250.000 angels per finanziare l’innovazione

Ho avuto l’opportunità di partecipare all’organizzazione di un evento sul venture capital all’Università di Boston. L’evento è stato organizzato da IACT (Italy/America chamber of commerce & technology of New England) grazie al supporto di una serie di partner tra cui la Regione Lombardia.

Ci sono oggi 250.000 angel investors attivi negli Stati Uniti che nel corso del 2007 hanno finanziato 37.000 aziende investendo complessivamente circa 27 miliardi di dollari che anno creato circa 200.000 posti di lavoro solo lo scorso anno.

Il contributo degli angels è diventato cruciale nell’ecosistema dell’innovazione Americana fondamentalmente per due ragioni:

– c’è un gap che sta aumentando anno dopo anno nel venture capital. Negli ultimi dieci anni la dimensione media dei fondi di venture capital US è quadruplicata, passando da 50 a 200 milioni di dollari. I fondi tendono quindi a concentrarsi su investimenti di dimensioni maggiori (dai cinque milioni di dollari in su di media), lasciando dietro di sè un ‘buco’ nel finanziare l’early stage e la creazione di impresa. Questo ‘funding gap’ è oggi lo spazio di opportunità coperto dalle centinaia di angel networks esistenti (ce ne sono sette solo in Massachussets);
– gli angel investors portano esperienza, passione e network alle società, dando un contributo che va molto al di la dei capitali. Si affiancano agli imprenditori in una fase molto critica per ogni startup, quella della partenza e li supportano spesso in combinazione con fondi di venture capital e family offices.

All’interno di questo evento dpixel è stata chiamata per presentare le opportunità di investimento nell’high-tech Italiano, cosa che ha destato una grande curiosità da parte degli investitori Americani. Abbiamo incontrato molti investitori e la prima reazione per tutti è stata la stessa. Tutti associano l’Italia al cibo, la moda, la Ferrari, nessuno alla tecnologia. La prima reazione era per tutti più o meno la stessa: ‘Italian high-tech? Really? Uh…interesting…I never thought about that…”.

Abbiamo portato con noi 4 startup italiane che riteniamo particolarmente interessanti per dimostrare come ci sia molto oltre alla ‘pizza e mandolino’ nel Belpaese. La sorpresa e la curiosità aumentava nel vedere che non solo ci sono startup tecnologiche in Italia, ma che sono anche particolarmente interessanti ed innovative.

‘wow…really interesting…and you guys are doing this in Italy??’

Boston è il secondo hub di venture capital dopo la Silicon Valley negli Stati Uniti, con una forte specializzazione nel campo medicale, biotech nei nuovi materiali e nell’information technology. Il 7% dei nuovi farmaci oggi sono sviluppati in Massachusetts e nella zona di Boston ci sono 8.000 aziende tecnologiche che impiegano oltre 160.000 lavoratori.

Ma soprattutto a Boston c’è una rete di imprenditori di origine Italiana, attenti e ricettivi rispetto all’Italian driven innovation’, tema che ci sta particolarmente a cuore in dpixel.

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