e trasferimento per individui a bassissimo reddito. Si tratta di fondi che investono ‘alla base della piramide’: microimprese, piccole aziende spesso familiari in centri urbani e rurali.

I prestiti vengono forniti senza garanzie e la cosa che colpisce è il fatto che i fondi che forniscono questi microprestiti hanno un tasso di default molto basso e un elevato grado di solvibilità. I soldi sono dati sulla parola e sulla parola sono restituiti. Spesso finanziano progetti legati all’economia informale e sono quindi anche abbastanza scollegati dagli sbalzi dell’economia formale e lontani dalle oscillazioni dei mercati finanziari.

A Pachacutec, una baraccopoli in Perù, l’acqua corrente è arrivata grazie ad i prestiti di Vivencia, società appartenente al gruppo ACP (Acción Comunitaria del Perù»). di Lima. Il prestito consente alla popolazione di allacciarsi alla rete idrica ad un costo inferiore all’acqua comprata dalle autobotti. Vivencia è un developer immobiliare che investe in progetti infrastrutturali nelle baraccopoli e nonostante questo è una società che genera dei rendimenti.

La cosa che colpisce è che ‘alla base della piramide’ nella maggior parte delle economie meno industrializzate e nei paesi poveri si trova la maggior parte della popolazione.
Mibanco, banca del gruppo ACP, è specializzata nel prestare soldi a chi non riesce ad ottenerli dalle altre banche: finanzia aziende che tipicamente hanno meno di dieci dipendenti e ricavi inferiori ai 150.000 US$. Parliamo di circa 3 milioni di imprese in Perù che impiegano complessivamente il 76% degli occupati del paese e generano il 42% del PIL nazionale.

Pur avendo al centro dei suoi obiettivi la responsabilità sociale, il gruppo ACP non fa beneficenza e ha registrato lo scorso anno un utile di US$ 15,4 milioni che sono stati reinvestiti nello sviluppo della holding e delle sue aziende.

A chi interessano questi temi: un’ora di YouTube ben spesa.


La protesta raccontata dagli studenti di Verona

Ragazzi pensate con la vostra testa, qui si sta giocando sul vostro presente e soprattutto sul vostro futuro.


Kite: cose da evitare


Mass collaboration e crowdsourcing

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Percorsi dell’Innovazione


Techgarage a SMAU

Parte le seconda edizione di Techgarage. Dopo la prima tappa di Roma, abbiamo organizzato la seconda tappa a Milano. All’interno di Percorsi Dell’Innovazione a SMAU. Ci saranno una decine di nuove startup. Imprenditori, innovatori, investitori, fatevi vedere.

Ci sarebbe piaciuto poter fare un’edizione speciale sul digital media e le nuove tecnologie per l’online media all’interno dello IAB, ma sembra che non ci siano spazi purtroppo. Mi chiedo se non sarebbe opportuno pensare di fare la prossima edizione di IAB all’interno di SMAU. Sarebbe un interessante mix di tecnologia e media. Probabilmente anche Techgarage potrebbe avere uno spazio adeguato per far venire startup, parlare di venture capital tecnologico e media.


Forward loop


Mind The Bridge Venture camp: 14 startup e investitori a Venezia

Si è concluso il venture camp di Mind The Brige. Due giorni densi di lavoro per 14 startup che hanno presentato i loro progetti e si sono confrontati con la giuria e il pubblico.

Ospiti a Venezia di Vega e di Massimo Colomban, fondatore di Permasteelisa.

Nei panel e nelle interviste si è parlato di venture capital tecnologico in Italia. Il più interessante di tutti secondo me quello degli imprenditori . Storie di successo come Dada, BravoFly e Volagratis, Eurotech, I.net.

Startup italiane che hanno ‘superato’ l’inflection point e sono diventate realtà consolidate e competitive a livello internazionale.

Roba vera, che gli imprenditori della business plan competition hanno potuto toccare con mano.

Per il resto la gran parte delle giornate è stata dedicata alle startup selezionate e gli imprenditori hanno presentato i loro progetti affrontando domande e contraddittorio.

Il livello era mediamente buono e alcuni progetti decisamente interessanti e promettenti.

Un bel mix di settori e imprenditori: Internet, ICT, medicale, logistica avanzata, robotica aerospaziale.

Si è discusso di opportunità e difficoltà nel fare high tech e innovazione in Italia. Si è parlato di fundraising e del complesso gioco di ruoli del venture capital. Temi fondamentali da comprendere per chi vuole affrontare un percorso di crescita accompagnato e supportato dal venture capital early stage.

Il tutto nel contesto di oggi. Mercati finanziari che colano a picco. Un clima da un certo punto di vista quasi paradossale.

Ma sono convinto che il contesto attuale sia favorevole alle prospettive di questo settore. E credo di non essere il solo a pensarlo.

La crisi sarà difficile da affrontare e le conseguenze ancora poco chiare. Occorre tornare ai fondamentali e puntare allo sviluppo ad alto valore aggiunto.

Temi centrali toccati anche dal Ministro Tremonti nel presentare il ‘Piano Italiano’ ai TG di ieri sera e che francamente ho trovato decisamente un discorso interessante.

Hold your breath…domani riaprono i mercati.