Il dibattito politico in Italia. Gossip, aria fritta e sesso degli angeli

A Londra questa settimana con alcuni amici italiani emigrati nella City, si faceva il confronto tra la campagna elettorale in Italia e negli Stati Uniti. Oltre all’inevitabile retorica della politica, Obama e Hillary come tutti i candidati americani alla presidenza, si confrontano in un tour de force elettorale città per città e continuamente sono costretti dalla gente e dai media a prendere una posizione su temi concreti che impattano sulla vita di tutti i giorni, sul lavoro, sulla sicurezza, sulla politica internazionale.

In aereo al rientro mi ritrovo in mano il Corriere Della Sera (niente di personale, è solamente il giornale che regalava Alitalia). Un tema domina il dibattito politico: Casini rompe con Berlusconi e Veltroni sfodera i dodici punti del suo programma.

In prima pagina Panebianco analizza le ‘divergenze strategiche’ tra Berlusconi e Casini, che ritiene necessario un partito cattolico di centro.

Tutta la seconda pagina è una sorta di tabloid della giornata politica: Casini dice “Non tutti sono in vendita”, Berlusconi replica “Ma io non volevo più acquistarlo”. Un avvincente botta e risposta sul fatto che l’UDC correrà da sola. Una scelta rischiosa? A chi toglierà più voti? Siamo tutti in ansia in proposito. Intanto Buttiglione ricorre in appello al Tribunale di Roma per cercare di portarsi dietro il simbolo della DC che secondo il suo segretario, tal Giuseppe Pizza, vale un milione di voti.

Pagina tre. Un’approfondita indagine dietrologica con foto di repertorio. Pier Ferdinando si sfoga: già nel ’94 Berlusconi gli aveva chiesto di fare il premier e lui si era rifiutato. Anche la sinistra gli aveva offerto di tutto ma lui non fa baratti nè scambi. Intanto Ferrara lancia la sua sfida, annunciandoci di apparentarsi con il Pdl, spiegando che parla con Bondi per non litigare con Berlusconi.

Finalmente a pagina cinque, dopo qualche pagina di pubblicità si arriva ai contenuti: i dodici punti del programma di Veltroni, mi accingo speranzoso alla lettura:

1.Infrastrutture ed energia: modernizzare l’Italia. Si all’ambientalismo del fare. Iniziamo bene.
2.Mezzogiorno: usare meglio le risorse di Bruxelles (d’altra parte peggio di così è dura).
3.Spesa pubblica: spendere meglio, spendere meno. Si punta a risparmiare mezzo punto di PIL e uno nei due anni successivi. A Londra si parla di una pericolosa recessione alle porte e della coda lunga
4.Meno tasse. Pagare meno, pagare tutti. (testuali parole).
5.Donne. Credito d’imposta rosa per le donne che lavorano, si inizia col Sud. A proposito di retorica.
6.Aumentare le abitazioni in affitto, costruendo 700.000 nuove case con affitti tra i 300 e 500 euro. Edilizia popolare? Piano programmatico alla russa? Boh.
7.Bambini. Dote fiscale di 2.500 euro, più asili nido, no alla pedofilia. In cronaca la notizia una bambina di quattro anni in ospedale per lo stupro di un pedofilo recidivo, uscito di galera dopo solo un anno.
8.Università: creare 100 campus in tre anni. Intanto il 70% dei professori italiani ha più di 65 anni e i ricercatori guadagnano un tozzo di pane con contratti precari.
9.Sicurezza: far sentire sicuri i cittadini, più fondi alla polizia e finalmente arriverà la certezza della pena (la mia ragazza commenta: di questo passo l’unica pena assicurata è la nostra);
10.Riforma TV. Superare il duopolio creando una fondazione proprietaria delle azioni RAI che nomini un amministratore unico del servizio. Ho una laurea in Economia ma francamente non mi sovviene in aiuto nel comprendere il senso di questa proposta, probabilmente sono tonto io.
11.Giustizia e legalità. Trasparenza per le nomine, non si possono candidare in parlamento i cittadini condannati per reati gravissimi (criminalità organizzata, corruzione e concussione), per quelli gravi, evidentemente si può chiudere un occhio. E non dimentichiamoci di accellerare i tempi della giustizia mi raccomando.
12.Precarietà. Salario minimo di 1.000 euro per i precari e incentivi alle imprese per stabilizzare il lavoro. No comment. Intanto milioni di cinesi e indiani si affacciano sul mercato del lavoro con una paga di alcune decine di euro al mese.

Per fortuna dopo questa descrizione del programma segue la cronaca dell’evento alla Fiera di Roma e la notizia bomba: Matteo Colaninno candidato al Nord insieme ad Antonio Boccuzzi, l’operaio sopravvissuto nella tragedia della ThyssenKrupp. Come dire un colpo al cerchio e uno alla botte. Il giornalista, ci tiene avvinghiati al seggiolino dell’aereo raccontandoci l’avvincente dibattito: “rinnovo l’invito a Emma Bonino per continuare la bellissima esperienza come Ministro”, conclude Rosy Bindi: “nel futuro del Pd non c’è spazio per le larghe intese”.

Nelle pagine seguenti la sezione ‘Primo piano’, in cui vengono tracciati gli ‘Scenari’, di cui cito solo due titoli per decenza e sintesi:

E ora il Pd va a caccia dei voti di centro. Bindi: non regaleremo i cattolici a Casini. Ma D’Alema: arriverà all’8%
La carica dei cognomi illustri. Da Colaninno a Benetton e Mondadori, in attesa degli sconosciuti.

D’Alema a pagina nove confessa: è duro spiegare in inglese il caso “Mastella wife”… in effetti nel mio piccolo ho faticato moltissimo a spiegare ad amici inglesi perchè fosse caduto il governo e non siamo in grado di raccogliere la mondezza. Importantissimo sempre a pagina nove “l’Osservatorio” di Mannheimer che si focalizza su quanti voti possono togliere le forze di centro a Berlusconi.

Il più venduto quotidiano italiano decide di utilizzare così 7/8 milioni di fogli di carta, alla faccia della deforestazione e del buco nell’ozono. E noi a fare la raccolta differenziata per cercare di fare qualcosa contro il riscaldamento globale.

Ci sono solo tre possibilità:

1.La politica italiana non ha i contenuti e i media decidono così di focalizzarsi sull’aria fritta e sul sesso degli angeli per intrattenerci all’argomento;
2.I contenuti ci sono ma i giornalisti che si occupano della materia hanno smarrito la strada in tutti questi anni di cronaca politica e si concentrano sul gossip come se fosse il tema principale;
3.Una qualunque combinazione dei punti precedenti.

Finalmente si atterra. All’aeroporto di Linate i finger (quelle specie di tubi che consentono di passare dall’aereo al terminal) sono una specie rara, per cui si sale solito pulmino da terzo mondo. I bagagli ci mettono un’eternità ad uscire, gli abusivi ti chiedono se vuoi un taxi, i taxi veri scarseggiano, per cui si forma la consueta coda chilometrica che ostruisce regolarmente l’uscita dal terminale. In questo caos, auto parcheggiate dappertutto, ragazzini e signore che, trulli-trulli-quatti-quatti, come niente fosse, passano davanti a tutti saltando la coda. Di qualcuno in divisa che tenga in mano la situazione neanche l’ombra, ma d’altra parte la sicurezza è un tema importante alle partenze degli aerei, non agli arrivi, no?

Londra – Milano: un’ora di fuso orario e un abisso di civiltà, bentornati nel belpaese.

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One Comment on “Il dibattito politico in Italia. Gossip, aria fritta e sesso degli angeli”

  1. sasaki ha detto:

    Ho vissuto la medesima esperienza non più tardi di 6 giorni fa. All’atterraggio viene da pensare che in qualche modo debbano punirti… che quasi uno se lo meriti.


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