Tim O’Reilly al Web 2.0 Expo 2008

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Fare business con il crowdsourcing

Fino ad oggi la gran parte del dibattito sul crowdsourcing ha riguardato in larga parte gli aspetti ‘volontaristici’ della contribuzione di utenti ad un obiettivo condiviso. Ma se si pensa alla potenza del concetto applicato ad un mondo aziendale la prospettiva è completamente diversa. Perchè le esigenze sono diverse. Wikipedia non ha un ‘delivery time’ definito. Un qualunque prodotto editoriale commerciale invece ce l’ha per fare un esempio.

Ci sono aspetti che dovranno essere affrontati ma una volta risolti si può pensare che moltissimi processi aziendali potranno in futuro essere ‘crowdsourcizzati’ e le aziende avranno una forza lavoro distribuita tra persone interne (diciamo ‘insourcing’), fornitori (outsourcing) e crowds (crowdsourcing).

Quest’estate a Miami ho letto la storia di un quotidiano di Pasadena che si fa fare la redazione delle notizie di cronaca politica locale da tre giornalisti indiani: lavorano di notte anche grazie al fuso, sanno perfettamente l’inglese e costano un terzo dei cronisti locali. La cosa è iniziata quando il consiglio comunale ha cominciato a pubblicare tutte le delibere online e i dibattiti.

Tutti i materiali per scrivere gli articoli sono online e così anzichè cercare i giornalisti localmente il quotidiano ha assunto tre giornalisti indiani.

Finalmente un bel talk che guarda il crowdsourcing da questa propettiva. Grazie Gioacchino.


Lavorare nella nuvola

Sono tre anni che ho cominciato una sorta di curioso esperimento utilizzando quasi esclusivamente per le mie necessità di computing applicazioni web based. Viaggiavo spesso per fare kitesurf, e altrettanto spesso e volentieri in posti ameni dove l’unico modo di lavorare erano Gmail o Google Docs agli Internet cafè.

La cosa non sempre è agevole ma ha dei vantaggi decisamente notevoli, ed il primo ovvio era l’accessibilità. Ormai oggi praticamente da tutto il globo ti colleghi. Dall’albergo di Pechino all’Internet cafè di Cabarete e spesso anche in larga banda.

Il cloud computing è ancora più un’idea che una realtà a dire il vero. Però possiamo già oggi sperimentarne i suoi primi benefici pratici.

Il secondo vantaggio ovvio è il ‘software’ stesso: Firefox basta, il resto è sulla rete.

E non è solo un vantaggio di costo, nel senso che il software che serve oggi per usare il computer è praticamente tutto sul web. Tutta roba gratuita – dopo qualche mese ho poi installato Open Office per poter lavorare offline – oppure finanziata dalla pubblicità (Google Calendar, Plaxo per la rubrica, Linkedin).

Ad un certo punto subii il furto del mio portatile.

Come la molti di noi non avevo i backup di tutto, ma ad un certo punto mi sono reso conto che non avevo perso quasi niente: email, foto, contatti, documenti (che spesso ho recuperato direttamente da Gmail come allegati a messaggi). La ‘mia roba’ era sulla nuvola. Basta accedere alla nuvola e ho accesso alle mie cose. Con l’eccezione della musica (una cosa su cui vale la pena riflettere), dalle foto condivise con gli amici, ai documenti aziendali. Le email, persino molti video.

E’ quindi anche un ‘software’ che per molti aspetti può funzionare molto meglio.

Plaxo non solo mi ha permesso di non perdere i miei contatti, ma molti li tiene aggiornati. Quindi rispetto a prima un grande vantaggio.


L’orchestrazione di risorse distribuite

Il software è sempre di più un lavoro collaborativo organizzato su team distribuiti. Brian Behlendorf ne sa qualcosa: dopo Apache ha fondato CollabNet, una piattaforma di strumenti che consentono lo sviluppo collaborativo e distribuito del software.


Registrazione 3D in tempo reale

I Radiohead stanno lavorando al video del loro nuovo signolo ‘House of Cards’, per la prima volta, senza l’ausilio di alcuna telecamere ma utilizzando tecnologie in grado di catturare le immagini in 3D: Geometric Informatics e Velodyne LIDAR.

Le tecnologie di scanning di Geometric Informatics producono luci strutturate in modo da catturare le immagini in 3D con grande precisione, mentre il Velodyne Lidar è un sistema che usa molteplici radar finalizzati a rendere vasti ambienti e paesaggi. In questo video tutte le immagini sono state realizzate utilizzando 64 laser in rotazione di 360°, 900 volte al minuto. Grazie della segnalazione Luca.


Crowdsourcing

Un tema che trovo sempre più stimolante. Qui musica digitale + crowdsouring.

http://dailymotion.alice.it/swf/x3okpx
how to get free music, crowdsourcing, rcrd lbl
by epicfu

Torino, una mappa dell’high-tech

Sto scrivendo un articolo che ha come tema l’high-tech a Torino e nell’ambito di questo lavoro sto creando una mappa su Google con le iniziative principali. Ne mancano molte, se qualche lettore vuole aiutarmi segnalandomi startup o istituzioni rilevanti per l’high-tech sotto la Mole per arricchirla, sarò lieto di inserirle. Ecco la mappa.