Sa startap!

Rientrato al freddo dopo due giorni di sole e pesce a Pula: volo Meridiana in co-sharing con Alitalia…

Sardegna Ricerche ha organizzato una due giorni serrata di incontri tra startup, angels e operatori di venture capital. Un panel veloce al mattino con Emil Abirashid a moderare, poi elevator pitch e incontri one-to-one.

A presentarsi una trentina di startup provenienti dagli incubatori regionali e da spin-off universitari. Azioni finanziate con i fondi comunitari: ICT, Internet, biotech, nanotecnologie, clean-tech.

Ci sarebbero molte cose da dire, ma mi piacerebbe più rispondere a commenti.

Quali sono gli obiettivi che un’amministrazione pubblica dovrebbe porsi? Quali le priorità?

Quali i metodi di operare in tema di creazione d’impresa, imprenditorialità giovanile e strategia del sistema competitivo?

Quanto rende per euro questo investimento e come dovremmo misurarlo?

Il livello delle startup e il lavoro fatto in Sardegna Ricerche che ho potuto vedere è decisamente stato di buon livello rispetto a situazioni analoghe che ho avuto modo di osservare negli ultimi anni in Italia.

Penso che in Sardegna ci sia un terreno fertile di persone con competenze ed esperienze a livello internazionale. Solo a Cagliari: il primo editore cartaceo italiano ad andare sul web, poi Video Online e Tiscali. Ci sono una considerevole quantità di fondi pubblici.

Ma oggi occorre confrontarsi con i benchmark internazionali, occorre più focus e una macchina burocratica più snella, con le idee chiare ed efficace. La nuova generazione dovrà competere con pari Indiani e Cinesi: trentenni entusiasti che con 500 dollari al mese si stanno tirando fuori dal fango.

La buona notizia è che ho cominciato a vedere giovani imprenditori che hanno delle idee e che ci credono. La seconda buona notizia è che possono competere su un mercato globale digitale di più o meno 3 miliardi di persone.

Aiò!

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2 commenti on “Sa startap!”

  1. Alberto ha detto:

    Mi interessa molto la domanda che poni sugli obiettivi di una pubblica amministrazione. Naturalmente, una parte della risposta sta nell’identità dell’amministrazione in questione, e questa identità ha molto a che fare con il mandato che le è stato dato. Sardegna ricerche ha un mandato che attiene all’innovazione del sistema produttivo, e non può avere gli stessi obiettivi di un Dipartimento di politiche per lo sviluppo, che può stimolare l’innovazione come strumento in vista di obiettivi di sviluppo locale di aree in ritardo. Ma questa parte non è molto interessante. Ciò che è interessante è: tu, con il tuo percorso di imprenditore e venture capitalist, quali pensi che siano gli obiettivi “giusti” dell’intervento pubblico in tema di economia della conoscenza? E perché?

  2. dgiluz ha detto:

    E’ un tema interessante e che ha mille facce che quasi non saprei da dove cominciare. Innanzitutto dipende a che livello e in che contesto. L’Amministrazione Pubblica comprende temi quali Istruzione, Industria, Commercio, Ricerca scientifica.
    Insomma gli angoli sono molti.
    Ci sono quaranta incubatori in Italia e da quanto ho letto sono state ‘incubate’ 600 aziende. Esistono diversi fondi di venture capital regionali e notevoli risorse finanziarie comunitarie.
    Sardegna Ricerche ad esempio, se ho capito correttamente gestisce circa 30 milioni di euro su diversi temi tra cui la creazione di impresa, gli spin-off universitari e le startup di giovani imprenditori. Non so se tutti gli altri incubatori hanno queste dimensioni.
    Purtroppo in questi anni si è persa nell’Università Italiana la multidisciplinarietà. La situazione tipica è il professore sul quale è ineccepibile la validità scientifica ma il suo mestiere non è fare l’imprenditore.
    Lo scopo è creare posti di lavoro in aree growth? Misuriamole in posti di lavoro per euro investito?
    Si vuole stimolare la ricerca applicata in aree innovative? Contiamo il numero di contratti che generano royalties da technology transfer.
    Israele è diventato un polo di innovazione tecnologica con un fondo iniziale di 100 milioni. Alla fine non contano le intenzioni, contano i risultati.


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